Stampa

“Oltre l'Eufrate”: ecco la scommessa di Tsipras in cerca di sapienza e giustizia

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Politikì

Da Il Calendario del Popolo di marzo 2015

Raccontare le braccia e gli occhi che si sono elevati al cielo del palco ateniese post trionfo elettorale di Alexis Tsipras, equivale a lasciare per un attimo da parte retorica, fazioni e spread. E concentrarsi sul logos. Le parole, ancora una volta, vengono in soccorso di analisti, politicanti e cittadini che, come una bussola in mare aperto, proprio tornando alle parole possono cerchiare in rosso un inizio e una fine.

Nel suo discorso a Serse, due secoli e mezzo fa, Demarato di Sparta parlò così: “All'Ellade povertà è sempre connaturata, ma è acquisita la virtù che deriva dalla sapienza e dalla forza della legge: di essa, giovandosi, l'Ellade si difende dalla povertà e dal dispotismo”.

Conoscenza e giustizia, dunque. Se il più giovane premier della storia ellenica, il 41 ingegnere Tsipras, riuscirà a mantenere le promesse in quei due settori non solo la crisi greca potrà essere alle spalle dopo inevitabili riforme strutturali, ma ci sarà anche una ghiotta occasione per l'Europa di rigenerarsi. Ovvero, non potranno certo essere uno o cento regali a spianare la strada di un futuro migliore, ma una rivoluzione copernicana sia nel sistema sociale dell'Europa agonizzante sia in quello politico, diretta conseguenza.

Il meltèmi di Syriza si abbatte sul vecchio continente e sulle Borse (ancora nervose) come un vento di grande cambiamento. Il successo elettorale, ampiamente previsto dai bookmakers, si deve ad una precisa volontà dei cittadini di tentare un'altra via che non fosse quella indicata, dal 2012 ad oggi, dalla troika. Lo dimostrano le percentuali ottenute dal partito che solo pochi anni fa annaspava al 3% e che oggi è al 36%. Hanno scelto Tsipras anche i delusi del centrodestra, i centristi, gli indecisi, i socialisti e i verdi.

Tutti convinti che in democrazia valga la regola del cambiamento e dell'alternanza di governo. E lo hanno fatto perché convinti che le ricette del memorandum abbiano finito per ammazzare completamente il paziente ellenico. Ciò non significa automaticamente che debba essere restaurato il precedente sistema frutto di clientele, disservizi, sprechi e malaffare, ma solo certificare che l'errore macroscopico è consegnarsi nelle mani degli strozzini.

Ma quali sono le ricette di Tsipras? Priorità è la fine dell'emergenza sociale in atto nel Paese, per cui già nel primo Consiglio dei Ministri spazio alla sanità gratuita per i meno abbienti, al salario minimo portato a 751 euro (da 450), a tasse più eque per chi, ai piedi dell'Acropoli, non le ha mai pagate e con un impegno preciso alla voce investimenti stranieri e privatizzazioni.

Ma al di là dell'agenda del nuovo ministro dell'economia, l'estroso Yannis Varoufakis autore dell'intrigante pamphlet sul Minotauro e sulla crisi post 2008, sarà imprescindibile raffrontarsi armonicamente anche con le nuove economie, con i cosiddetti Paesi Brics. Autolesionistico sarebbe chiudersi a riccio nel triangolo vizioso Atene-Bruxelles-Berlino quando invece il jolly vero è dato dalle praterie in direzione Pechino, Mosca e New Dehli sempre più a caccia di quelle materie prime che nel Mediterraneo sono merce sempre più ambita. Il riferimento non è solo al gas o ad altri prodotti, ma a quell'ellenismo che, se restaurato e modernizzato, potrebbe rappresentare una nuova combinazione per aprire la cassaforte della civiltà.

L'obiettivo per ragioni culturali, sociali, geopolitiche è andare “oltre l'Eufrate”, così come fece millenni prima Alessandro Magno. Ci riuscirà?

twitter@FDepalo

Comments:

Mondogreco sui Social Media

seguici su questi network

facebook twitter google+