Stampa

Vaxevanis: “Viviamo in un regime come quando c’erano i colonnelli”

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Politikì

Mentre in Europa vince premi giornalistici per la libertà di stampa e la lotta alla corruzione (come il recente Premio “Julio Parrado”), ad Atene c'è un processo a suo carico per aver pubblicato i nomi degli evasori. L'inchiestista 36enne greco Kostas Vaxevanis venne arrestato lo scorso ottobre non appena pubblicò sul settimanale che dirige, Hot Doc, i nomi della Lista Lagarde, l'elenco degli illustri evasori ellenici che avevano trafugato miliardi in Svizzera. Da allora, come ammette lui stesso, è iniziato un calvario giudiziario che lo vede ancora imputato, mentre chi ha evaso è ancora a piede libero, e con a capo della commissione parlamentare d'inchiesta gli stessi politici presenti nella lista. Adesso teme per la sua incolumità, ma ammette che se tornasse indietro lo rifarebbe.
 
Processato per avere indicato alla giustizia la strada da seguire: dove sta l'errore?
Me lo chiedo anch'io, dove sta l'errore? Forse sta proprio nel sistema stesso che c'è nel paese, un sistema corrotto dove molti cittadini cercano cibo nella spazzatura, un sistema che fa arricchire, che prende da chi non ha più nulla da dare e non da chi ha conti correnti in Svizzera e da chi truffa lo stato. Un paradigma di questa vicenda intera sta nel fatto che quando io sono stato perseguitato dalla legge in tribunale per aver inseguito proprio quella legge, avendo pubblicato la lista, nel paese nessuno ha detto nulla, solo il minimo. Quando invece del mio arresto ne ha parlato tutto il mondo. Due giorni fa, nella commissione parlamentare che indaga sulla lista, mi hanno accusato di averne pubblicata una non ufficiale. Sono cose incredibili che accadono solo in Grecia. Oggi il paese è spaccato in tre: in una parte vivono professionisti che fanno ciò che vogliono, in un'altra i politici che dovrebbero andare in galera per le illegalità che commettono comprese leggi per non andare in quelle carceri, e nell'ultima i giornalisti che non raccontano un bel nulla.
 
I due ex ministri dell'economia, Papacostantinou e Venizelos, non hanno fatto protocollare la lista giunta per corriere diplomatico da Parigi: la giustizia greca è ai livelli terzomondisti?
Dico che molti giudici sono corrotti, ma il problema vero della giustizia greca è che quando si celebrano i processi vi sono delle norme che proteggono ministri e deputati, dei veri intoccabili. A questa norma si è appellato Venizelos (leader del partito del Pasok e già ministro dell'economia sotto Papandreou premier ndr.) e protegge qualunque ministro sia imputato, in quanto deve ottenere una doppia autorizzazione a procedere da parte della Camera. In più in caso di nuove elezioni quell'autorizzazioni viene posticipata ulteriormente. Se invece al posto loro ci fosse un semplice cittadino greco, sarebbe condannato a vent'anni. Al momento ve ne sono venti, fra ministri ed ex ministri, coinvolti in procedimenti che attendono l'ok del Parlamento. E nessuno è condannato. Il primo di questi si chiama Xristos Markoiannakis, coinvolto in uno scandalo per l'acquisto di elicotteri militari. E lo sapete quale incarico ha oggi? É il presidente della commissione parlamentare sulla Lista Lagarde. Un altro componente è il signor Miltiades Varvitziotis, i cui parenti dalla parte di sua madre sono presenti nella lista. Un altro componente è il deputato conservatore Adonis Gheorghiadis, la cui moglie è presente nella lista. Come faranno questi signori ad avere un processo? Quando qualcuno di loro è incriminato ecco che provvedono con una legge a salvarli. Il signor Venizelos nel giugno del 2011 ha fatto avere un prestito al presidente della Protobank, al momento in carcere per aver rubato 800 milioni di euro, nonostante la banca fosse sotto inchiesta giudiziaria. E Venizelos gli concesse ben 100 milioni sotto forma di aiuti di Stato. Quando si è saputo che i conti greci non erano a posto Venizelos ha semplicemente fatto approvare una legge che non colpiva chi concedeva contributi in forma di aiuti di stato alle banche in difficoltà. Ecco come si comportano: commettono gli illeciti e dopo ci pensa una leggina a risolvere tutto. Questo accade qui tutti i giorni.
 
