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L'energia in Europa e nel Mediterraneo: meeting della Nato Defense College Foundation

Scritto da Redazione on . Postato in Politikì

Europe and the Mediterranean: trends and scenarios for a connected energy market. La conferenza è stata organizzata il 24 e il 25 marzo 2021 dalla Nato Defense College Foundation, in cooperazione con il Nato Science for Peace and Security Programme, il Policy Center for the New South, la Trans Adriatic Pipeline AG, Terna SpA, l’Union for the Mediterranean e il Nato Defense College.

Nel pieno rispetto delle regole di sicurezza pandemica, le discussioni sono state riprese e trasmesse in diretta streaming in un formato televisivo interattivo sulla piattaforma NDCF Talks. Con 21 esperti internazionali coinvolti, la maggior parte degli oratori erano presenti in studio, e più di 400 partecipanti hanno contribuito attivamente al dibattito sul futuro dei mercati e della sicurezza energetica nell’area euro-mediterranea.  

Alessandro Minuto Rizzo (Presidente, Nato Defense College Foundation, Roma) “Sicurezza energetica può significare protezione delle infrastrutture, sicurezza dei trasporti, sistema generale delle forniture ai consumatori e sicurezza delle nuove reti elettriche intelligenti. Ma implica anche cooperazione internazionale e proiezione di sicurezza. Quando parliamo di Energy Strategies nel Mediterraneo, ci confrontiamo con una serie di temi tra loro interconnessi: sviluppo economico, green economy, cooperazione regionale, connessioni Nord-Sud, integrazione di mercati. Una combinazione che speriamo possa portare a un mercato energetico euro-mediterraneo sempre più unificato e regolamentato”. 

Mohammed Loulichki (Senior Fellow, Policy Center for the New South, Rabat) “Il Nord Africa non è tanto dipendente dall’importazione di energia quanto lo è l’Europa per la semplice ragione che, ad eccezione del Marocco, tutti i paesi nordafricani sono esportatori netti di gas e/o petrolio. Ciononostante, la regione affronta un’altra sfida: per tutta l’area, assicurare la domanda di mercato è cruciale quanto lo è per l’Europa la sicurezza delle forniture. [...] Anziché essere una fragilità, la distribuzione ineguale di risorse energetiche tra l'Unione Europea e gli stati del Mediterraneo del Sud può costituire forme di interdipendenza per il futuro”.

Ahmed Badr (Acting Director, Project Facilitation and Support, International Renewable Energy Agency, Abu Dhabi) “Per aumentare la distribuzione dell’energia rinnovabile nel Mediterraneo del Sud c’è bisogno di guardare a grandi iniziative multilaterali e globali (come la Climate Initiatives Platform), che dovrebbero essere portate a compimento nel contesto locale”. 

Marco Piredda (Responsabile della sezione Political Scenarios and Institutional Support for Business Development, Eni, Roma) “Per il futuro non vedo un mondo diviso, frammentato o autarchico. Prevedo un sistema dell’energia in cui l’interdipendenza sarà molto diversa ma sempre presente. Ci saranno più linee elettriche che gasdotti, e un problema per la sicurezza energetica riguarderà sicuramente la sicurezza informatica e la sicurezza di reti molto complesse”.

Oded Eran (Senior Research Fellow, Institute for National Security Studies, Tel Aviv) “Molti paesi produttori di gas naturale sono in corsa contro il tempo. Se il Green Deal europeo e l’International Climate Agenda entreranno pienamente in vigore, questi paesi hanno al massimo 20 anni prima che il sistema energetico diventi a energia verde. Questo tema sarà sempre più cruciale per l’economia degli stati del Mediterraneo Orientale”.

Davide Sempio (Responsabile Relazioni Esterne (Italia), Trans Adriatic Pipeline AG, Lecce) “Il nostro compito è modernizzare le esistenti infrastrutture energetiche: questa trasformazione e la produzione di idrogeno costituiscono gli elementi fondamentali per il raggiungimento di un futuro a zero emissioni ed è proprio questo che TAP si sta impegnando ad ottenere. L’industria petrolifera e del gas dovrà affrontare sfide impegnative per contribuire ad un approvvigionamento sicuro in un contesto ecologicamente più responsabile”.

Grammenos Mastrojeni (Vice Segretario Generale per l’Energia e il Clima, Union for the Mediterranean, Barcellona) “Quando oggi si parla di energia, non c’è contraddizione tra seguire le regole del mercato o l’adattamento della società al cambiamento climatico. Non solo perché, se permettiamo al cambiamento climatico di diventare un fattore distruttivo, non ci sarà più mercato, ma anche perché, in fin dei conti, è conveniente, genera più profitti”.

Rim Berahab (Economista, Policy Center for the New South, Rabat) “Il mutevole panorama globale dell’energia, per non parlare delle crescenti minacce alla sicurezza delle infrastrutture critiche, ha reso la sicurezza energetica un tema di cruciale importanza per la Nato. Mentre si scambia energia su scala mondiale, penso che l’Alleanza possa svolgere un ruolo essenziale nella protezione delle infrastrutture critiche e che debba impiegare la sua competenza per provare ad anticipare disastri ed emergenze. Lo sviluppo delle competenze istituzionali richiede la collaborazione attiva e coerente di molteplici attori, sostenuta dalla volontà politica degli stati membri, dal buon governo, e da un forte e resiliente sistema di cooperazione”.

Guido Guida (Responsabile Affari Istituzionali Estero, Terna SpA, Roma) “Entro il 2030 ci aspettiamo un aumento significativo delle risorse rinnovabili. La sfida maggiore sarà integrarle in reti energetiche e assicurare l’adeguato funzionamento di quest’ultime. Con una simile crescita, è sempre più urgente il bisogno di infrastrutture appropriate in grado di trasportare tali risorse dal paese produttore al consumatore evitando congestioni della rete e interruzioni”.

 

 

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