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“Erdogan non accusi Israele, ha fatto di peggio a Cipro”

Scritto da Dimitri Deliolanes on . Postato in Politikì

Erdogan è un ipocrita quando accusa Israele e la Turchia non è legittimata a protestare per la sproporzionata violenza a Gaza. Il motivo è molto semplice ed è sotto gli occhi di tutto il mondo da ben quaranta anni: la Turchia stessa è responsabile di invasione e di occupazione di un paese straniero, che è Cipro.
Non lo dice il governo della Repubblica di Cipro né l’Unione Europea che da un decennio circa cerca di convincere il premier turco a cambiare registro per fare passi avanti sulla strada dell’adesione all’Europa. Lo afferma invece una giornalista turca, Uzay Bulut, in un coraggioso articolo pubblicato nella pagina web israeliana di informazione “Israel Hayom” (http://www.israelhayom.com/site/newsletter_opinion.php?id=9339). 
 
“Il 20 luglio –inizia il suo articolo Bulut- due erano le notizie rilevanti lanciate a tutta forza dai media turchi: la prima era il durissimo attacco del premier Erdogan contro gli israeliani, definiti “oppressori”, a causa delle loro operazioni militari a Gaza. Ovviamente, i mezzi di informazione turchi si sono ben guardati di riportare le responsabilità di Hamas”, commenta la giornalista turca. 
“La seconda notizia più rilevante- continua - erano i festeggiamenti ufficiali per l’invasione turca a Cipro del 1974, seguita da colonizzazione e pulizia etnica nella parte settentrionale dell’isola. Si intende che i media turchi non hanno usato queste parole. Hanno invece parlato di “operazione di pace”, esattamente come avevano sempre fatto negli ultimi quaranta anni”. In più, quest’ anno ai lugubri festeggiamenti che si sono svolti nella parte occupata di Nicosia Ankara ha voluto essere rappresentata dal presidente turco Abdullah Gul.  
 
Per Uzay Bulut, “è difficile crederci ma è tutto vero: l’invasione turca a Cipro viene ufficialmente presentata come una festa della pace e della libertà”. La giornalista cita testualmente la lettera ufficiale che Erdogan ha inviato per l’occasione al leader del nord occupato  Eroglu, in cui si afferma che “l’operazione di pace” del 1974 ha aiutato il popolo turco a guardare al futuro con speranza e fiducia”.
La realtà è tutt’altra, continua Uzay Bulut: “Tutto il mondo è stato testimone di tutto quello che la Turchia ha compiuto nel 1974 e che festeggia fino a oggi: esecuzioni pianificate, morte, pulizia etnica in larga scala e un continuo stupro demografico e culturale. Ecco cosa la Turchia ha fatto nell’isola di Cipro.
 
Quello che è avvenuto è una vera e propria invasione e l’invasore straniero è la Turchia. La storia parla chiaro. Cipro è stata greca per 3.500 anni e cristiana per 2000 anni. La minoranza turco-cipriota, nel corso della sua breve presenza a Cipro, non ha mai avuto un pezzo di territorio tutto suo. Dal 1500 aC fino al XX secolo anche il nord occupato, come tutta l’isola, erano sempre greci e di seguito cristiani. Il governo turco nega queste verità elementari, festeggia l’invasione e la colonizzazione di Cipro, ma si permette di condannare gli israeliani che si difendono dai razzi dei terroristi. Quando parla di uso sproporzionato della violenza, la Turchia dovrebbe essere l’ultima a puntare il dito contro gli altri: dispone infatti di un’ampia esperienza e di profondo know how in delitti di questa natura. Ed è un’amara ironia  che lo stesso giorno in cui la Turchia festeggia la cosiddetta operazione di pace,  considerata dal resto del mondo un’invasione che ha ucciso migliaia, ha distrutto tesori monumentali di immenso valore storico, deportato centinaia di migliaia di persone e ha effettuato una pulizia etnica nella parte settentrionale dell’isola, osi oggi condannare l’operazione militare di Israele a Gaza, chiedendo ogni sorta di misure punitive contro lo stato ebraico”.
 
La conclusione dell’articolo è che, al raggiungimento dell’obiettivo dell’operazione militare in corso, cioè bloccato il lancio di razzi,  Israele si ritirerà da Gaza. La Turchia invece ben “40 anni dopo rimane impegnata in un gigantesco tentativo di cambiare l’equilibrio demografico nella parte di Cipro che ancora tiene sotto occupazione. Tutto questo per il resto del mondo non significa altro che ipocrisia”. 
     

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