Aspettando
le elezioni politiche del 7 marzo
di Ninni
Radicini
La
Grecia e' uno degli stati della Unione
Europea che nell'ultimo decennio meglio
ha saputo utilizzare le opportunita'
di crescita in ambito economico e politico.
Eppure nonostante i tanti risultati
positivi e la prossima vetrina rappresentata
dalle Olimpiadi, che si svolgeranno
in agosto ad Atene, secondo un sondaggio
condotto dalla Gallup International
in sessantuno stati, il 46% della popolazione
greca ritiene che il 2004 non sara'
migliore del 2003; superata soltanto
da quella della Slovacchia (50%). Il
59% dei greci crede che ci saranno difficolta'
finanziarie, il 36% teme problemi di
disoccupazione e il 73% difficolta'
nella ricerca di un nuovo impiego. Lo
07 marzo 2004 in Grecia si svolgono
le elezioni legislative. Il sistema
elettorale e' maggioritario, con una
quota proporzionale soggetta allo sbarramento
del 3%, e un premio di maggioranza al
primo partito. Come in altri stati europei,
anche qui l'elettorato tende a un sostanziale
bipolarismo, che, alla luce dei risultati
precedenti, sembrerebbe sempre piu'
marcato e stabile. I due maggiori schieramenti,
quello di centrosinistra - il Pasok
(www.pasok.gr) - e quello di centrodestra
- Nuova Democrazia (www.nd.gr) -, nelle
legislative del 2000 sono stati scelti
da circa l'80% dei votanti, suddivisi
quasi a meta', con il Pasok, che, grazie
a soli 70mila voti di vantaggio, ottenne
con il premio di maggioranza un numero
di seggi tale da governare agevolmente
per quattro anni.
Entrambi fondati nel 1974, dopo la fine
del periodo della dittatura iniziata
nel 1967, Pasok e ND rappresentavano
e, nel complesso tuttora rappresentano,
elettorati tendenzialmente differenti
per ceto sociale e collocazione geografica.
Nuova Democrazia ha basi solide nel
voto popolare, tra coloro che hanno
hanno un tasso di scolarizzazione non
elevato e nei piccoli centri. E' un
classico partito all'origine di destra,
nazionalista, filo monarchico, e poi
via via spostatosi verso una posizione
liberal-conservatrice. Nel Parlamento
europeo aderisce al gruppo Popolare.
Il suo candidato alla presidenza e'
Costas Karamanlis, nipote e omonimo
del fondatore del partito oltre che
premier nel 1955 e, di ritorno dopo
undici anni di esilio, capo del primo
governo dopo il '74. Il Pasok -
Movimento socialista panellenico - ha
il suo bacino elettorale nei grandi
centri e nella classe liberal-radicale.
Da considerare a tal proposito che una
parte consistente della popolazione
greca vive nell'area di Atene. A partire
dagli anni '90, ha ridefinito il suo
orientamento, abbandonando i caratteri
piu' marcatamente di sinistra e "azionisti",
diventando un partito socialdemocratico
moderato. Nel Parlamento europeo aderisce
al gruppo Socialista. Il suo candidato
alla presidenza e' Giorgios Papandreou,
erede di una celebre dinastia politica.
E' il figlio di Andreas Papandreou,
fondatore del Pasok e piu' volte premier,
oltre che nipote di Georgios, anch'egli
in passato capo del governo.
Sia nei confronti di ND sia, ancora
di piu', del Pasok non sono mancate
le critiche da parte dei rispettivi
sostenitori, i quali vorrebbero un ritorno
alle origini. Puo' essere esemplificativa
una recente vignetta pubblicata nel
quotidiano Kathimerini (www.ekathimerini.com),
dove erano raffigurati i due leader
impegnati a copiarsi a vicenda quanto
segnavano su un foglio. Si hanno cosi'
orientamenti che possono risultare spiazzanti:
il Pasok presenta un programma economico
mirante alla privatizzazione di molte
delle grandi aziende pubbliche. Nuova
Democrazia invece esprime contrarieta'
alla vendita delle aziende di stato
e vorrebbe limitarla ad un certo numero.
I riposizionamenti al centro di Pasok
e ND, soprattutto durante gli anni Novanta,
hanno portato alla formazione di partiti
e movimenti di opposizione sia a destra
sia sinistra, la cui consistenza elettorale
e' pero' ridotta, tanto da risultare
ininfluenti negli equilibri parlamentari.
Come in altri stati, essi potrebbero
rappresentare una opposizione di qualche
rilevanza soltanto se avviassero una
fusione tra simili o almeno un'alleanza
elettorale.
