A
Roma il Sindaco Veltroni ha inaugurato
il 10 Novembre all’Eur un monumento in
onore di Mustafa Kemal detto Ataturk.
Purtroppo sono pochi in Italia a conoscere
quella che i Greci chiamano Mikrasiatiki
Katastrofi e a prendere come unico dato
di fatto l’attuale esistenza della Turchia
come Stato omogeneo e fautore di un nazionalismo
che non ha pari in Europa, né nello stesso
mondo islamico.
Purtroppo troppe volte ci lasciamo abbagliare
da racconti non verificati che parlano
del laicismo e del liberalismo turco che,
a dire degli stessi turchi, avrebbe la
sua origine nel prode Kemal “padre della
Patria”.
Cominciamo allora, per quanto ci e possibile,
a fare chiarezza. Mustafa Kemal e considerato
padre della Turchia moderna perché firmatario
del trattato di Losanna che vide nascere
la Turchia dalle ceneri dell’Impero Ottomano,
gia decaduto nel 1908 con l’avvento dei
Giovani Turchi. Prosecutore di un nazionalismo
all’europea appreso in Germania e non
a caso chiamato Kemalismo, il cosiddetto
“simbolo del liberalismo e della democrazia”
e una figura alla base della Turchia moderna.
Le
sue immagini, statue, quadri, fotografie,
le trovate in ogni angolo di Turchia,
le trovate a sovrastare qualsiasi capo
politico straniero che varchi i confini
turchi. Non a caso primo atto della visita
di un capo di stato estero e l’omaggio
al mausoleo di Kemal. Questa idolatria
dell’uomo che somiglia tanto a quella
di Lenin o Stalin nella Russia sovietica
e un dato di fatto quotidiano in Turchia.
Bisogna pero capire chi era davvero questo
Kemal. Quando nel maggio del 1919 la Grecia
ebbe come vincitrice della Prima Guerra
Mondiale il mandato di controllare la
regione di Smirne (abitata in maggioranza
da Greci) Kemal porto il suo esercito
a Sapsunte, nel Ponto Greco dando il via
a nuovi omicidi di massa. Culminati poi
nel grande incendio di Smirne che nell’agosto
del 1922 diede la morte a migliaia di
Greci ed Armeni.
Kemal e all’origine dello sradicamento
di 2.000.000 di Greci, e dello sterminio
di un milione di Greci del Ponto e dell’Asia
Minore. E’ complice inoltre nonché sicario
degli assassini che organizzarono il genocidio
armeno. E’ all’origine della discriminazione
nei confronti delle popolazioni curde
dell’Anatolia.
Se
qualcuno di questi italiani, politici,
intellettuali, eccetera, che vanno cianciando
di Ataturk difensore della pace, avesse
visionato i documenti diplomatici Statunitensi
relativi a quegli anni si sarebbe accorto
dei crimini commessi dal pacifico Ataturk.
Ma forse chi parla troppo non ha il tempo
di studiare la storia e chi, come noi
italiani, dal “buon” Ataturk
non ha patito alcunché puo farsi
complice del negazionismo turco, a costo
zero. Magari anzi qualche bella parola
in piu puo essere considerato un buon
segnale per le economie, nonché
un segno di dialogo con l’islam.
Eppure qui l’islam non ha alcun
ruolo, dato che Ataturk, le cui mani grondavano
sangue, era acerrimo nemico dell’islam
che sfruttava soltanto come mezzo per
convogliare l’odio razziale del
suo popolo.
Purtroppo per gli innalzatori di statue
la realta parla di un uomo che al pari
di Hitler o di Stalin ha costruito una
Patria sullo sterminio sistematico di
coloro che non si riconoscevano nel suo
progetto scellerato di ottomanizzazione
degli abitanti dell’Anatolia. Greci ed
Armeni nonché Curdi e Circassi e via dicendo.
Inoltre i poco documentati innalzatori
di statue al criminale turco non sanno
che in Turchia c’e una legge del 1951
tuttora in vigore nonostante i 20 milioni
di € sborsati da noi poveri contribuenti
europei per le riforme del codice penale
turco (come se la civilta fosse un gettone
a pagamento). Questa legge e davvero singolare
gia nel titolo: “Legge concernente i crimini
contro la memoria di Kemal Ataturk”! Il
primo articolo di questa legge punisce
ogni offesa contro il fondatore della
Repubblica Turca con una pena da uno a
tre anni di prigione. Il secondo articolo
raddoppia la sentenza se il crimine e
commesso attraverso mezzi di comunicazione.
Il risultato di questa legge (sicuramente
prodotto del “liberalismo” di Ataturk!!!)
e che nessuno in Turchia puo dire la verita:
ovvero che Kemal era un criminale assassino,
pari in crudelta ad Hitler. Noi siamo
ancora per poco Europei e l’esercizio
greco della Parresia (liberta di parola)
ci obbliga a parlare di Verita e non di
menzogna. Il sindaco Veltroni dovrebbe
ritornare sui propri passi, anche a costo
di formali proteste della “Repubblica
Turca” perché gli artefici dei primi stermini
di massa del tragico novecento non vengano
idolatrati come eroi della Pace anche
in questa nostra Italia smemorata e terribilmente
superficiale.
Francesco
Colafemmina
23 Novembre 2005
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