I
commenti alle elezioni del 7 marzo 2004
La
Svolta greca
La
carta geo-politica si colora di blu
il colore di Nea Dimocratia
di Ninni
Radicini
Nuova Democrazia ha
vinto le elezioni legislative. Kostas
Karamanlis e' il nuovo primo ministro.
La maggioranza degli elettori greci
ha cosi' segnato una svolta storica.
Il Pasok va all'opposizione dopo oltre
un ventennio passato al governo, tranne
una parentesi dal 1989 al 1993. L'affluenza
ai seggi e' stata notevole, si votava
soltanto domenica 7 marzo dalle sette
del mattino alle sette di sera, con
circa mezzo milione di nuovi elettori
per la prima volta alle urne.
ND ha ottenuto il 45.5% (165 seggi,
+40 rispetto alle elezioni del 2000),
il Pasok e' al 40.6% (117 seggi, -41).
Terzo partito e' il Kke, partito comunista,
5.9% (12 seggi, +1), segue Synaspismos
con il 3.2% (6 seggi, =). Il margine
della vittoria di ND e' stato superiore
alle attese. Secondo le rilevazioni
sono stati circa 500mila gli elettori
che hanno lasciato il Pasok. La maggior
parte hanno optato per la destra; soltanto
l'1% per partiti piu' a sinistra. Il
voto ha accentuato il bipolarismo, anche
se tengono, e in qualche caso avanzano,
gli altri partiti. Come nel caso del
Kke, con un risultato per certi versi
a sorpresa. Non erano tanti quelli che
ritenevano possibile anche soltanto
una conferma del risultato del 2000
(5%), ancora meno quelli che ne pronosticavano
un incremento. Cosi' come il superamento
del quorum - ritenuto poco probabile
nei sondaggi precedenti - da parte di
Synaspismos (in Italia starebbe tra
la sinistra Ds, il movimento dei "girotondi",
e Rifondazione), aderente al partito
della sinistra europea che si costituira'
ufficialmente tra qualche settimana.
Le altre liste non sono riuscite a superare
lo sbarramento del 3%, necessario per
l'assegnazione dei seggi. Tra loro,
da segnalare il risultato comunque consistente
del partito nazionalista "Laos",
di Georgios Karatzaferis, ex deputato
di ND, che ha mancato di pochissimo
il quorum (2.8%), e ha raggiunto il
4% a Salonicco.
La domanda di cambiamento dell'elettorato
greco non e' stata una semplice affermazione
di circostanza, ma si e' confermata
anche nelle scelte. Oltre un terzo del
nuovo Parlamento sara' formato da deputati
giovani. ND ha ricevuto una investitura
quantitativamente notevole. Non soltanto
un voto "contro", in cui rientra
anche quello di coloro che volevano
semplicemente cambiare il "colore"
dell'amminstrazione, ma anche un voto
"pro". Perche' e' pur vero
che i programmi dei due maggiori schieramenti
convergono al centro, tanto da avere
non pochi elementi comuni, ma si tratta
comunque di espressioni differenti dell'elettorato,
che forse e' piu' polarizzato, dal punto
di vista ideologico e culturale, dei
partiti di riferimento. Karamanlis (1956),
originario della Macedonia, - il piu'
giovane primo ministro nella storia
della Grecia dal secondo dopoguerra
-, ha portato a termine un lavoro iniziato
sette anni fa, quando gli e' stata affidata
la guida del partito, in quel momento
in crisi elettorale e politica. Attraverso
un rinnovamento ideologico e programmatico,
Nuova Democrazia e' riuscita a configurarsi
come partito liberal-conservatore, mettendo
da parte la piattaforma strettamente
liberista dell'ex premier Mitsotakis,
che ne aveva caratterizzato la prima
meta' degli anni Novanta, optando per
l'economia sociale di mercato, con attenzione
ai problemi concreti sia della classe
media sia dei ceti piu' disagiati, e
mettendo forse definitivamente da parte
ogni forma di politica paternalistica,
tipica dei partiti tendenzialmente concepiti
come espressione di una aristocrazia.
