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Quanti dubbi sulla morte in Svizzera del manager greco Kyprianides

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Politikì

Come è morto in Svizzera Manolis Kyprianides? Le autorità locali, dopo aver allertato i suoi figli che vivono a Londra, sono al lavoro per analizzare gli scenari e il luogo (la sua abitazione nei pressi di Zurigo) dove è stato trovato senza vita lunedì scorso l'uomo d'affari greco. Se inizialmente guardavano alla pista del suicidio, nelle ultime ore starebbe prendendo piede la possibilità di un omicidio.

 

Il business man ellenico ha vissuto per anni all'estero sotto una forte protezione perché molto in vista. Era proprietario del famoso immobile di Onassis a Lagonissi, dove tra l'altro aveva vissuto fino al suo arresto nel luglio del 1974 il dittatore George Papadopoulos. La proprietà rappresenta ancora un vero gioiello, con giardino di 4 acri, che Kyprianides aveva acquistato il cugino di Onassis. Il complesso era intestato ad una società off-shore, che aveva venduto le sue azioni a Kyprianides nel periodo che lo aveva portato alla guida del gruppo del tabacco "Keranis".

Nel 1998, Kyprianides era improvvisamente diventato beneficiario delle azioni di "Keranis" poco prima dello scoppio dello scandalo finanziario con la bolla del settembre del 1999, allontanandosi definitivamente dalla storica fabbrica di tabacco a Pireo. 

Nel maggio 2014 si era dimesso dalla Presidenza del Cda del noto gruppo Eracle, dopo otto anni. Aveva sposato Marina Flegga, figlia della moglie del fondatore dell'industria del tabacco Keranis, per poi separarsi. Attualmente viveva con la famosa attrice Mimi Delisi.

Il gruppo Eracle è posseduto dal colosso del cemento francese Lagarge, che tre mesi fa era finita al centro di un'inchiesta di Le Monde. Il giornale d'Oltralpe aveva scritto che Lafarge aveva stretto un accordo con le forze armate in Siria e gruppi dell'ISIS. Tra il 2013 e il 2014 una mazzetta passata agli intermediari sarebbe servita per garantire il passaggio sicuro dei camion e dei lavoratori al fine di continuare le operazioni nel nord della Siria.

Lafarge, azienda leader nel settore del cemento globale, tuttavia, non ha mai risposto alle domande della stampa su queste rivelazioni. Si è limitata a dire soltanto che "la priorità assoluta è sempre la sicurezza e la protezione del personale." Nel cuore di "questi oscuri" accordi citati da Le Monde, vi sarebbe una fabbrica di cemento, acquisita da Lafarge nel 2007, in una zona a circa 150 chilometri a nord est di Aleppo.

 

 

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