Pare che si sia verificata una svolta
nelle relazioni fra Usa e Grecia, che
hanno avuto rapporti difficili a partire
dal 1974, anno in cui la penisola ellenica
vide la fine della Giunta dei colonnelli,
che aveva conquistato il potere grazie
ai buoni uffici della Cia. Nel 1974 ebbe
origine la questione di Cipro, per la
quale gli ellenici hanno sempre rimproverato
agli americani di avere favorito la Turchia.
Altri motivi del contendere fra Usa e
Grecia si sono avuti per le Olimpiadi
del 1996, che Atlanta "scippo'"
ad Atene, e per la questione della Macedonia,
che Washington ha riconosciuto con tale
nome, contro la volonta' dei greci che
la chiamano FYROM (Former Yugoslav Republic
of Macedonia - Ex Repubblica Jugoslava
di Macedonia).
Di
fronte a una simile metamorfosi diplomatica,
si potrebbe pensare che la Grecia, che
era definita come "la piu' antiamericana
fra le nazioni europee", abbia scelto
una nuova linea politica. Per avallare
tale tesi, i piu' critici nei confronti
dei greci chiamano in causa le Olimpiadi
che, a loro modo di vedere, sono state
un disastro economico di cui il paese
paghera' un prezzo alto per molti anni.
Da qui nascerebbe l'esigenza di ricercare
il sostegno economico e politico della
superpotenza americana.
In realta' l'attuale governo di Atene
non ha affatto cambiato opinione su Cipro
e Macedonia, le due priorita' della politica
estera ellenica. E piu' verosimile credere
che siano stati gli americani a mutare
atteggiamento verso i greci. Gli Usa,
prendendo atto di quella che e' la situazione
nei Balcani, hanno dovuto riconoscere
che la Grecia si e' ritagliata un ruolo
di primo piano nella regione.
Atene sta svolgendo da anni un'opera
incisiva, sia dal punto di vista diplomatico
sia sotto il profilo economico. Nel marzo
2002 ha avuto inizio il piano quinquennale
HIPERB (Piano Ellenico per la Ricostruzione
Economica dei Balcani), destinato a sei
paesi: Albania, Bosnia, Bulgaria, Jugoslavia
(Serbia e Montenegro), Macedonia, Romania.
Il governo greco ha stanziato 550 milioni
di euro per favorire lo sviluppo economico
degli stati menzionati.
La Grecia svolge un ruolo da protagonista
anche per mezzo del "Patto per la
Stabilita' dell'Europa Sud-Orientale"
(SPSEE), un'intesa multilaterale costituita
nel 1999 per iniziativa dell'UE sotto
gli auspici dell'OCSE. Scopi principali
del SPSEE sono: la promozione della democrazia
e dei diritti umani, lo sviluppo economico
e la coesione sociale in un contesto stabile
e sicuro. I paesi destinatari del piano
d'intervento sono: Albania, Bosnia, Bulgaria,
Croazia, Jugoslavia, Macedonia, Romania,
Moldavia. La Grecia si e' impegnata a
fornire assistenza nei settori dello sviluppo
economico, dell'affermazione della democrazia
e dei diritti umani, difesa e sicurezza,
giustizia e affari interni.
La Grecia e', inoltre, partecipe di un
altro programma di sviluppo regionale,
quello relativo alla Cooperazione Economica
del Mar Nero (BSEC). Si tratta di un'intesa
molto ampia, che include 20 milioni di
chilometri quadrati e annovera una popolazione
totale di 330 milioni di abitanti. La
presenza nel BSEC conferisce ad Atene
il ruolo di cerniera fra l'Europa e il
bacino del Caspio, area dalle immense
riserve energetiche e dal crescente valore
geopolitico.
Si comprende che il contributo della Grecia
e' cruciale per ogni iniziativa relativa
all'Europa sudorientale. Balcani, Mediterraneo
Orientale e Mar Nero sono destinati a
giocare un ruolo cruciale nei futuri equilibri
internazionali. Washington ha compreso
che Atene e' un tassello fondamentale
per costruire un sistema di alleanze in
tale area.
Rudy
Caparrini
30 marzo 2005
rudycaparrini@hotmail.com