Gli
effetti delle elezioni del 7 marzo 2004
La
questione di Cipro
I
primi impegni di Kostas Karamanlis
di Ninni
Radicini
Uno degli effetti dei
risultati delle elezioni legislative
greche del 7 marzo e' stato l'annuncio
di Dimitris Tsovolas, presidente del
movimento socialdemocratico DIKKI, di
sospendere l'attivita' politica, non
essendo riuscito, per la seconda volta
consecutiva, a superare la soglia del
3%, utile per ottenere seggi al Parlamento,
in cui era entrato nel 1996 (4.2%) migliorandosi
in termini elettorali nelle Europee
del 1999 (6.2%). In prima lettura, la
decisione potrebbe far pensare a un
conseguente, possibile, passaggio di
elettori nel campo del vicino Pasok.
In realta' e' tutt'altro che scontato
che cio' avvenga in modo netto, perche'
questo movimento si era formato a meta'
degli anni Novanta proprio in opposizione
alla politica dell'allora partito di
governo. Non e' da escludere che parti
piu' o meno consistenti si dirigano
verso gli altri due partiti di sinistra
- KKE e Synaspismos - oppure si orientino
verso Nuova Democrazia, come hanno gia'
fatto, nelle recenti Legislative, molti
precendenti elettori del Pasok. Uno
dei motivi della vittoria di ND e' stata
la capacita' del nuovo primo ministro
Kostas Karamanlis di riconfigurare il
programma del partito, rendendolo apprezzabile
anche da settori dell'elettorato che
prima aveva votato per il Pasok, presentandosi
come candidato premier con caratteristiche
alternative alla presidenza di centrosinistra.
Che non si sia trattato di tattica da
campagna elettorale e' dimostrato dalle
sue prime dichiarazioni, da cui ha subito
lasciato intendere la precisa volonta'
di rispettare i punti programmatici
espressi in campagna elettorale.
Un segnale di coerenza ad esempio si
ha nella questione del riferimento alla
religione cristiana ortodossa presente
nelle carta di identita', proibito dal
precedente governo. ND invece ha proposto
che i cittadini abbiano liberta' di
scegliere se specificare oppure no la
propria fede religiosa nel documento
di identita'; e questa posizione e'
confermata anche adesso che e' al governo.
ND sembra orientata a impostare l'azione
di governo incentrandola nel lavoro
di risoluzione di problemi a misura
di cittadino (questione dei contratti
di lavoro a tempo determinato, agevolazioni
fiscali, etc.), per distinguersi dalla
politica del governo del Pasok, orientata
verso temi di alta politica, che certo
lo qualificava nel contesto internazionale,
ma al tempo stesso produceva un senso
di distanza da settori dell'elettorato
incline a considerare piu' importanti
i problemi sociali interni. In questo
modo ND prova a medio-lungo termine
un avvicinamento con quegli elettori
del Pasok che possono trovare il nuovo
corso aderente alle proprie personali
aspettative. ND cerca cosi' di ampliare
la base del consenso, anche non esplicitamente
elettorale, come fece Andreas Papandreou
negli anni '80 con il Pasok. Tenendo
con prudenza un profilo basso ed evitando
promesse stratosferiche, Karamanlis
lascia intendere la sua avversione a
ogni genere di stile di vita fondato
sul lusso e sull'esibizionismo. In particolare
e' apprezzata la volonta' di contrastare
la corruzione. Non e' una coincidenza
che su questo terreno stia cercando
un dialogo con Aleka Papariga, segretario
del KKE - il Partito comunista greco
- e con Nikos Constantopoulos, segretario
di Synaspismos - Coalizione della sinistra
- i quali d'altra parte puntano a rafforzare
il loro ruolo di opposizione in virtu'
del periodo di transizione che attraversa
il Pasok. Da segnalare a inizio aprile
un incontro storico tra l'arcivescovo
Christodoulos e Aleka Papariga nella
sede del KKE ad Atene. Il colloquio
e' stato incentrato sui rapporti tra
stato e Chiesa e sul servizio sociale
della Chiesa Greca. Christodoulos ha
riferito ai giornalisti che sebbene
vi siano valutazioni differenti su certe
materie, su altre invece c'e' convergenza.
La prima difficile questione che Karamanlis
si e' trovato a dover trattare e' stata
quella di Cipro. Il negoziato, sia quello
tra la parte greco cipriota e quella
turco cipriota, sia il successivo a
Buergenstock in Svizzera, con la partecipazione
di Grecia e Turchia, non e' approdato
a nulla. Il piano dell'Onu presentato
nella seconda fase dei colloqui e' stato
modificato rispetto al precedente, che
era stato, nel complesso, giudicato
approvabile dai greco ciprioti (i turchi
lo consideravano invece soltanto una
bozza di partenza per future trattative).
