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Dove portano le frizioni in Syriza, tra una crisi irrisolta ed elezioni anticipate

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Politikì

Lo avevano osservato alcuni mesi fa, ora lo scrive anche la stampa greca. Le elezioni anticipate non sono un evento impossibile nella Grecia che si appresta a discutere con la troika di debito e nuovi prestiti. Il malessere nella maggioranza di governo è detonato non solo per i noti problemi legati ai numeri della crisi economica e della mancata ripresa, ma anche per un altro fattore.

 

Il caso migranti è stato gestito in modo approssimativo da Bruxelles e da Atene, con le isole orientali di Lesvos e Kos lasciate colposamente sole a gestire una situazione ormai insostenibile. Pochi giorni fa si è insediato Anastasios Salter, nuovo segretario generale per l'immigrazione. Il suo predecessore, Odysseas Voudouri, si era dimesso due mesi fa denunciando sprechi di risorse e l'assenza di deleghe da parte del ministro dell'Interno, senza le quali era impossibile agire.

Secondo il quotidiano Kathimerini il caso della legge sulle frequenze tv, bocciata dal Consiglio di Stato, potrebbe essere la miccia in grado di destabilizzare Syriza, e che di fatto rappresenta una nuova frenata al programma di governo.

Il principale competitor di Tsipras, Nuova democrazia (Nd) guidata da Kyriakos Mytsotakis, veleggia con 8 punti di vantaggio su Syriza stando agli ultimi sondaggi. E'la ragione per cui l'ipotesi di elezioni anticipate ad inizio 2017non sarebbe uno scenario del tutto irrealistico. “L'unica soluzione per salvare il paese dal declino politico si chiama elezioni”, ha detto il numero uno di Nd dopo l'incontro con il Presidente della Repubblica, Prokopis Pavlopoulos.  

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