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Anche gli Usa vogliono entrare nell'Opec del gas Mediterraneo

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Teknes

Fa gola anche a Washington la cosiddetta Opec del gas, ovvero il Forum del gas del Mediterraneo orientale (EMGF), coagulatosi attorno ai paesi interessati dal gasdotto Eastmed. Gli Usa pochi giorni fa hanno fatto domanda ufficiale per farvi ingresso. 

 

 Nel settembre 2020 i sette Stati membri, ovvero Egitto, Grecia, Cipro, Israele, Italia, Giordania, Palestina avevano stilato una carta programmatica, che finora è stata ratificata da quattro di loro. La Grecia è stata il quinto Stato membro a farlo. L'interesse a stelle e strisce coincide anche con il nuovo corso targato Biden.

 Il neo segretario all'energia è Jennifer Granholm, nota per aver contribuito a spingere il settore automobilistico statunitense nell'economia dell'energia verde. Dovrà occuparsi del delicato dossier energetico nel Mediterraneo orientale, dove si trova il bacino del Levante con 122,4 trilioni di metri cubi di gas su cui, come detto, i membri del Forum hanno avviato una fase nuova, contestata da quella Turchia che, avendo invaso Cipro nel 1974, ne rivendica il gas pur senza alcun appiglio normativo.

Lo scorso 12 dicembre anche l'Italia ha aderito al Forum, con l'obiettivo di creare un dialogo strutturato e un coordinamento stabile fra quei Paesi del Mediterraneo orientale. Il Forum può contare sul sostegno della Commissione Europea e della World Bank, e ha acquistato lo status di organizzazione internazionale. Il gasdotto Eastmed avrà il record della lunghezza, 1300 chilometri, e verrà suddiviso in undici sottosezioni: da Israele al Salento.

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