Stampa

Berlino chiede e Atene esegue: ecco gli altri sacrifici per i greci

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Politikì

Nuove tasse e misure draconiane per il biennio 2018-2019. In sostanza l'Eurogruppo di ieri porta in dote altri interventi difficili per la Grecia zavorrata già da tre memorandum in sei anni. Il governo Syriza avrebbe accettato di legiferare in anticipo le misure supplementari in aggiunta a quelle previste per la seconda valutazione.

Atene e Bruxelles hanno scelto di parlare di "riforme" anziché di "misure di austerità": ma la sostanza non cambia di una virgola.

Il premier Tsipras, trapela, dirà ai suoi elettori che per ogni nuova tassa di 1 euro ci sarà 1 euro sollievo, ma non parla apertamente di pensioni e altri tagli alla voce sanità e welfare, anche se nei fatti è lì che la mannaia si abbatterà. Come confermato dallo stesso Presidente dell'Eurogruppo, Ntaijselmploum, il nuovo accordo relativo alle riforme includerà anche una fetta di esentati da imposte, alcune fasce di pensioni, e il riequilibrio con il partner Fmi.

Non è dato sapere se la soglia esentasse scenderà al di sotto degli attuali 8.636 euro, ma è chiaro che Berlino punta a raschiare ulteriormente il fondo del barile e al momento nessuno da Atene sembra sia in grado di impedirglielo. Sul piatto da offrire ai commensali della troika anche la riduzione della no tax zone, eliminando alcune agevolazioni fiscali come, ad esempio, spese mediche, indennità.

Senza dimenticare l'abolizione delle contestazione personali nelle principali pensioni, su cui si dibatte molto nel paese, con un altro 20% di tagli agli assegni entro il 2019. In cambio il governo porterà avanti la riduzione dell'ENFIA (l'Imu greca) con un mini sollievo fiscale delle imprese e la riduzione dell'Iva.

C'è da restituire la tranche da 7 miliardi il prossimo luglio, per cui le modalità andate in scena negli ultimi anni si ripetono: altre misure per tamponare obiettivi irraggiungibili, instabilità sociale e quindi politica, e promesse elettorali disattese. La riforma sulle frequenze tv è stata bocciata, la questione relativa alla tassazione di armatori e oligarchi è uscita dall'agenda, di lista Lagarde non si parla più.

 

 

Comments:

Articoli simili

Mondogreco sui Social Media

seguici su questi network

facebook twitter google+