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Grecia, così il governo vuole chiudere le discariche abusive

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Politikì

Entro 4 anni il governo Mitsotakis punta a chiudere le 50 discariche abusive in tutta la Grecia, che provocano multe salatissime inferte da Bruxelles ad Atene.

 

 

Il proposito è contenuto nel nuovo piano-rifiuti a cui stanno lavorando il ministro dell'Ambiente Costis Hatzidakis e il segretario alla gestione dei rifiuti Manolis Gafakos. Nei prossimi due anni dovrebbero essere investiti in questa azione 700 milioni di euro. Le maggiori criticità in Attica e nelle isole, dove gli spazi abusivi sono 22.

Fino al 2014 erano in programma 4 impianti a Grammatikos, Keratea, Fili e Ano Liosi (in Attica), ma i lavori sono stati sospesi per decisione dell'ex governatore regionale dell'Attica Renas Dourou.

Attualmente operano tre unità: in Epiro, a Serres e in Macedonia occidentale, oltre ad Alexandroupolis, Ilia, Fokida, Tebe e Acharnes dove ci sono 12 progetti in fase appalto e 40 in procinto di completare lo studio preliminare di fattibilità.

Ad oggi la Grecia non solo si auto inquina per via delle discariche abusive, ma perde anche moltissimo denaro: ogni anno ben 7,6 milioni di euro per la non gestione dei rifiuti industriali, e più di 10 milioni di euro per le acque reflue. Mentre le discariche illegali costano allo Stato 5,2 milioni di euro.

 

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