In quella lista ci sono molti nomi grossi della politica e dell'economia del paese, ne faccio due: Stavros Papastravrou primo consigliere del premier Samaras e Maria Panteli, presente con la cifra record di 550 milioni...
Il primo, che è ancora nello staff del premier, è presente con tutta la sua famiglia con un conto da cinque milioni e mezzo di euro. Come ha dichiarato in commissione, sostiene che non sono soldi suoi, e che li ha gestiti per conto di alcuni suoi clienti in qualità di faccendiere. Posso anche credergli, perché dovrei gettare del fango gratis sulle persone? Ma mi chiedo: come può continuare a lavorare al fianco del primo ministro chi ha evaso le tasse in questo modo? La signora Pantelì, presente al primo posto della lista, è una cittadina anonima, fa l'impiegata in un'azienda. Ma sotto quell'azienda si nascondono grossi nomi. Sapete cosa significano in Grecia i nomi Bobolas e Lazis? Il punto è che ogni nome è associato a un centinaio di conti off-shore di cui non si sa nulla: sono politici, soldi sporchi? Chi potrà controllarli?
 
Qualcuno ha tirato in ballo la madre dell'ex premier Giorgios Papandreou: cosa c'è di vero?
La presenza della signora Margareth Papandreou non è stata dimostrata. Però il suo nome è emerso in occasione di un'intercettazione effettuata dallo Sdoe (la polizia dei crimini finanziari), al momento non c'è alcuna conferma ufficiale. Ma vorrei dire che il problema non sono tanto i nomi che ci sono nella lista, quanto quelli nascosti o perché codificati o perché riconducibili a società off-shore che non si conoscono ancora. Non vi sembra strano che due anni dopo dall'invio della lista ad Atene, ora che ricompare, facciano ancora di tutto per non processare nessuno? Chi stanno coprendo? Lo stesso Gheorghiadis è stato fotografato in occasione di una mobilitazione a favore del magnate Iorgos Bobolas, nelle sue aziende, mentre nelle stesse ore sarebbe dovuto essere impegnato in commissione ad esaminare i conti dello stesso Bobolas. In quale paese del terzo mondo accadono cose simili?
 
Hai scritto che in Grecia per conoscere le notizie bisogna leggere i giornali stranieri, proprio come accadeva sotto i colonnelli: quanti conflitti di interessi tra stampa e politica ci sono?
Molto semplice. Se cercaste in tutto il mondo, non trovereste un solo canale televisivo trasmettere senza autorizzazioni. In Grecia mentre finanche una piccola attività, come può essere un periptero (giornalaio), necessita di quel permesso per lavorare, nessun canale lo ha. É un regime dove politica e media si minacciano reciprocamente. Molti imprenditori che si trovano nella lista Lagarde hanno numerosi conflitti di interessi, perché contemporaneamente eseguono lavori pubblici e gestiscono network televisivi. Come pensiamo che quell'editore presente nell'elenco degli evasori possa poi dare le notizie vere su quell'inchiesta? Per confermarvi il clima che c'è qui dico che in una montagna, nei pressi di Atene, una grossa azienda ha vinto l'appalto per scavare un tunnel. Dopo averlo fatto, di notte, vi hanno riversato ettolitri di acqua, così da giustificare il giorno dopo un importo maggiorato. Capite?
 
Non ci sono missili ma spread e malapolitica: che guerra si combatte a sud dell'Europa?
Viviamo in un gigantesco conflitto. Guardando al continente c'è un'Europa del sud, i cosiddetti Piigs che vanno verso la povertà, con popoli interi che si trovano a un passo dal baratro. Dall'altro lato c'è chi come la Germania si arricchisce. Negli ultimi anni si è creata una situazione in cui l'economia dell'Europa è dipesa da quella tedesca e francese: si sono aperte le banche per concedere prestiti a paesi e cittadini, e la Grecia ha acquistato da Berlino praticamente di tutto, dalle armi alla tecnologia, dalle auto ai macchinari. E adesso cosa ci dicono? Che siamo fuori dal sistema, che abbiamo bisogno di altri aiuti. Invece dovrebbero sapere che tutti i Piigs (Italia, Spagna, Grecia, Cipro, Portogallo) potrebbero entrare in un altro tipo di economia, tornando alle proprie monete e combattere così la crisi. Ma le banche non lo permetterebbero e l'Europa, che non appare unita né politicamente né economicamente, non lo vuole. A loro interessa solo coprire debiti con altri debiti. E questo fanno. 
 
