Ad un anno dall'insediamento al governo,
il premier Kostas Karamanlis e Nuova Democrazia,
trovano conferme nel gradimento dell'elettorato.
Due recenti sondaggi - della Metron Analysis
di Atene e del giornale Eleftheros Typos
- seppure con percentuali non coincidenti,
indicano che ND e' sempre in vantaggio
sul Pasok, con un distacco che oscilla
tra il 4 e il 5.9%, mentre Karamanlis
sopravanza nettamente George Papandreou
come "capacita' di svolgere il ruolo
di primo ministro" (42.5% contro
il 29,8%; 48.1% contro 28.6%).
Relativamente ai partiti, Metron Analysis
ha rilevato quando segue:
ND 37.9%
Pasok 33.9%
Kke 6.6%
Synaspismos 3.7%
Laos (non presente nell'attuale composizione
del Parlamento) 2.9%, vicinissimo alla
soglia del 3% prevista dalla Costituzione
per poter concorrere alla ripartizione
dei seggi
gli indecisi sono 13.9%.
Il 50.7% degli intervistati ritiene che
ND vincera' le prossime elezioni, mentre
il 21.9% opta per il Pasok.
In termini di popolarita' dei leader politici,
Karamanlis e' al 60.1%, ma a poca distanza
segue Papandreou con il 56.8%. Piu' che
buono il risultato conseguito da Alekos
Alavanos (39.4%), a dicembre 2004 eletto
presidente di Synaspismos. Aleka Papariga,
segretaria del Kke, ha il 35.2% dei consensi.
Discreto il risultato di Giorgios Karatzaferis,
presidente del Laos (23.4%).
In base al sondaggio di Eleftheros Typos,
ND e' al 39.2%
Pasok al 33.3%
Kke 6.7%
Laos al 3.1%
Synaspismos al 3%
2,2% per altri partiti
"non sa / non risponde" 8.5%.
Il 71% degli intervistati pensa che ND
vincera' le prossime elezioni, il 15.2%
pensa vincera' il Pasok, il 12.3% "non
sa / non risponde". Il 54% da' un
giudizio positivo dei primi dodici mesi
di governo, contro il 27.2%, mentre il
18.4% si dichiara neutrale.
Sempre in tema di sondaggi e statistiche,
recenti rilevamenti indicano che i cittadini
greci considerano come problemi piu' rilevanti
la disoccupazione e la connessa delocalizzazione
industriale in altri stati della Ue (o
candidati all'adesione) con costi di produzione
inferiori.
Dal 3 al 7 marzo si svolge il settimo
congresso del Pasok. In programma dibattiti
su: Costituzione europea, Scuola, Immigrazione,
Societa' dei cittadini, Riforma della
politica agricola, Partiti socialisti
europei nel 21° secolo, globalizzazione
e solidarieta'. Tra i temi di stretta
attualita' quello dei rapporti tra Stato
e Chiesa. Anche in risposta ai recenti
avvenimenti che hanno coinvolto la Chiesa
greca, un gruppo di 10 parlamentari socialisti
ha proposto che il nuovo presidente della
Repubblica, Karolos Papoulias, presti
giuramento al presidente del Parlamento
prima che all'arcivescovo greco, oppure,
in alternativa presti giuramento anche
ai capi delle chiese di Creta e del Dodecaneso.
Il congresso si conclude con la composizione
del Consiglio nazionale (ex Comitato centrale).
Papandreou, in particolare negli ultimi
mesi, non ha mancato di contestare le
scelte del governo, sia in politica interna
sia in politica estera, in particolare
per quanto riguarda l'atteggiamento nei
confronti del riconoscimentO statunitense
della Fyrom con il nome di "Repubblica
di Macedonia" e per i rapporti con
la Turchia, che, suo parere, avrebbero
portato alla perdita delle posizioni acquisite
negli anni scorsi dal governo Simitis.
Papandreou ritiene inoltre che le accuse
di ND al Pasok, per quanto riguarda gli
effetti della precedente amministrazione
(es. conti pubblici e parametri comunitari),
siano strumentali.
Ninni
Radicini
2 marzo 2005
Ninni Radicini e'
autore della newsletter Kritik
http://freeweb.supereva.com/palermo.freeweb/altro/kritik.htm
e collabora con "Orizzonti Nuovi"
(www.orizzontinuovi.org)
quindicinale di informazione e analisi
di Italia dei Valori.
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