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La pazza crisi di governo italiana raccontata su Zougla

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Politikì

Articolo pubblicato sul magazine ellenico Zougla.gr il 20 settembre 2019. 

Per la prima volta dal 1916 l'Italia ha rischiato di votare in autunno, dopo la crisi di governo voluta da Matteo Salvini lo scorso mese di agosto. Le urne si sono allontanate ed è nato in Parlamento il Governo Conte bis, sostenuto da un'altra maggioranza composta da Partito Democratico (Pd), Movimento 5 Stelle (M5s), Liberi e Uguali (la sinistra di Leu), Gruppo Misto e il neonato partito di Matteo Renzi, Italia Viva. 

 

Ma le domande al momento sono più delle certezze. Cosa farà l'opposizione sovranista di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni che assieme sfiorano il 40% nei sondaggi? Cosa deciderà Silvio Berlusconi, a metà strada tra le posizioni euro-popolari-centriste e il feeling con la Lega? Renzi farà cadere (presto o tardi) il governo o si sostituirà a Conte? Scenderà in campo il nuovo Cavaliere, ovvero Urbano Cairo, proprietario del canale televisivo La7, azionista del Corriere della Sera e patron del Torino Calcio?

Ecco una geografia della politica italiana dopo questa pazza crisi di governo.

 

PD 

Il Pd vive una fase di cambiamento e di scomposizione, con molti rischi interni. Il nuovo segretario, Nicola Zingaretti, è entrato in scena per fare l'esatto contrario delle policies di Renzi. Più temi di sinistra, più attenzione al settore pubblico, ritorno dei circoli locali in tutti i territori del Paese, dialogo con i sindacati e le associazioni, meno slogan. Il risultato, però, è stato anche che grazie alle spinte di Romano Prodi e Massimo D'Alema, il nuovo Pd ha imboccato la strada del governo con il M5s. E non è detto che sia un beneficio elettorale.

Troppo ghiotta l'occasione di capitalizzare la possibilità di avere un governo in Italia, uno in Commissione UE (con l'ex premier Gentiloni nominato commissario agli affari economici) e uno a Bruxelles (con David Sassoli Presidente del Parlamento europeo). La prospettiva è quella di poter eleggere il nuovo Presidente della Repubblica nel 2022. Ad oggi il nome più gettonato è quello di Romano Prodi (ex premier ed ex Presidente della Commissione Ue) accanto al democristiano Pierluigi Castagnetti, silente come Mattarella, per questo nome forte.

 

RENZI

Ma il Pd vive anche una stagione di addii. Quello di Renzi era nell'aria, ma si è materializzato dopo la crisi aperta da Salvini. Sbaglia chi si meraviglia oggi della mossa renziana, dal momento che il sistema elettorale proporzionale a cui stiamo andando incontro offre molto potere a tutte le componenti, anche alle più piccole. La decisione dell'ex premier di dare vita a gruppi autonomi intanto è figlia della volontà di tornare player centrale dopo l'addio a Palazzo Chigi. Mostra che Renzi è riuscito a giocare una partita in cui sembrava destinato a restare in panchina.

Cosa incassa? In un colpo solo Renzi potrebbe avere una zampa al governo (Bellanova ministro dell'agricoltura), una nel Pd (il suo amico storico Marcucci resta capogruppo al Senato) e una nella maggioranza col suo gruppetto di 41 deputati e 15 senatori. Certo, oggi sono in molti a ricordare i precedenti simili, dal momento che comunque è accreditato al di sotto del 10%. Ma è un elemento che si accosta al gran caos di questa crisi di governo estiva e che sarà determinante per le circa 200 nomine che scadono in queste settimane.

 

M5S

Il partito del comico Beppe Grillo ha vissuto la sua stagione più lacerante, diviso a metà tra chi non voleva l'alleanza con il Pd e chi invece puntava a restare al governo. Come il capo politico Luigi Di Maio, passato dal Ministero del Lavoro a quello degli Esteri, dove la sua completa inesperienza potrebbe essere leggermente lenita dai consigli del principe degli ambasciatori italiani, Ettore Sequi. Ma i dossier strategici per l'Italia sono tali e tanti che quella nomina appare un azzardo. Gli attivisti del M5s sono delusi: avevano votato nel 2013 e nel 2018 il movimento per cambiare il sistema, mentre oggi è parte di esso.

La delusione aumenta tra gli elettori del M5s anche per il sì alla tav (alte velocità Torino-Lione), il sì a gasdotto Tap che arriverà in Salento. Casaleggio figlio non è come il padre, ha raccolto un'eredità aziendale ed economica, ma non la visione di Gianroberto. Inoltre Grillo ha sostenuto la nascita del governo mentre il pezzo più tradizionalista del M5s non voleva un'alleanza con il Pd. Oggi però si profila anche un patto tra Pd e M5s alle elezioni regionali, con l'obiettivo di fermare Salvini che invece vola.

 

CENTRO & DESTRA 

E'il centro in questo momento a mancare in Italia. E'quello il terreno dove tutte le passate partite sono state vinte. Persino Berlusconi nel 1994, dopo aver inglobato la destra di Gianfranco Fini e la Lega di Umberto Bossi, ipotecò il centro con Pierferdinando Casini e soprattutto si assicurò i consigli del suo Richelieu, Gianni Letta, fidata ombra e uomo di collegamento con il Vaticano. In molti guardano e lavorano ad un perno centrale, liberal-cattolico che sia catalizzatore per chi negli ultimi sei anni ha scelto di votare il M5s perché senza una vera alternativa.

Perché è importante il centro? Perché la destra di Salvini anche se nei sondaggi è data al 33%, nessuno sa se manterrà quei numeri alle prossime elezioni politiche, e al netto dei molti errori tattici commessi in questa crisi. Nelle elezioni regionali a Salvini le cose evanno benissimo: le sta vincendo tutte e punta anche al Campidoglio, dove la sindaca Virginia Raggi sta finendo di sotterrare Roma con rifiuti e incapacità politica. Al suo posto potrebbe essere candidata la leader di Fdi Giorgia Meloni, che a Roma ha tutto il suo bacino elettorale.

Per cui siamo in attesa di capire se la Lega si sgonfierà, o se Salvini passerà la mano, o se ascolterà i consigli che Berlusconi gli ha dato qualche sera fa cenando nella sua casa di Milano. E soprattutto se capirà che la guerra contro tutti non porta sempre buoni frutti, ma occorre una buona dose di tattica, come insegna la strategia di Leonida alle Termopili. 

 

twitter@FDepalo

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