LA POLITICA IN GRECIA
Dora Bakoyannis: nuovo Ministro degli Esteri greco

di Arianna Caputi


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Dora Bakoyannis, 52 anni, eletta tre anni fa prima donna sindaco di Atene, ha conquistato un altro record nella storia della Grecia divenendo anche la prima donna a guidare la diplomazia del suo Paese. Bakoyannis deteneva già il primato assoluto di primo cittadino donna di una capitale europea, la prima a vincere le elezioni con la maggioranza più alta (61%) di qualsiasi sindaco nella storia di Atene e la prima a essere sindaco in una città ospite delle Olimpiadi. Bakoyannis, 'numero due' del partito 'Nuova Democrazia' (ND, centro-destra al potere), figlia dell'ex premier Constantinos Mitsotakis, e' stata nominata Ministro degli Esteri dal primo ministro Costas Karamanlis nell'ambito di un previsto rimpasto di governo ed andrà a occupare la poltrona del ministro degli esteri Petros Molyviatis, che andrà a ricoprire un incarico vicino al primo ministro Kostas Karamanlis.

Commentando la sua nomina, Bakoyannis ha affermato di considerarla 'un onore e una grande responsabilità. Farò tutto ciò che potrò per adempiere ai miei impegni e servire la nazione, il governo e il mio partito durante questo periodo di cambiamenti internazionali. La Grecia deve affrontare importanti sfide e io sono fiduciosa che potrà farvi fronte'. Carismatica e poliglotta, energica ed affascinante, Dora Bakoyannis - il cui marito, il giornalista e deputato Pavlos Bakoyannis, fu ucciso dai terroristi del gruppo eversivo '17 Novembre' - e' riuscita in pochi anni ad imprimere uno stile moderno e cosmopolita all'ufficio del sindaco della metropoli greca che conta oggi quasi cinque milioni di abitanti. All'età di 14 anni, seguì il padre e la madre Marika in esilio in Francia a causa della dittatura militare che aveva preso il potere in Grecia e tornò in patria solo nel 1974, dopo la caduta della giunta dei colonnelli. Quello stesso anno sposò Pavlos Bakoyannis da cui ebbe due figli, Alexia e Kostas. Negli anni successivi lavorò nel ministero per il coordinamento economico e in quello degli esteri e nel 1984, quando il padre fu eletto leader di 'Nuova Democrazia', lei divenne il capo del suo staff. Dopo la morte di Pavlos Bakoyannis, nel settembre 1989, Dora B. si presentò come candidata per il seggio del marito nella regione di Evrytania e vinse le elezioni. Quando l'anno dopo 'ND' andò al governo, Dora Bakoyannis ricoprì prima l'incarico di sottosegretario di Stato e quindi di ministro della Cultura. Rieletta tre volte consecutive nel distretto di Evrytania e una volta, a larghissima maggioranza, in quello di Atene, nel 1993, quando 'ND' perse il potere, fu eletta membro del Comitato Centrale del partito. Nel 2000, Kostas Karamanlis, divenuto nuovo leader di 'ND', la nominò 'ministro ombra' per gli esteri e la difesa. Nei suoi anni in Parlamento, Bakoyannis e' sempre stata in prima fila nella lotta al terrorismo, del quale per poco non rimase vittima lei stessa. Il 13 dicembre 2002, uno squilibrato le sparò con una carabina quando - già sindaco eletto di Atene (incarico che ricopre dal primo gennaio 2003) - Dora era appena salita sulla sua auto: il neo primo cittadino rimase illeso ma la pallottola ferì alla testa l'autista.

Durante il suo mandato Dora Bakoyannis ha lanciato innumerevoli iniziative per fare della sua città una capitale moderna, dinamica e più vivibile. E' anche per questo motivo che a dicembre e' stata eletta 'Sindaco del Mondo 2005' in una competizione internazionale lanciata su Internet da 'City Mayors', organizzazione non governativa con sede a Londra, battendo con 7.500 voti altri 500 sindaci in lizza tra i quali Ken Livigstone (Londra) e Bertrand Delanoe (Parigi). Bakoyannis però e' stata sotto i riflettori mondiali soprattutto prima e durante le Olimpiadi del 2004 a fianco di un'altra celebre protagonista: Gianna Angelopoulos-Daskalaki, anch'essa già deputata di 'ND', che dal 2002 ha presieduto il Comitato organizzatore dei Giochi di Atene ed era stata anche presidente del Comitato per la candidatura della capitale greca. Ma della storia greca al femminile, oltre a Bakoyannis e Angelopoulos-Daskalaki, fanno parte da tempo anche altre personalità come Anna Psarouda-Benaki, 70 anni, di 'ND', che il 19 marzo 2004 fu la prima donna eletta presidente del Parlamento, gli ex commissari europei Vassiliki Papandreou e Ana Diamantopoulou e, prima fra tutte, l'indimenticabile Melina Mercouri, attrice, cantante e ministro della Cultura negli Anni Ottanta.