A sinistra, oltre al Pasok, ci sono
tre partiti - Kke, Synaspismos, Dikki
- che complessivamente sfiorano il dieci
per cento dei consensi. Anche in Grecia
vi e' la tendenza dei partiti di sinistra
a procedere divisi, facendosi concorrenza
tra loro. I tentativi di trovare un
accordo, anche soltanto elettorale,
si sono dimostrati inconcludenti. Nel
1989, il Kke (www.kke.gr), partito comunista,
il piu' antico partito greco - fondato
nel 1919 -, dati i cambiamenti storici
e ideologici in corso in quel periodo,
aveva formato insieme a
movimenti, gruppi, associazioni di sinistra
ed ecologisti, una coalizione denominata
"Synaspismos", da cui pero'
e' uscito un paio di anni dopo. Da allora
il Kke ottiene percentuali di voto intorno
al 5% e il Synspismos (www.syn.gr) -
quanto rimasto - e' intorno al 2%. Nel
Parlamento europeo, Synaspismos fa parte
del gruppo dell Sinistra alternativa
insieme, tra gli altri, a Rifondazione
comunista, Akel (Cipro), Pds (Germania)
Pcf (Francia), Isquierda Unida (Spagna),
e Partito della sinistra svedese. L'altro
partito e' il Dikki (www.dikki.gr),
movimento socialdemocratico fondato
nel 1996. Non sono in pochi, a sinistra,
a ipotizzare che una eventuale alleanza
fra le tre formazioni, o almeno tra
Kke e Synaspismos, potrebbe rappresentare
una novita' per il panorama elettorale
greco.
Tra i sostenitori di questa opportunita',
il compositore Mikis Theodorakis che
di recente ha invitato le due parti
a formare una coalizione, incontrando
l'approvazione da parte del leader di
Synaspismos, Nikos Costantopoulos, e
l'ironia del leader del Kke, Aleka Papariga,
che si e' detto sorpreso della approvazione
di Synaspismos, che in altri momenti
aveva escluso alleanze di alcun genere
con il Kke. Situazione simile a destra.
Critiche allo spostamento al centro
di ND hanno portato alla fondazione
di nuovi partiti, quali il Fronte Ellenico
(www.metopo.gr), nel 1994, e il movimento
Laos, di Georgios Karatzaferis. La nazione
ellenica e l'ortodossia sono i punti
programmatici centrali, insieme con
un certo euroscetticismo, peraltro non
esclusivo, e abbastanza diffuso e trasversale
nell'intera scena politica.
Le legislative del 2004 saranno le prime
dal 1946 che non vedranno tra i candidati
Costantino Mitsotakis. Nipote del celebre
statista Eleftherios Venizelos, e' entrato
in Parlamento nel 1946, a ventotto anni,
subito dopo essere stato una delle figure
piu' note della resistenza contro i
nazisti, i quali avevano anche emesso
due condanne a morte nei suoi confronti.
Confermato per diciotto legislature,
tranne naturalmente il periodo 1967-74,
nel 1977 ha aderito a Nuova Democrazia
e dal 1990 al 1993 e' stato primo ministro.
Ha contribuito alla evoluzione del partito
che configura come un grande partito
liberaldemocratico che copre la destra
e il centro, fino al confine con la
sinistra. Secondo i dati emersi dai
sondaggi piu' recenti e' risultato che
la maggioranza degli elettori crede
che Nuova Democrazia sia il partito
piu' adatto per il governo, ma se si
passa al consenso intorno al leader,
e' Giorgios Papandreou (Pasok) a sopravanzare
Costas Karamanlis (ND). Nuova Democrazia
ha un vantaggio sul Pasok oscillante
tra il il 2.5 e il 4.2%. Nello stesso
periodo delle elezioni del 2000, il
Pasok era davanti a ND con una percentuale
tra lo 0.5 e l'1%, e poi vinse con l'1%
di vantaggio. ND sembra avere stabilizzato
il vantaggio, che fino a dicembre si
manteneva intorno al 7%. Dopo l'annuncio
della candidatura di Papandreou il vantaggio
si e' ridotto, poi si e' fermato e stabilizzato.
Anche i flussi elettorali in ingresso
e uscita sembrano premiare ND. Sono
piu' gli elettori del Pasok ad esprimere
la volonta' di cambiare scelta orientandosi
verso ND (12.7%, in confronto al 2000),
rispetto agli elettori di ND che passerebbero
al Pasok (2.7%).
Ninni
Radicini
Ninni Radicini e' autore
della newsletter Kritik
http://freeweb.supereva.com/palermo.freeweb/altro/kritik.htm
e collabora con "Orizzonti Nuovi"
(www.orizzontinuovi.org)
quindicinale di informazione e analisi
di Italia dei Valori.
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