IN
GRECIA IL POTERE E' DONNA
di Rudy
Caparrini
Fin
dalla storia antica e dai racconti mitologici,
le donne greche hanno suscitato grandi
emozioni. Tutti noi ricorderemo per sempre
Elena, la bellissima moglie di Menelao
re di Sparta, rapita dal principe troiano
Paride e per questo causa della guerra
cantata da Omero. Altrettanto indimenticabile
è la figura di Penelope, moglie
di Ulisse e regina di Itaca. Di lei rimane
proverbiale la scaltrezza e l’immensa
pazienza nell’aspettare il ritorno
del marito. Pur se alcune analisi storiche
ne mettono ora in dubbio la fedeltà
tanto decantata (si vedano alcune opere
della professoressa Eva Cantarella, nota
esperta di storia e diritto greco), Penelope
e la sua tela mai completata sono arrivate
fino a noi e saranno tramandate alle future
generazioni.
I
racconti dell’antica Grecia ci obbligano
a chiamare in causa la perfida Clitennestra,
moglie di Agamennone re di Micene e capo
delle truppe greche nella guerra di Troia,
la quale ordì un complotto con
l’amante Egisto per uccidere il
marito.
Con qualità diverse dalle loro
antenate, ma comunque passibili di essere
etichettate come “mitiche”,
altre grandi donne elleniche vissute nel
secolo XX hanno reso onore al gentil sesso
in terra greca e nel mondo intero. L’epoca
moderna ci ha regalato figure femminili
di grande carisma, che hanno conferito
lustro alla culla della cultura classica.
Il mondo ha apprezzato
le qualità di tre grandi donne
greche, protagoniste di rilievo nell’ambito
dello spettacolo e della cultura.Si tratta
di due bravissime attrici, Irene
Papas e Melina
Mercouri, e della soprano Maria
Callas, protagonista di interpretazioni
memorabili nei più prestigiosi
teatri e arene del panorama internazionale.
Esse hanno goduto (e godono tutt’oggi)
di meritata fama a livello planetario.
Irene Papas (che non a caso interpretò
Penelope in una serie televisiva de “L’Odissea”),
Melina Mercouri e Maria Callas hanno ricoperto
la carica ufficiosa di ambasciatrici di
un paese ancora povero, che si fece apprezzare
nel mondo grazie alle loro grandi qualità
artistiche.
A fronte di una storia
così ricca di figure esemplari,
è opportuno comprendere quale ruolo
occupano le donne nella società
greca contemporanea. A livello generale
le statistiche affermano che, nella penisola
ellenica come in parecchi altri paesi
del mondo occidentale, la discriminazione
fra sessi è ancora presente. Nonostante
siano state varate leggi specifiche fin
dal 1980, intese a creare le condizioni
necessarie per le pari opportunità,
i numeri stabiliscono che vi è
ancora da lavorare per raggiungere lo
scopo prefissato. Dati resi noti dall’ufficio
di statistica dell’Unione Europea
(Eurostat), aggiornati al 2002, evidenziano
che la percentuale di donne impiegate
nel lavoro è del 42,7%. In base
ai risultati di tale indagine, la Grecia
è penultima in questa classifica,
prima dell’Italia e dopo la Spagna.
Un livello, quindi, tra i più bassi
in Europa ma che merita di essere analizzato
in un particolare contesto sociale e geografico.
I paesi europei col minore tasso di partecipazione
femminile alla vita lavorativa sono tutti
gli stati mediterranei. In queste nazioni,
lo sappiamo bene anche in Italia, la donna
svolge un ruolo fondamentale all’interno
famiglia in quanto moglie e madre. La
tradizione è radicata nei secoli
e non può mutare in modo troppo
rapido. Il dato Eurostat non sembra tenere
conto della tendenza cosiddetta “al
rialzo” (per usare un gergo borsistico)
dell’emancipazione femminile nella
penisola ellenica. In Grecia il livello
di partecipazione delle donne alla vita
lavorativa è in costante aumento
col passare degli anni.
