Il
periodo classico, tradizionalmente datato
tra il V e il IV sec. a.C., porta l’impronta
creativa di un uomo, lo statista Pericle
(495-429 a.C. circa), che in quarant’anni
di governo seppe condurre Atene all’apogeo
economico, politico e culturale.
Aristocratico, democratico, stratega e
abile politico, Pericle riuscì a scongiurare
le future invasioni della Persia con un
patto di pace.
Il rafforzamento della Lega delio-attica
contrastò gli aspri conflitti con l’eterna
rivale Sparta e concretizzò le idee soloniane
di democrazia con la spartizione dei poteri
tra polis, demos ed ecclesia, ossia tra
la città, il popolo e l’assemblea dei
cittadini. Ad Atene, nel cuore della Grecia,
nacque così sulle rovine degli antichi
templi arcaici un grande Santuario Panellenico,
emblema del potere esercitato su tutto
il mondo greco.
Ad opera di Fidia e della sua cerchia
furono costruiti in marmo pentelico il
Partenone, il tempio di Atena Nike e il
monumentale ingresso, i Propilei, un audace
componimento architettonico di Mnesicle,
che inventò straordinarie soluzioni tecniche
per colmare il dislivello tra il ripido
pendio della rupe e la piattaforma dell’Acropoli.
L’ambizioso progetto, brevemente interrotto
alla vigilia della Guerra del Peloponneso,
sarà portato a termine solo dopo la morte
di Pericle, quando il piano originario
sarà completato con la costruzione dell’Eretteo.
L’artefice indiscusso dell’età che da
lui prese il nome - L’Età di Pericle -
si circondò dei maggiori pensatori e artisti
del suo tempo, personalità quali Fidia,
Eschilo, Sofocle, Erodoto e Tucidide;
infine, accusato di indecisione politica,
fu processato per peculato e lasciato
morire di peste, abbandonato da tutti.