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Grecia al voto per chiudere la parentesi Syriza

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Politikì

Da Il Giornale del 07/07/19

Atene – Mentre da due giorni l'isola di Evia, tanto cara a Lady Diana, brucia facendo temere un'altra Mati, la Grecia oggi va al voto per le elezioni politiche anticipate.

Nelle urne conteranno solo due cose: il portafoglio e i debiti. Sono i due pesi che fanno la differenza nella Grecia post memorandum, con il premier Alexis Tsipras giù nei sondaggi, per colpa di troppi anni di sacrifici e tagli, e già battuto alle europee di maggio dai conservatori-liberali di Nea Dimokratia dati al 36%. 

Il leader Kyriakos Mitsotakis vede a portata di mano l'occasione di chiudere la parentesi di Syriza, forte di sondaggi che lo danno in vantaggio di dieci punti. Tanti, ma forse non sufficienti a comporre un governo monocolore. E'la ragione per cui nei giorni scorsi ha riattivato i canali diplomatici per un possibile esecutivo di larghe intese con i socialisti di Fofi Gennimata, dati al 7% per evitare di tornare alle urne sotto ferragosto.

Staccatissimi tutti gli altri partiti, con i comunisti del Kke al 4%, i neonazisti di Alba Dorata crollati al 3% e superati dell'ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis che precede di un soffio la nuova formazione ultranazionalista di 'Elliniki Lysi'.

“Dò per scontato che ci sarà una collaborazione governativa tra Nd e Kinal – dice al GiornaleDimitris Deliolanes, già corrispondente in Italia della tv pubblica Ert – ma con il caso dell'ex ministro Venizelos a tenere banco. L'attuale classe dirigente socialista ha paura della sua capacità e punta a metterlo fuori”.

Sullo sfondo due elementi: un sistema bancario quasi risanato dal meccanismo europeo di stabilità e da tagli lacrime e sangue, al netto dei prestiti rossi che allarmano ancora il Fondo Monetario Internazionale; e la vita quotidiana di commercianti e neo laureati, tentati dalla nuova emigrazione che nell'ultimo lustro ha visto andare via dall'Egeo centomila greci. Per questo Mitsotakis, liberista convinto, ha lavorato su un vademecum all'americana con l'istituzione di no tax zone per attrarre imprese straniere, con l'abbattimento della pressione fiscale grazie a liberalizzazioni per rompere i monopoli, con una politica green che “assecondi” gli esperimenti che ad esempio Tesla sta conducendo su alcune isole. E puntando a fare del turismo non solo una fonte di pil stagionale da maggio ad ottobre, visto che nel paese non c'è traccia di masserie o alberghi per sciatori come in Italia.

Una strada che potrebbe offrire nuova linfa a chi è stato costretto a perdere il 20% del proprio potere di acquisto. Come Ioannis, professore di educazione tecnica in pensione, che si è visto tagliare la pensione del 30% e che oggi deve fare i conti (salatissimi) anche con un vecchio mutuo che aveva contratto a tasso variabile. O come il 27enne Evanghelos, che ha investito i suoi risparmi aprendo un caffè con due soci in attesa che i turisti inizino a battere più spesso anche l'entroterra ellenico di Delfi, Meteora e Peloponneso e non solo le affollatissime isole.

Alto è anche il rischio astensionismo alle urne, per via di un oggettivo distacco dei cittadini dalla politica. Lo conferma Michalis, pediatra in pensione da due anni, che ancora non ha avuto il tfr e che incassa un assegno di soli 1.100 euro dopo quarant'anni di lavoro. E racconta a testa bassa: “Sono tutti uguali, mentre io aspetto una liquidazione che già so sarà decurtata di un quarto, Tsipras ha sistemato sua moglie Peristeri all'università di Salonicco proprio negli anni in cui è stato premier: non ho dubbi che sia preparatissima, ma è davvero solo una coincidenza?”.

 

twitter@FDepalo

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