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Ecco perché voterò sì al referendum: la parola agli europeisti

Scritto da Danai Dasopoulou on . Postato in Politikì

Ospitiamo un commento sulla situazione greca delle ultime ore da parte di Danai Dasopoulou, giornalista di Protothema.
 
Dopo l’annuncio del primo ministro greco, Alexis Tsipras, che domenica 5 Luglio si terrà un referendum sulla proposta dei creditori, il paese rischia di stritolarsi. La gente è divisa tra il “no” e il “sì”, mentre la paura cresce per il giorno dopo l’esito. Mentre il tempo scade per la Grecia visto che si conclude il programma di aiuto delle istituzioni, come ha voluto ribattezzarle il governo Syriza, Alexis Tsipras cerca un’ultima chance proponendo in risposta all’offerta presentata in extremis dal presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, una controproposta. 
 
In quella chiede l’avvio di un programma biennale di aiuto dall’Esm e una ristrutturazione del debito. Il tempo però è un compagno crudele e il tentativo di chiedere aiuto all’ultimo minuto per salvare il paese non è certo che porterà a risultati positivi. D’altronde, la cancelliera Tedesca, Angela Merkel, dice “no” alla nuova proposta prima del referendum, mandando un messaggio chiarissimo al governo greco, mentre il vice cancelliere, Sigmar Gabriel, lascia intendere che si discuterà la nuova proposta solo se il popolo non andrà alle urne. Lo scenario dell’annullamento del referendum, però, sembra un’idea che il governo greco non considera. 
 
Come può considerarla, dal momento che il governo stesso lo ha promosso con unico tentativo di buttare la palla nel campo del popolo greco, senza chiarire il quesito e ribadendo che con il “no” si rinuncia all’austerità dei creditori mentre con il “si” il popolo rimane strangolato dall’Ue? 
 
Il governo sembra convinto di andare avanti sostenendo che solo così si farà sentire la voce del popolo. Un popolo che rimane per ore di fronte alle banche aspettando il proprio turno per prelevare 60 euro dal conto che è stato bloccato per decisione del governo, mentre i supermercati si svuotano e mentre cresce il terrore del isolamento e delle tragiche conseguenze che il “no” potrebbe portare. 
 
E’ questa la visione del governo per il paese? Così Alexis Tsipras immagina il futuro della Grecia? Fuori dalla zona Euro, fuori dall’UE e deragliata dal suo percorso europeo? I Greci non la pensano così e vogliono rimanere sulla strada europea dicendo un clamoroso “sì” al referendum e mandando un messaggio chiaro al governo e ad Alexis Tsipras. 
 

 

 

 

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