ÔÏ ÐÁÓ×Á ÓÔÇÍ ÅËËÁÄÁ
di Rita
Barrila'
IL TRADIZIONALE
AGNELLO ALLO SPIEDO (OVELIAS)

L’agnello che si mangia per Pasqua simbolizza
il Cristo che si e’ sacrificato, come
l’agnello, per la salvezza dell’umanita’.
L’agnello arrostito su rami secchi e brace
e un’usanza antichissima che risale all’epoca
in cui un incendio casualmente brucio
molti animali. Il primo a farne menzione
fu Omero. Gli eroi omerici, dopo il sacrificio
agli dei, arrostivano le carni sacrificate
sui carboni ardenti e poi si riunivano
per banchettare. La tradizione della carne
arrosto, ed in particolare quella dell’agnello,
si tramandera nel corso dei secoli fino
a toccare il culmine durante il periodo
dell’occupazione turca. In quel periodo
i ribelli, sparsi sulle montagne, avevano
per cucinare come unica possibilita la
brace, che richiede soltanto uno spiedo
(“souvla”) metallico o un ramo d’albero,
un po’ di origano e alcuni condimenti.
I ribelli ci hanno tramandato invece,
un modo molto particolare di preparazione,
il cosiddetto “kleftiko” (nascosto), che
deve la sua origine ad un caso del tutto
accidentale. Una volta, mentre essi, in
un rifugio, stavano arrostendo l’agnello,
ci fu un attacco improvviso da parte dei
Turchi.
I
ribelli gettarono l’arrosto in una buca
insieme ai carboni e lo sotterrarono.
Alla fine della battaglia, dopo alcune
ore, ritornarono al loro rifugio e riportarono
alla luce l’agnello per terminare la cottura.
Non appena pero tolsero la copertura,
constatarono che l’agnello era cotto perfettamente
ed aveva un sapore squisito.
La Domenica di Pasqua la cottura dell’agnello
allo spiedo diventa un vero e proprio
rito. I cortili, i campi ed ogni spazio
all’aperto, vengono occupati dallo spiedo
e dai “partecipanti al banchetto”. Chiunque
puo’ avvicinarsi e prendere la sua porzione,
accompagnata da un bicchierino di vino
e scambiarsi gli auguri (“chronia polla”
= tanti auguri). Le interiora dell’agnello
vengono usate per la preparazione della
tradizionale zuppa, la “maghiritsa”, oppure
per il “kokoretsi” (interiora allo spiedo).
Lo spiedo gira lentamente e, mentre gira,
si passa di tanto in tanto sul corpo dell’agnello
arrostito una foglia impregnata del tradizionale
“ladorigani” (misto di olio ed origano)
e limone. In alcune citta della provincia,
come Amfissa, Lamia, Levadia ed Arachova,
gli spiedi vengono allineati sui marciapiedi.
A Creta lo spiedo non viene preparato
solo per la Pasqua, ma anche in altre
occasioni come la vendemmia o durante
il periodo della mungitura delle pecore
(30 Giugno). Gli abitanti dei paesi esaminano
le ossa della scapola dell’agnello e,
a seconda dei segni che vi trovano sopra,
prevedono eventi geologici, politici o
sociali.
Rita
Barrila'
La
Pasqua nella Liturgia e nella vita cristiano-ortodossa
Chiesa
ortodossa in italia
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degli Albanesi
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(RC)
Pasqua
a Mègara