LA SICUREZZA
ALLE OLIMPIADI DI ATENE 2004
di Rudy
Caparrini
Ora manca davvero poco!
Le Olimpiadi di Atene 2004 sono davvero
alle porte. L’emozione che suscita
l’evento, con il richiamo alla gloriosa
storia antica dei Giochi, è stata
ben descritto nel dossier di Cettina Messina.
È però doveroso notare che
la manifestazione, che dovrebbe rivestire
un significato meramente gioioso, presenta
invece tante apprensioni a causa della
delicata questione della sicurezza. I
Giochi furono assegnati alla Grecia il
5 settembre 1997, durante l’indimenticabile
sessione del CIO, tenutasi a Losanna,
che vide Atene vittoriosa su Roma. Da
allora non è trascorso troppo tempo,
appena sette anni, ma tante cose sono
cambiate. In questo intervallo di tempo
la situazione geopolitica, a livello planetario,
è mutata in modo radicale. Il terrorismo
è oggi il nemico numero uno temuto
in ogni parte del mondo. Il nuovo clima,
creato dai fatti dell’11 settembre
2001, ha molto inciso sull’organizzazione
delle Olimpiadi di Atene. La questione
della sicurezza è divenuta la priorità
assoluta della manifestazione.
L’opinione
pubblica internazionale sta dedicando
grande spazio alla materia e tutti gli
organi di informazione, televisioni o
carta stampata, hanno condotto indagini
di ogni tipo. Tali analisi hanno fatto
emergere alcune preoccupazioni, in parte
giustificate ma spesso esagerate. Alcuni
giornali avevano espresso, già
da tempo, i loro timori sulla capacità
della Grecia di garantire la sicurezza
dei Giochi. Tali critiche erano in buona
parte pregiudizievoli, basate su ipotesi
più che su riscontri concreti.
È bastato un episodio minore per
inasprire i termini della questione. I
mass media internazionali, o meglio quelli
di alcuni particolari paesi (USA, Gran
Bretagna e Australia), hanno parlato molto
dell’incidente avvenuto il 5 maggio,
quando si sono verificate un paio di esplosioni
nei pressi della stazione di polizia di
Kalithea, poco lontano dal centro di Atene.
Gli osservatori stranieri, con un allarmismo
dimostratosi poi esagerato, hanno usato
il termine forte di “attentato”.
Le indagini hanno provato che si trattato
solo di un paio di bombolette spray incendiate.
Un avvenimento da poco che, se successo
in altre nazioni, non avrebbe attirato
le attenzioni di nessuno. Essendo occorso
in Grecia, il fatto è stato preso
come pretesto per invocare il noto ritornello
sull’inefficienza delle forze di
polizia greche, poco idonee, secondo loro,
a garantire la protezione della città
durante Olimpiadi. Certi mass media, imbevuti
di pregiudizi, ne hanno approfittato per
ampliare ipotetiche carenze organizzative.
Molto rumore ha suscitato anche la dichiarazione
di Robert Mueller, direttore FBI, secondo
i quale vi sono dei punti deboli nel sistema
di sicurezza posto in atto dal paese organizzatore.
Un’esternazione che ha molto indispettito
gli organizzatori greci i quali, pochi
giorni prima, erano stati ben lieti di
ricevere parole confortanti da Jacques
Rogge, presidente del Comitato Olimpico
internazionale (CIO).
Per non correre rischi,
il governo Karamanlis ha ulteriormente
incrementato il budget destinato alla
sicurezza. L’aumento pare essere
tanto consistente da avere causato il
raggiungimento di un deficit pari al 3,2%
annuo rispetto al PIL. Il dato implica
che Atene avrebbe sforato il limite del
3%, tetto massimo consentito dai parametri
che regolano il patto di stabilità
siglato con col trattato di Maastricht.
Il ministro delle finanze Giorgos Alogoskoufis,
in un’intervista concessa al portale
EUobserver.com, ha ribadito che la sicurezza
delle Olimpiadi è l’obiettivo
prioritario del governo. Riportando le
sue parole testuali, la Grecia non intende
“mettere in pericolo le Olimpiadi
per rispettare i vincoli imposti dall’euro”.
I Giochi sono troppo importanti per il
paese ellenico e piuttosto, ha dichiarato
il capo del dicastero economico, saranno
sacrificati altri settori di spesa. I
costi per la sicurezza sono lievitati
mese dopo mese e il budget attuale ammonta
a 1,2 miliardi di euro. Un investimento
enorme, tre volte maggiore di quanto stanziato
da Sidney 2000.
In
effetti, si assisterà a un dispiegamento
di forze impressionante. Alcuni mesi fa
dati ufficiali, tratti dal sito di Atene
2004, parlavano di 45.000 uomini impiegati
per la sicurezza. Più precisamente,
era previsto il reclutamento di 25.000
poliziotti, 7.000 membri dell’esercito,
3.000 della guardia costiera, 1.5000 vigili
del fuoco, 3.500 “contracors”
di compagnie private di vigilanza, 5.000
volontari addestrati in modo scrupoloso.
Il dato, che già si presentava
ragguardevole, necessita di essere aggiornato
per eccesso. In base alle rettifiche apportate
al piano originale, il numero è
aumentato. Come ha affermato di recente
il primo ministro greco, Costas Karamanlis,
saranno ben 70.000 gli uomini impegnati
per sorvegliare sui Giochi. Il personale
impiegato nella sicurezza è quattro
volte superiore al numero degli addetti
di Sidney 2000 nel medesimo settore.