Questo ha determinato anche un mutamento
nel linguaggio - prudente nei toni e
modesto nelle promesse - con cui Karamanlis
si e' presentato agli elettori, a cui
ha proposto un programma incentrato
su garanzie sociali, uguaglianza di
fronte alla legge, opposizione agli
intrecci tra politica ed economia. In
tal modo, ND ha potuto raggiungere nuovi
elettori, oltre a quelli dei gruppi
in cui e' piu' forte (agricoltori, casalinghe,
liberi professionisti, pensionati),
che hanno particolarmente risentito
della inflazione e della insicurezza
recenti.
Fino a dicembre i sondaggi davano il
Pasok, guidato dall'ex primo ministro
Simitis, staccato di circa 7 punti da
ND. In quel momento, Simitis ha deciso
di passare il testimone a Ghiorgos Papandreou,
fino ad allora ministro degli esteri,
indicato dagli stessi
sondaggi come l'unico politico di governo
in grado di competere per la vittoria.
Nel mese di gennaio questa novita' e'
sembrata rendere in termini elettorali,
con i sondaggi che indicavano una diminuzione
costante del distacco del Pasok da ND,
sostenuta da un contemporaneo passaggio
da una linea moderata a una piu' tradizionale
caratterizzata da una volonta' - in
gran parte esteriore - di "ritorno
alle origini". Poi pero' il recupero
si e' interrotto, ed ND prima ha stabilizzato
il vantaggio, poi lo ha poco alla volta
riportato a percentuali piu' consistenti.
La campagna elettorale dei due maggiori
partiti e' stata sostanzialmente imperniata
su argomenti di politica interna, lasciando
da parte due grosse questioni - quella
cipriota e quella delle Olimpiadi di
Atene - che pero' saranno le prime da
affrontare in ordine di tempo per il
nuovo premier. La trentennale questione
di Cipro, sembra oggi ad uno snodo,
dato l'ingresso dell'Isola nella UE,
il prossimo 1 maggio. In questi giorni
si stanno svolgendo una serie di incontri
tra il presidente cipriota Tassos Papadopoulos
e il leader turco-cipriota Rauf Denktash,
per la approvazione del piano proposto
dall'Onu. Qualora non si giungesse a
una firma congiunta entro il 22 marzo,
entreranno in gioco sia la Grecia sia
la Turchia, che avranno tempo fino al
29 marzo per la approvazione del piano
Onu. L'eventuale prosecuzione dello
stallo, porterebbe l'Onu a indire un
referendum per la riunificazione nelle
due comunita'. Da sondaggi recenti la
maggioranza dei greco-ciprioti considera
poco chiaro il piano dell'Onu e qualora
ci fosse un referendum una percentuale
tra il 53 e il 63% di loro sarebbe intenzionato
a votare contro; a questo dato va aggiunto
un alto numero di indecisi (il 56% dei
turco-ciprioti invece voterebbe a favore).
Il 61% degli intervistati greco-ciprioti
considera il piano a favore della parte
turca, meno dell'1% a favore di quella
greca. Il piano prevede la riunificazione
dell'isola attraverso una federazione
tra le due zone - quella greco-cipriota
e quella turco-cipriota occupata - e
un governo centrale che pero' avrebbe
pochi poteri.
Altro nodo e' il completamento delle
strutture per lo svolgimento delle Olimpiadi,
che si svolgeranno dal 13 al 29 agosto
2004 ad Atene. Come in altri ambiti,
anche in quello dell'atletica la Grecia
negli ultimi dieci anni ha compiuto
progressi notevoli, tanto da portarla
ad essere una delle piu' forti rappresentative
a livello europeo e mondiale, anche
in discipline di velocita' (100 e 200m,
con il campione olimpico Kostantinos
Kenteris) nelle quali negli ultimi 25
anni, dopo le vittorie di Pietro Mennea,
risultava difficile trovare europei
sul podio piu' alto. Il nuovo premier
ha comunicato che confermera' il personale
gia' incaricato della organizzazione.
Sara' un appuntamento molto importante
sia dal punto di vista della immagine
sia da quello sportivo.
Inizia per la Grecia una nuova legislatura
con molte novita' e molte speranze.
Ninni
Radicini
Ninni Radicini e'
autore della newsletter Kritik
http://freeweb.supereva.com/palermo.freeweb/altro/kritik.htm
e collabora con "Orizzonti Nuovi"
(www.orizzontinuovi.org)
quindicinale di informazione e analisi
di Italia dei Valori.
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