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Se Atene ride (si fa per dire) Bruxelles potrebbe presto piangere

Scritto da Potito Salatto on . Postato in Politikì

 Pubblichiamo l’analisi sulla crisi greca e sulla crisi istituzionale europea di Potito Salatto, già europarlamentare, attualmente vicepresidente del partito Per l’Italia e membro del board europeo del PPE.
 
Ferma restando la più viva soddisfazione per la chiusura dell’intesa fra l’UE ed Atene che ha consentito a quest’ultima di restare in Europa, un dato è certo: la vicenda Greca ha posto all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale la fragilità e l'inadeguatezza delle Istituzioni Europee e, quindi, la necessità di aggiornarle con una immediata revisione dei Trattati che limitano la crescita economica dei Paesi aderenti. 
 
Noi, Popolari per l’Italia di Mario Mauro, inseriti a pieno titolo nel PPE, non condividiamo le posizioni politiche espresse sin ora da Tsipras.
La nostra cultura però, ci porta a dire che fra l’usuraio ed il debitore  noi stiamo con quest’ultimo. Purtroppo, per responsabilità della Germania e dei paesi del Nord Europa, l’immagine fornita  dell’UE è quella di un cinico usuraio che non si fa carico delle esigenze, delle criticità del  debitore, ignorando qualsiasi forma di solidarietà in favore dei più deboli.
 
Ci auguriamo che il PPE per primo, i Parlamentari Italiani, ovunque collocati, sappiano intraprendere una azione volta al cambiamento dell’idea di una Europa unita solo dall’Euro per evitare che prima o poi possano ripetersi vicende  come quella Greca.
 
Vogliamo una politica estera unita, una politica fiscale omogenea, un'unità bancaria con un Istituto che superi i limiti attuali della BCE, una revisione dei Trattati Maastricht, di Dublino 2 di Basilea 3, una diversa forma istituzionale che superi quel deficit di democrazia che caratterizza le presenti articolazioni della Governance. Tutto ciò, per evitare che il sogno europeo svanisca nel nulla. 
 

 

 

 

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