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Ecco come l'artigianato può essere una risposta alla crisi greca

Scritto da Raffaele De Pace on . Postato in Teknes

La crisi ha falcidiato aziende e dipendenti pubblici? E la Grecia ricomincia da quel poco che sa fare: mani, arti e creatività. E'il caso di Annetta Provopoulou che ha scoperto come lana, cotone e stoffe possono assemblarsi e trasformarsi in gioielli, orecchini e decorazioni. E in un laboratorio attrezzato in casa sua ha iniziato a realizzare manufatti e collane all'uncinetto. 
Un bel giorno, racconta a Mondogreco, era seduta in un cafeneio nella sua città, Lamia, ad un tiro di schioppo dalle Termopili. E si interrogava sul futuro, sulla crisi e su come inventarsi qualcosa di veramente nuovo e a costo zero. Mentre sorseggiava il suo caffè ellinikò glikò, ecco iniziare a giocherellare con un fazzoletto di carta che dopo pochi attimi assunse le sembianze di un bracciale, originale e fatto con un materiale non prezioso ispirandosi al passato senza cercare forzatamente "la luna". 
 
Nasce così l'idea che l'ha portata nel 2014 a realizzare due manufatti custoditi ora nel prestigioso Museo Benaki di Atene. Nel frattempo le sue creazioni hanno fatto il giro delle Cicladi, con mostre sino nella lontana Astypaleia per "raccontare" ai turisti come ci si inventa un mestiere a queste latitudini. 
 
L'artigianato come risposta alle mille discrepanze occupazionali di questa eurocrisi, non fosse altro perché è lì e nelle peculiarità locali che vanno ricercate nuove idee per uscire dalle sabbie mobili di rassegnazione e apatia. Un esempio per chi, ancora oggi, siede stancamente attendendo che il futuro bussi alla sua porta. Mentre invece è proprio il contrario.
 
 
 

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