Domenica 23 Febbraio 2003
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STORICO
SCAMBIO FRA ITALIA E GRECIA
E' stato rimandato al
27 marzo quello che sarà
il primo appuntamento di una originale
relazione di scambio culturale tra
Sicilia e Grecia. L'evento, che
siglerà una alleanza maturata
già da mesi e sottoscritta
dal diretto interessamento del Presidente
della Repubblica, vedrà la
riconsegna, da parte della Sicilia
(nella formula del prestito a lungo
termine), di un frammento decorativo
del Partenone recante porzione del
piede di Peithos, donato, agli inizi
dell'800, dal console inglese Farghan
al Museo Archeologico Salinas di
Palermo. In cambio, la Grecia permetterà
il prossimo giugno il rientro in
Sicilia di uno dei due elmi che
Ierone I dedicò ad Olimpia
all'indomani della vittoria dei
Siracusani sugli Etruschi, nella
battaglia di Cuma del 474 a.C. Il
secondo elmo è proprietà
del British Museum e non fa parte
di questo accordo.
La doppia operazione promossa da
Grecia e Sicilia rientra in quella
compagine internazionale, molto
complessa e costantemente dibattuta,
circa il problema della restituzione
dei beni archeologici ai loro paesi
di origine, e vuole essere una risposta
alla politica di chiusura dei maggiori
musei al mondo, che proprio l'8
dicembre scorso hanno sottoscritto
una dichiarazione congiunta che
rifiuta sostanzialmente ogni ipotesi
di restituzione. In questo panorama
di posizioni forti e di interessi
economici incalcolabili, l'accordo
Sicilia-Grecia riveste una lettura
simbolica, laddove i due paesi si
trovano dalla stessa parte di questa
guerra dell'arte, essendo entrambi
tra i più motivati richiedenti
al mondo in termini di recupero
di opere classiche trafugate.
Ma in questo caso, occorre ricordare,
né l'elmo di Ierone, né
il frammento del Partenone sono
opere trafugate e tale condizione
rischia involontariamente di oscurare
la bellezza simbolica dell'evento
sotto l'ombra del falso storico.
Si tratta, infatti, di un'azione
che in sostanza permetterà
l'intromissione nostra contemporanea
in quella che fu una vicenda storica
accertata, legittima e rispettabile:
l'elmo di Ierone fu posto ad Olimpia
dal suo stesso legittimo proprietario,
come volontà di un re vittorioso
che intende lasciare a testimone
dei posteri il segno del proprio
ringraziamento e della propria gloria,
dedicando alla città della
vittoria ellenica per eccellenza.
Nessun mercante clandestino d'arte,
in questa vicenda di Ierone; nessuna
compravendita illegale, nessun passaggio
di mano, nessuna intermediazione
d'asta londinese o compiacenza svizzera.
Ierone (o chi per lui) arrivò
da Siracusa ad Olimpia e lì
collocò l'elmo sottratto
in battaglia agli Etruschi. Adesso,
con questo viaggio a ritroso, l'elmo
rischia di diventare oggetto di
una strumentalizzazione nostra molto
lontana dagli intenti del legittimo
proprietario: nessun luogo è
più storicamente contestuale
di Olimpia per l'elmo del tiranno
siracusano e, forse, nessuna provenienza
è talmente accertata dalle
fonti storiche come questa. Una
volta innescato questo meccanismo
di motivazioni, potremmo persino
ritenere non lontana l'ipotesi che
la Soprintendenza Toscana chieda
un domani ai Siracusani di restituire
l'elmo ai discendenti degli Etruschi.
Flavia
Zisa
(La Sicilia - Siracusa Cultura 23
Febbraio 2003)
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