La dimostrazione che
il sesso femminile conta (e anche molto)
nella società greca contemporanea,
risulta evidente analizzando alcuni dati
di fatto. Ci preme sottolineare che la
penisola ellenica può contare su
parecchie donne di grande personalità
che occupano posti di assoluta preminenza
nella preparazione delle Olimpiadi, in
politica e perfino in organizzazioni internazionali.
È doveroso e utile elencare le
“primedonne” della Grecia
contemporanea, citandole in ordine sparso
e casuale, senza voler stabilire una graduatoria
precisa.
•
Gianna Angelopoulos-Daskalakis.
Presidente del Comitato Organizzatore
Atene 2004 (ATHOC). E' assurta al rango
di eroina nazionale nel settembre 1997,
guidando la delegazione della capitale
greca alla sessione del CIO che decretò
il ritorno dei Giochi nella sua patria
di origine. Avvocato di successo a livello
internazionale. Vanta significative esperienze
in politica, essendo già stata
deputata al parlamento nazionale nella
fila del partito conservatore Nea Demokratia,
attualmente al governo del paese.
Atene
2004 specchio della nuova Grecia
•
Dora Bakoyannis. Sindaco
di Atene. Figlia dell’ex premier
Costas Mitsotakis, anziano uomo politico
cretese nonché patriarca del partito
conservatore guidato oggi da Karamanlis.
La prima cittadina della capitale conserva
il cognome del primo marito, il giornalista
e deputato conservatore Pavlos Bakoyannis,
assassinato nel 1989 dai terroristi del
gruppo «17 novembre». Dora
reagì in modo esemplare alla morte
del consorte, impegnandosi in una lotta
instancabile e coraggiosa per debellare
il terrorismo nel suo paese. Da quel momento
ha impiegato le sue forze al servizio
del popolo ellenico, lavorando prima come
assistente del padre durante il suo governo
(1990-1993), poi ricoprendo importanti
incarichi parlamentari. Nel 2002 ha stravinto
le elezioni per la poltrona di sindaco
di Atene, ottenendo un lusinghiero 62%
dei consensi al primo turno. La sua funzione
di prima cittadina della capitale greca
è, di è fatto, la seconda
posizione più prestigiosa nel paese,
seconda soltanto alla carica di primo
ministro.
•
Fani Palli-Petralia.
Vice ministro della cultura con delega
all’organizzazione delle Olimpiadi.
Il premier Costas Karamanlis, che ha mantenuto
l’interim come ministro della cultura,
l’ha voluta al suo fianco per gestire
quella che è la priorità
assoluta del governo greco. Di professione
avvocato, è stata a capo del comitato
promotore della candidatura di Atene per
ospitare le Olimpiadi del 1996. È
da sempre molto impegnata nel campo delle
pari opportunità. È stata
presidente dell’Unione Democratica
Internazionale delle Donne e dell’Unione
Europea delle Donne.
• Ioanna Kariafilli.
Responsabile dell’organizzazione
dei Giochi Paraolimpici, la manifestazione
sportiva riservata ai portatori di handicap.
•
Anna Benaki - Psarouda.
Presidente del parlamento ellenico e membro
dell’ufficio di presidenza dell’Assemblea
Parlamentare Euro-Mediterranea. Per questo
ultimo ruolo è stata scelta dai
colleghi dell’UE che guidano le
assemblee legislative nazionali. Avvocato
e docente universitario, vanta varie esperienze
ministeriali nei precedenti esecutivi
guidati dai conservatori. Nel governo
di Costas Mitsotakis è stata prima
ministro per la cultura e quindi responsabile
del dicastero della giustizia.

• Anna Diamantopoulos.
Fino alle elezioni del 7 marzo di quest’anno
ha rappresentato l’esecutivo socialista
Simitis nella Commissione Europea, con
delega alle politiche sociali. È
una delle figure di punta del partito
socialista PASOK, ora all’opposizione.