In Grecia la lista Lagarde degli evasori, a Cipro i miliardari che portano via i soldi prima del memorandum della troika: fuga di notizie o precisa regia di lobbies?
Sarebbe sufficiente vedere come ha “dormito” lo spread prima che il paese entrasse nel memorandum. Certo che comandano le lobbies. A Cipro sta accadendo ciò che è capitato alla Grecia. Dieci giorni prima delle misure della troika i ricchi hanno portato i soldi fuori. Molti di loro sono familiari e clienti del Presidente della Repubblica Nikos Anastasiadis. Tutto ciò è giusto? Questi signori parlano di mercati, ma è possibile che si occupino solo di numeri mentre tanta gente ci rimette la vita? Chi l'ha detto che per avere un'Europa unita dobbiamo avere una regia bancaria unica da parte della Germania? L'Europa dovrebbe essere data dalla cultura dei greci, dalla civiltà degli italiani, dalla filosofia dei tedeschi, dall'arte dei francesi. E non quella mostruosità che hanno creato, dicendoci di sostenerla per forza altrimenti crollerà tutto. Tutti quelli che agitano la minaccia del fallimento non hanno capito che siamo già falliti?
 
Come mai la Grecia, nonostante debiti e interessi altissimi, trova il denaro per una maxi commessa di armi da 10 miliardi di euro?
Solo dieci? Farà anche un altro ordine simile, non preoccuparti. La Grecia è condannata dalla crisi ad attendere denaro dalla Germania, per contratto ad acquistare armi o prodotti Siemens. Ci conducono dritti verso un'Europa germanocentrica dove essa comanderà sugli altri. Ancora Venizelos, che è stato ministro, fu coinvolto in un grosso scandalo per l'acquisto di sommergibili dalla Germania di cui uno pendeva a destra, assieme all'ex ministro della difesa Akis Tsogatsopoulos, da un anno in carcere per frodi e tangenti. Persino un tribunale tedesco ha certificato che vi fu un problema con gli appalti Siemens, che distribuì tangenti ai politici greci. Ma lo stesso Venizelos ha utilizzando una leggina di favore per ovviare a questo problema.
 
Da una parte la xenofobia di Alba dorata, dall'altra gli attentati di gruppi rivoluzionari: quanto è realistico il rischio di un colpo di stato nel paese e quanto invece frutto del depistaggio?
L'Italia è il paese che potrebbe rispondere a questa domanda. Per via degli anni di piombo, quando all'ombra delle bombe e degli attentati, i politici si ergevano a risposta pulita contro la violenza per fare i loro affari. Lo stesso capita oggi in Grecia dove è stato montato un vero e proprio set cinematografico. Alba dorata è certamente un fenomeno pericoloso, così come tutti osservano, ma i politici che si dicono democratici l'hanno battezzata così solo per spostare l'attenzione dalle loro malefatte. E a sinistra fanno lo stesso con gruppi di rivoluzionari. Per cui invitano i cittadini a non votare le ali perché pericolose ed eversive: “Votate noi – dicono – possiamo essere anche imbroglioni e ladri, ma almeno non facciamo come loro”. Le televisioni che si occupano del fenomeno di Alba dorata non hanno mai chiesto alla gente per le strade cosa pensi, da lì si comprende che sono pilotate. E ci conducono al caos con Samaras e Venizelos presentandoli migliori di quegli altri.
 
Pubblicheresti di nuovo i nomi di quella lista?
Certo che sì, perché il momento è tragico. Come ho detto prima da un lato c'è chi cerca il cibo nella spazzatura e chi si suicida, dall'altro invece chi gioca con società off-shore, soldi sporchi, e coperture politiche. 
 
Temi per la tua vita?
Se ho paura? Nel prossimo numero del mio settimanale pubblicherò tutto ciò che mi è accaduto negli ultimi mesi: lo scorso anno quando venne alla luce lo scandalo delle banche su alcuni blog circolava la notizia che io lavorassi per i servizi. Dopo pochi giorni sconosciuti entrarono a casa mia e solo per caso vi sfuggii, ma la polizia lo derubricò a tentato furto. Noi pubblicheremo nomi e motivi. In Grecia viviamo in un regime, che ricorda il 1960.
 
Ti senti, guardando a quegli anni, come un nuovo Panagoulis?
Lui appartiene alla sua epoca, aveva una forte personalità per quel tempo. Penso che ciò che ha fatto è per noi fonte di ispirazione.
 
Un estratto è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 14/4/13
twitter@FDepalo

Comments:

Mondogreco sui Social Media

seguici su questi network

facebook twitter google+