Il personale incaricato di tale compito
si avvarrà del supporto di strumenti
ad alta tecnologia. Secondo quanto scrive
il Toronto Star, Il governo ellenico ha
provveduto a una spesa cospicua, 355 milioni
di euro, per dotarsi di un sofisticato
sistema di comunicazione e sorveglianza.
Circa 1400 telecamere, dotate di microfoni,
sorveglieranno i luoghi a rischio. Atene
in quei giorni, oltre che essere blindata,
sarà controllata in ogni luogo
per 24 ore su 24.
Oltre all’impiego di uomini e mezzi
in dotazione alle forze di sicurezza greche,
la sicurezza di Atene 2004 potrà
avvalersi di un contributo esterno. Da
parecchio tempo era stato attivato un
comitato di coordinamento composto da
sette paesi, con provata esperienza in
materia di sicurezza. Ne fanno parte USA,
Gran Bretagna, Francia, Germania, Australia,
Spagna e Israele. Tale gruppo ha il compito
di svolgere lavoro di intelligence a sostegno,
fornendo informazioni utili al servizio
segreto greco. La cooperazione in tale
ambito era stata attivata dal ministro
Georgios Floridis, responsabile del dicastero
per l’ordine pubblico col governo
del PASOK, guidato da Costas Simitis.
Questa era la più importante forma
di collaborazione richiesta ad altri stati,
finché non accaddero gli attentati
dell’11 marzo a Madrid. Tali eventi
convinsero Karamanlis, entrato in carica
da appena due giorni, a chiedere pubblicamente
l’intervento della NATO. L’alleanza
ha risposto in modo positivo, dichiarandosi
pronta a svolgere funzioni di controllo
del territorio. Navi della NATO pattuglieranno
il Mediterraneo mentre aerei AWACS si
occuperanno della sorveglianza dei cieli.
Una risorsa aggiuntiva al fine di fare
fronte a una situazione di particolare
pericolo.
Tali
misure eccezionali dovrebbero essere capaci
di dissolvere ogni dubbio. I responsabili
politici e organizzativi di Atene 2004
stanno producendo un grande sforzo in
materia di comunicazione per rassicurare
l’opinione pubblica mondiale. A
tale scopo si è tenuta ad Atene,
dal 24 al 26 maggio, una “Conferenza
Internazionale per la sicurezza alle Olimpiadi”,
alla presenza di 350 esperti in rappresentanza
dei 202 che parteciperanno alla manifestazione.
Sono intervenuti tutti i ministri ellenici
coinvolti nella questione e i vertici
organizzativi di Atene 2004. In tale occasione
alcuni dei principali responsabili, quali
il ministro per l’interno Giorgos
Voulgarakis e il presidente ATHOC Gianna
Angelopoulos, hanno pubblicamente polemizzato
con alcuni media, colpevoli di avere creato
preoccupazioni senza fondamento. La numero
uno del Comitato Organizzatore, in particolare,
ha criticato l’atteggiamento dell’Australia,
che ha addirittura ipotizzato l’ingaggio
di “contractors” privati per
sorvegliare i suoi atleti. La Angelopoulos
ha dichiarato che tutto il necessario
è stato fatto e si è detta
certa che, in tema di sicurezza, i Giochi
non saranno “secondi a nessuno”.
Stesso concetto è stato espresso
da Karamanlis il quale, per sgombrare
il campo da dubbi, ha ripetuto che ben
70.000 uomini saranno dispiegati per garantire
la sicurezza del massimo evento sportivo
del mondo. Con fare diplomatico, il capo
del governo ha ammesso che tutto può
essere perfezionato ma, in ogni caso,
si ritiene assai soddisfatto del lavoro
compiuto. Tutti i leader greci hanno invitato
i mass media internazionali a non speculare
su questioni tanto delicate.
Si può ben affermare
che le autorità greche, in materia
di sicurezza, hanno provveduto davvero
a fare tutto il possibile. Adesso i media
internazionali devono evitare di mettere
in circolo voci senza fondamento, che
sortirebbero il solo effetto di surriscaldare
un’atmosfera già abbastanza
tesa. Il lavoro svolto è notevole
e sta incontrando l’apprezzamento
di quegli osservatori capaci di esprimere
un giudizio equo. Ci preme al riguardo
riportare un articolo del sito web della
televisione britannica BBC, datato 26
maggio. Parlando della Conferenza Internazionale
per la Sicurezza dei giorni 24-26 maggio,
cui abbiamo accennato, la prestigiosa
emittente inglese riporta il giudizio
positivo dei delegati presenti. In particolare,
viene citato il lusinghiero apprezzamento
di Larry Buendorf, responsabile per la
sicurezza del Comitato Olimpico USA. Tale
notizia è da ritenersi al di sopra
parti, in quanto fornita dalla BBC e non
da organi stampa greci. Sarebbe bene che
i giornali riportassero tutte le notizie,
non solo ciò che serve a mettere
in cattiva luce l’organizzazione
di Atene 2004…
Rudy
Caparrini
8 giugno 2004
Atene
2004 specchio della nuova Grecia