Nelle novemila pagine dell'ultimo piano
- il quinto della serie - presentato
dal segretario dell'Onu Annan un paio
di giorni prima della scadenza dell'incontro,
si prospetta una confederazione tra
due stati - uno greco cipriota e uno
turco cipriota - con un governo centrale
dai poteri tutt'altro che consistenti.
Come la parte greco cipriota e molti
commentatori hanno detto si tratterebbe,
in ultima analisi, di un riconoscimento
sostanziale della occupazione turca
del nord di Cipro.
Tra i punti che hanno rappresentato
un ostacolo per l'approvazione da parte
greco cipriota: la composizione del
Senato, con 24 senatori per ognuno dei
due gruppi (e quindi implicita prosecuzione
della divisione etnica); la riduzione
dal 21% al 18% della quota di rifugiati
greco ciprioti a cui sarebbe permesso
il ritorno nelle proprie case che si
trovano nella parte occupata dai turchi;
un limite massimo del 5% di greci e
turchi nei due rispettivi settori, che
sarebbe innalzato dopo diciannove anni;
il numero di coloni (80mila)
provenienti dalla Turchia rimarrebbe
immutato; per stabilire il compenso
da assegnare ai greco ciprioti che hanno
perso le loro proprieta' nella parte
nord (45mila richieste di restituzione),
dopo l'occupazione turca, i due presidenti
dovrebbero rivolgersi alla Corte europea
per i diritti umani ma il compenso sarebbe
a carico di Cipro e non della Turchia;
i turco ciprioti manterrebbero il controllo
del 29% del territorio e quella parte
(2%) che tornerebbe ai greco ciprioti
rimarrebbe comunque sotto amministrazione
turco cipriota; le forze turche di occupazione
si ritirrebbero soltanto gradualmente
nel corso dei prossimi anni, e comunque
manterrebbero una presenza nell'isola;
pur entrando nella Ue, per la parte
turco cipriota vi sarebbero deroghe
alla leggi comunitarie che sarebbero
eliminate soltanto se loro raggiungessero
un reddito pro capite pari all'85% di
quello dei greco ciprioti (in questo
momento e' al 30%).
Il presidente Tassos Papadopoulos, di
ritorno a Cipro, ha sottolineato che
quel piano che era pronto a firmare,
seppure fosse "un dignitoso seppure
doloroso compromesso", e' stato
modificato perche' la Turchia ha preteso
di aggiungere undici nuove richieste.
Il "no" era inevitabile. La
maggioranza del popolo greco la pensa
allo stesso modo. Anche Giorgios Papandreou,
leader del Pasok che aveva accettato
il piano precedente proposto dall'Onu,
non ha espresso un "si" entusiasta.
Il fallimento dei negoziati adesso fa
entrare in gioco il popolo di Cipro
- la parte greca e quella turca - che
decideranno il destino dell'Isola in
due referendum separati il 24 aprile.
Se entrambi i lati voteranno "si",
Cipro unita entrera' nella UE l'1 maggio.
Altrimenti entrera' soltanto la parte
greca. Sabato 3 aprile, seimila persone
hanno partecipato a una manifestazione
a Nicosia contro il piano di Annan.
Secondo un sondaggio del quotidiano
Eleftherotypia, l'84.7% dei greco ciprioti
sono contrari. Il 91% dei greco ciprioti
e il il 63% dei greci ha etichettato
il piano come "disonesto".
La maggioranza dei greco ciprioti e
dei greci lo considera ingiusto perche'
in sostanza legittima la invasione turca
del 1974 e la successiva occupazione
del nord dell'Isola. Nella parte occupata
dai turchi, una stretta maggioranza
potrebbe invece votare a favore (51
a 49). I partiti greco ciprioti si sono
riservati di esprimere la loro dichiarazione
ufficiale di voto sul referendum entro
la meta' di aprile.
Ninni
Radicini
Ninni Radicini
e' autore della newsletter Kritik
http://freeweb.supereva.com/palermo.freeweb/altro/kritik.htm
e collabora con "Orizzonti Nuovi"
(www.orizzontinuovi.org)
quindicinale di informazione e analisi
di Italia dei Valori.
Per ricevere gratuitamente la newsletter
nella propria casella di posta elettronica:
inviare una e-mail, senza testo, a ninnir@tin.it
con oggetto "RicevereKritik"