Stampa

La chiesa bizantina Porta Panagià e la santa casa di Loreto

Scritto da Redazione on . Postato in Teknes

Pubblichiamo uno stralcio dell'articolo scritto lo scorso luglio da Haris Koudunas per la rivista scientifica Studi sull'Oriente Cristiano intitolato "La chiesa bizantina Porta Panagià e la santa casa di Loreto. Il ruolo della famiglia bizantina degli Angelo Ducas Comneno di Tessaglia e di Epiro". Si tratta di una pubblicazione di carattere storico-scientifico che appartiene alla classe A delle riviste scientifiche, valutata da ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca).
Koudounas, insegnante di greco moderno, traduttore ed interprete ufficiale per le Autorità Italiane, è anche poeta e scrittore. E'autore di  MP213 Tokyo-Salonicco: il volo della Verità (Sbc Edizioni). 
  
Questo articolo è il risultato di ricerche, prima durante e dopo la pubblicazione del libro “MP 213 Tokyo Salonicco il volo della Verità”, dove parlo anche del nesso che secondo me esiste, fra i due luoghi di fede. Il mio vuole essere solo un tentativo di fornire delle ulteriori notizie e documentazione per far luce su un argomento importante che riguarda la storia sulla Traslazione della Santa Casa di Loreto.
 
È infatti opportuno evidenziare alcuni importanti collegamenti tra la chiesa bizantina “Porta Panagià” situata a Pili nella regione di Trikala in Tessaglia e la Santa Casa di Loreto; tra il documento notarile Cartularium Culisanense, custodito presso la Biblioteca Statale di Montevergine in Provincia di Avellino, e le due antiche monete bizantine trovate a Loreto, sotto le Sante Pietre.
È inoltre importante comprendere il ruolo che hanno avuto Giovanni I Angelo Ducas Comneno, Sevastocrator e Despota di Tessaglia4, figlio illegittimo di Michele II Angelos Comneno; Elena Angelo Ducas Comneno, duchessa di Atene, figlia di Giovanni I; Ithamar Angelo Comneno, cugina di Elena e principessa d’Epiro; Niceforo I Angelo Comneno, padre di Ithamar, Desposta dell’Epiro e figlio legittimo di Michele II Angelo Comneno.
 
Il Cartualarium Culisanense, del settembre 1294, si riferisce non all’Ordine Costantiniano Angelico, ma alla cancelleria degli Angiò di Napoli o di Taranto, oppure alla cancelleria degli Angelo Comneno dell’Epiro. Si tratta di un elenco di beni dotali, per il matrimonio di Ithamar, figlia del Despota dell’Epiro Niceforo I con il principe di Taranto Filippo II. In questo elenco, nel secondo paragrafo, si legge: “sanctas petras ex domo Dominae Nostrae Deiparae Virginis ablatas” (“le sante pietre portate via dalla Casa di Nostra Signora, la Vergine Madre di Dio”).
 
Pili
Il piccolo centro di Pili si trova nella Grecia centrale, nella regione di Trikala, a 48 Km. dalla località di Meteora, famosa per i monasteri costruiti in cima delle rocce, dichiarato Patrimonio dell’Umanità. L’antico nome di PILI (Porta) si riferisce alla sua posizione geografica e strategica, quale ingresso verso i pittoreschi paesini di Aspropotamos e di Arta, unico collegamento tra l’Epiro e la Tessaglia. Si trova, infatti, all’ingresso di un imponente passaggio formato da due montagne Koziakas ed Itanos. Durante il periodo bizantino Pili si chiamava “Grandi Porte” mentre nel periodo dell’invasione Turca è diventata
“Grande Porta”. Incontriamo le prime notizie del nome “Grandi Porte” nel XIII sec. con la costruzione del monastero bizantino. Di grandissima importanza è il ponte di pietra a forma di arco costruito nel 151414 che si trova 1 km. ad ovest di Pili. Questo ponte era l’unico, fino il 1936, che collegava la valle tessalica con tutta la località di Aspropotamos.
Nel 1283 il Sevastocrator Giovanni I Angelo Comneno costruì il grandioso monastero delle “Grandi Porte”. La lettera sotto sigillo del Patriarca Antonio IV nell’anno 1393, conferma l’esistenza di grandissime proprietà terriere del monastero e di una popolosa comunità.
 

Comments:

Mondogreco sui Social Media

seguici su questi network

facebook twitter google+