La scelta di Dora Bakoyannis, che in tre anni e in coincidenza con le Olimpiadi del 2004, e' riuscita a trasformare Atene in una vera e propria capitale europea, secondo vari analisti contribuirà non solo a rinsaldare il vacillante appoggio popolare al governo ma anche a modernizzare la diplomazia greca. Negli ultimi tempi, infatti, il partito socialista Pasok (all'opposizione) non ha perso occasione per accusare il ministro uscente Petros Molyviatis, nonostante la sua ultradecennale frequentazione delle cancellerie estere, di ''letargia'', che avrebbe condotto al gelo nelle già complesse relazioni con la vicina Turchia e alla mancata soluzione della 'questione di Cipro', ovvero la riunificazione di quest'isola mediterranea, divisa dall'estate del 1974, in seguito a un'invasione di militari turchi che tuttora ne occupano il 38 % del territorio. Bakoyannis e' considerata una 'colomba' nei confronti di Ankara e quindi e' possibile, anzi e' da molti auspicato, che la sua presenza ai piani alti del ministero di viale Regina Sofia possa mitigare le mai sopitesi tensioni con la Turchia e contribuire al rilancio dei negoziati, sotto l'egida delle Nazioni Unite, tesi a riunificare Cipro.

Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri italiano Gianfranco Fini ha inviato al Ministro degli Esteri greco Dora Bakoyannis un messaggio di congratulazioni e auguri per l’importante incarico.
Grazie al suo contributo verranno ulteriormente rafforzati i rapporti bilaterali tra Italia e Grecia, la cui eccellenza e' stata messa in evidenza dal pieno successo della recente visita di Stato del Presidente Papoulias a Roma; i due Paesi potranno proseguire ed articolare la consolidata concertazione ed il raccordo sui temi comunitari ed internazionali di comune interesse''.

Nonostante i nomi dei ministri coinvolti nel 'balletto' siano diversi, in effetti per vari analisti si e' trattato piu' che altro di un'operazione cosmetica e in definitiva di uno scambio di poltrone teso, da una parte, ad aggiustare il 'tiro' del governo e, dall'altra, a sanare situazioni che rischiavano di incancrenirsi, come la designazione del ministro della cultura e dello sport, carica che era ricoperta 'ad interim' (ma anche senza lode e senza infamia) dallo stesso Karamanlis ormai da due anni. Il premier ha infatti lasciato il fido Giorgios Alogoskoufis e i suoi vice a capo del vitale ministero dell'economia e delle finanze a riprova della continuità delle scelte del governo in campo economico-finanziario, un settore nel quale Karamanlis ha di recente annunciato in Parlamento la propria intenzione di intervenire con profonde riforme costituzionali e strutturali. La Grecia deve assolutamente ridurre entro quest' anno il proprio deficit di bilancio al di sotto del tre per cento del tetto del Prodotto Interno Lordo (Pil) stabilito dall'Ue altrimenti dovrà subirne le conseguenze in termini di sanzioni. Anche per la difficoltà di mettere in atto adeguate riforme e per sopraggiunti scandali finanziari, negli ultimi tempi Nuova Democrazia (ND, il partito di centro-destra di Karamanlis) ha perso terreno nei sondaggi d'opinione nei confronti del Pasok ed un'indagine condotta proprio la settimana scorsa ha rivelato che per la prima volta da due anni a questa parte ND e' quasi testa a testa (32% contro 31%) con il Pasok in fatto di popolarità. Forse l'unico ministro che e' stato davvero 'licenziato' e' stato quella difesa, Spilios Spiliotopoulos, ritenuto responsabile di una serie di gravi 'gaffes' che da oltre un anno gli avevano a tal punto inimicato anche la stampa greca che il suo nome non veniva più citato ne' sui giornali ne' dagli altri media. Per il resto, e' stato un po' come il gioco delle tre carte: al posto di Spiliotopoulos e' andato il quotato segretario di ND Evangelos Meimarakis; al ministero della Sanità e' stato nominato Demetrios Avramopoulos, sino ad oggi ministro del turismo, in sostituzione di Nikitas Kaklamanlis, dimessosi per candidarsi alle elezioni alla carica di sindaco di Atene che si terranno in autunno; alla Cultura e Sport andrà invece l'ex ministro dell'ordine pubblico, Yiorgos Voulgarakis, caduto un po' in disgrazia dopo il recente scandalo delle intercettazioni telefoniche clandestine a carico del premier e di metà del vecchio governo fatte non si sa da chi. Al ministero dell'ordine pubblico va invece Byron Polidoras. A capo del dicastero del lavoro e' andato Savvas Tsituridis che sostituisce lo scomodo Panos Panayotopoulos, sempre in conflitto con Alogoskoufis, mentre al ministero del turismo va la signora Fani Pali-Petralia, già sottosegretario al ministero della cultura e sport. Karamanlis ha infine ridotto il numero dei sottosegretari con l'allontanamento di sei di essi che avevano avuto incarichi nell'ambito dei Giochi olimpici svoltisi ad Atene nel 2004.

Arianna Caputi
21 Febbraio 2006

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