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Migranti e sofferenti: l'impegno dell'Ordine di Malta

Scritto da Redazione on . Postato in Politikì

Popolazioni in fuga da guerre, persecuzioni, povertà e miseria. Dalla Siria incendiata da una guerra senza fine, dal cuore dell’Africa lacerata da violenti conflitti, fino alle coste della Sicilia: un viaggio di speranza che spesso diventa un incubo e finisce in tragedia. Nel corso di una  conferenza stampa che si è svolta nella Villa Magistrale a Roma, il Gran Cancelliere del Sovrano Ordine di Malta, Albrecht Boeselager, ha illustrato i progetti in corso in più parti del mondo per aiutare rifugiati e sfollati: 51 milioni in tutto il pianeta, secondo gli ultimi dati dell’Onu. In pratica una nazione in movimento.
 
“Le vittime dei conflitti di oggi sono soprattutto civili, donne e bambini: a loro in particolare sono diretti i nostri sforzi sul campo” ha sottolineato il nuovo Capo dell’Esecutivo e Ministro degli Esteri, davanti ad una folta platea composta da giornalisti italiani, tedeschi e francesi.
 
Boeselager ha poi ribadito l’impegno dell’Ordine di Malta nei 120 paesi in cui è presente, tra questi la Siria e i paesi confinanti come  il Libano. “Non possiamo dimenticare che oggi la popolazione libanese è composta per un terzo da rifugiati, con tutte le conseguenze che questo comporta sul tessuto sociale, sanitario ed economico”.
 
“Tra i progetti più significativi che svolgiamo, c’è il sostegno medico e psicologico alle donne vittime di stupri nella Repubblica Democratica del Congo, dove la violenza sessuale è un’arma di guerra” ha ricordato poi il Gran Cancelliere, sottolineando l’impegno nel continente africano dove l’Ordine di Malta è presente in 40 paesi sia con attività di soccorso diretto che con programmi di assistenza e sostegno a lungo termine alle strutture presenti. Un’attività che si diversifica paese per paese e che si adegua alle emergenze in corso.
 
Proprio dall’Africa provengono i barconi della speranza che popolano drammaticamente le cronache dei giornali. Impegnato sin dal 2008 nelle operazioni di soccorso ai migranti avvistati nel Canale di Sicilia, il lavoro del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta non conosce sosta. Lo ha ribadito ieri Mauro Casinghini, Direttore nazionale del corpo italiano di soccorso, commentando gli ultimi dati ufficiali forniti dalla Marina Militare italiana secondo cui dall’inizio dell’anno sono 72.683 gli arrivi di migranti in Italia, con un aumento del 700% dei bambini rispetto allo scorso anno.
 
Particolarmente strategico è il corpo italiano dell'Ordine, il CISOM che a Lampedusa si è distinto per un'intensa attività umanitaria: dal 2008 ad oggi oltre 5000 bambini, uomini e donne curati e assistiti; 289 medici; 270 infermieri; 123 soccorritori; un servizio che non conosce sosta: 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno.
 
In sei anni i volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine hanno prestato cure ed assistenza ad oltre 5000 bambini, uomini e donne, molte delle quali in stato di gravidanza. Un servizio che il Corpo di Soccorso svolge operando direttamente a bordo delle motovedette della Guardia di Finanza e della guardia Costiera, nell’ambito del Progetto Europeo “SAR Operation”, finanziato dall’Unione Europea e cofinanziato dal Ministero dell’Interno. Altri due medici del Corpo di Soccorso sono a bordo delle navi del dispositivo “Mare Nostrum”. Quest’ultima fondamentale presenza, che vede collaborare il Corpo di Soccorso dell’Ordine di Malta con la Marina Militare, è garantita grazie al contributo della “Nando Peretti Foundation”.

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