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Tra Ionio ed Egeo: foto e scorci di Megali Ellada

Scritto da Enrico Filotico on . Postato in Teknes

Il rovescio della medaglia. Quella faccia, positiva, di una nazione ormai da tempo adagiata sul baratro. Si presenta così Jacovo Skiadas, ideatore della mostra ellenica Grecia e Magna Grecia. Ormai da settimane in tour per l’Italia, Skiadas ha incontrato MG per raccontare quali sono i dietro le quinte di un’iniziativa che sta entusiasmando gli amanti del genere.

Si tratta infatti dell’esposizione di fotografie che colgono alcuni tratti della terra natia dei protagonisti. 
 
Quali sono gli obiettivi che questa iniziativa?   
Sicuramente il nostro scopo è quello di riunire queste persone che rappresentano le comunità greche nel sud Italia, e metterle in contatto con i fotografi delle associazioni site direttamente in Grecia. Per riuscire a rilanciare cultura e turismo ellenico, non si può contare solamente su finanziamenti provenienti da enti pubblici, ma bisogna attivarsi autonomamente. Siamo noi in prima persona a dover assolutamente rilanciare questa economia, e lo possiamo fare grazie alla nostra cultura. La diffusione dell’arte è fondamentale, se organizziamo mostre in un posto che sta subendo la crisi, e vantiamo la presenza di professori e personaggi istituzionali rilevanti, allora consentiamo a tutti di “respirare” la cultura che solo la Grecia può infondere. Ognuno di noi può apprendere dai migliori, e solo in questo modo il popolo potrà maturare un coscienza critica fondamentale per uscire dalle tenebre che ci attanagliano.
 
Le mostre sono finanziate con fondi pubblici o vi siete auto-sostenuti?  
Come detto i finanziamenti non ci sono: i fondi delle mostre sono privati, e spesso sono gli stessi fotografi a contribuire in prima persona. L’esibizione ha potuto avere una diffusione virale grazie al metodo che abbiamo adottato. La prima esposizione infatti, è stata organizzata a Perugia. Per il raggiungimento di Roma, seconda tappa del nostro tour itinerante, siamo stati aiutati dai ragazzi di Perugia che a loro spese hanno portato le foto nella sala d’esposizione. Allo stesso modo abbiamo raggiunto la Puglia, prima Brindisi, poi Taranto e infine Bari. Siamo riusciti a mettere in piedi un tour a costo zero, solo grazie a finanziamenti privati fornitici dai nostri aficionados. 
 
La crisi sta intaccando il vostro mercato? 
Noi non ci sentiamo penalizzati dal periodo storico che attraversiamo, i fotografi e le comunità hanno lavorato bene. Ovunque andiamo tutti lavorano. Nell’ultima esposizione, quella che si è tenuta a Strongoli, siamo riusciti a riavviare una location chiusa ormai da tempo. Infatti il museo del paese era chiuso ormai da anni, e grazie al nostro arrivo sono ripartite delle iniziative che lo hanno visto protagonista. Progetti come il nostro rilanciano anche i luoghi di cultura. Probabilmente i finanziamenti pubblici, non avrebbero scatenato lo stesso entusiasmo che abbiamo portato noi con la nostra genuinità. 
 
Quale la provenienza delle opere e quali sono i soggetti rappresentati?
La provenienza delle foto è molto varia. I paesaggi sono sia ellenici che italiani, il leitmotiv di tutte le opere è senza dubbio quello di immortalare i luoghi più importanti delle propria terra natia. Ovviamente il soggetto è molto personale, dal fotografo messinese ad esempio abbiamo ricevuto le foto della festa di paese che colora tutta la città, mentre da altre parti della stessa regione alcuni si sono dilettati nella ripresa aerea dei paesaggi. Non solo questi però, gli amici greci hanno immortalato i setting naturali che alcuni paesi meravigliosi ci regalano, come Paros e Antiparos, Milo, Santorini e  Mikonos.
 
State già lavorando a eventi futuri? 
Il tour atterrerà presto a Messina e Siracusa, dopo vorremmo cercare di recuperare la tappa che era saltata a Roma. Quando avremo finito il giro italiano attraverseremo il canale d’Otranto, per raggiungere Paro, Antiparos, Santorini e Atene. Lancio un messaggio ai nostri followers: non c’è da disperarsi. Data la grande richiesta stiamo già preparando un nuovo tour italiano. Abbiamo riscontrato grande entusiasmo nelle città di Bergamo e Trieste. Con il centro lombardo abbiamo un rapporto che dura da tanti anni ormai. Dopo la scoperta del tempio di Apollo a Paro, abbiamo tenuto due conferenze stampa, una proprio a Bergamo e a Roma. Dalla prima, ci hanno recentemente richiamati perché vorrebbero che organizzassimo un’esposizione in città per il prossimo anno. Inoltre continuiamo le nostre collaborazioni universitarie, la più proficua che ho piacere a raccontare è sicuramente quella con l’università di Catania che quest’anno ci manderà una trentina di studenti per proseguire degli scavi in Grecia. La stessa università ci ha poi chiesto di mandare loro un book con tutte le nostre foto. Mi piacerebbe sottolineare il grande, grandissimo, lavoro che tutto questo comporta per noi. Pensate che l’organizzazione di un evento simile implica la stesura di manifesti generali, e manifesti locali per ogni sede della mostra, tanto lavoro di ufficio stampa ed infine degustazioni di prodotti locali da accompagnare alla visita delle fotografie.  
 

 

 

 

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