Quanto scritto sopra
ci pone di fronte a una realtà
non opinabile. Quanti paesi in Europa
presentano tante donne nei posti di potere
più ambiti? Si potrà dire
che “una rondine non fa primavera”.
Tutto vero ma qui non siamo di fronte
a un caso singolo ed isolato. Appare evidente
che le donne occupano già adesso
ruoli di potere. In futuro il gentil sesso
potrebbe occupare una poltrona di prestigio
perfino superiore: quella di ministro
degli esteri.
Tale
previsione scaturisce dalla constatazione
che, dopo le Olimpiadi, il governo Karamanlis
potrebbe decidere un avvicendamento a
capo del citato dicastero. Una volta terminata
la grande manifestazione di agosto, che
sta impegnando ogni energia del governo
ellenico, l’esecutivo tornerà
a occuparsi anche di altre questioni di
politica internazionale. In particolare,
la Grecia dovrà adottare una forte
linea di politica estera al fine di centrare
l’obiettivo cui già avevano
mirato Simitis e Papandreou: entrare nel
consiglio di Sicurezza ONU nel 2005. Ciò
costringerà il premier a porsi
una domanda importante: sarà ancora
Petros Molivyatis il ministro degli esteri?
Tale interrogativo, che circolava già
al momento della formazione dell’esecutivo,
non intende porre in discussione le qualità
dell’attuale capo del dicastero,
che è di sicuro un bravissimo diplomatico
con una grande carriera alle spalle. I
dubbi sono legati ad altri aspetti. Prima
di tutto si deve guardare all’età
di Molivyatis, che ha 76 anni. Alcuni
commentatori sostenevano, fin dalla costituzione
del gabinetto Karamanlis, che l’attuale
capo della diplomazia era stato ingaggiato
per un fine specifico di breve periodo:
risolvere la questione di Cipro in tempi
rapidi. Molivyatis era ritenuto l’uomo
giusto in virtù della sua esperienza
come ambasciatore in Turchia negli anni
’80. Egli è un ambasciatore
di professione, un tecnico assai bravo
a svolgere il suo mandato, ma forse non
adatto per impostare un approccio politico
generale. Per rappresentare gli interessi
del paese a livello internazionale serve
invece una figura prettamente politica,
che possa godere di ampia popolarità
sia in patria sia all’estero. Molyviatis,
secondo alcuni analisti, è più
bravo a lavorare dietro le quinte piuttosto
che ad apparire in pubblico.
Riflettendo con attenzione,
il ruolo di ministro degli esteri di Grecia,
in questi ultimi mesi, è stato
in gran parte svolto da due fra le donne
citate: Gianna Angelopoulos e Dora Bakoyannis.
Le Olimpiadi sono state il vero veicolo
per curare gli interessi greci nel mondo
e le due donne “lady di ferro”
hanno svolto il loro compito assai bene,
offrendo al mondo un’immagine disinvolta
e moderna del paese. È lecito azzardare
un pronostico: una di loro due sarà
il prossimo ministro degli esteri, stavolta
con ruolo ufficiale, del governo di Karamanlis!
Difficile sbilanciarsi su chi abbia più
possibilità di occupare la carica.
Sia la presidentessa del Comitato organizzatore
dei Giochi sia il sindaco di Atene hanno
tutte le caratteristiche necessarie per
fare ben in tale incarico. Sono entrambe
dotate di carisma, personalità,
esperienza politica, credibilità
internazionale, assoluta padronanza degli
strumenti di comunicazione, poliglotte
come tutti gli esponenti della classe
dirigente greca. Sulla base di certe riflessioni,
riteniamo che l’ipotesi di una donna
a capo della diplomazia ellenica possa
essere più di una pura supposizione.
Allora il potere in Grecia si tingerà
sempre più di rosa…
Rudy
Caparrini
21 luglio 2004