
Christodoulos dona una immagine della
Madonna al Papa
Storica visita a Papa Benedetto XVI
del leader ortodosso greco, Sua Beatitudine
Christodoulos, arcivescovo di Atene e
di tutta la Grecia. L’incontro con
Benedetto XVI si e' svolto il 14 dicembre
2006.
Il secondo incontro ecumenico di assoluto
rilievo avvenuto in poche settimane. I
due leader cristiani hanno firmato anche
una dichiarazione comune come già
era avvenuto a Istanbul.
Il programma del viaggio ha visto anche
una cerimonia nella basilica di San Paolo
fuori le Mura, per la consegna all'arcivescovo
parte della preziosa Catena della prigionia
di S. Paolo. Inoltre l’università
Lateranense ha conferito a Christodoulos
la Laurea Honoris Causa.
Nel suo soggiorno romano, il Primate della
chiesa ortodossa greca si e' recato in
pellegrinaggio in alcuni luoghi santi
di Roma. L’approvazione della visita
a Benedetto XVI da parte del Santo Sinodo
della Chiesa Ortodossa di Grecia risale
alla sessione del 3 novembre 2006, quando
in un comunicato venne "espressa
la gioia per la realizzazione di questa
visita i cui frutti saranno positivi".
Nella storia dei rapporti tra la Chiesa
di Roma e quella ortodossa greca occupa
un posto rilevante il pellegrinaggio di
Giovanni Paolo II, sulle orme di S. Paolo,
all'Aeropago di Atene dove, dopo una cerimonia,
era stata firmata una Dichiarazione comune
con lo stesso Christodoulos. Negli anni
seguenti ci sono stati scambi di visite
fra Delegazioni altri contatti fra la
due Chiese. Christodoulos era stato a
Roma per i funerali di Giovanni Paolo
II.
La ripresa dei lavori della Commissione
teologica mista avvenuta nei mesi scorsi
dopo sei anni di interruzione sembra aver
dato un impulso positivo al dialogo ecumenico.
L’incontro fra Benedetto XVI e Christodoulos
ha avuto anche un risvolto non previsto
dal protocollo: il leader ortodosso ha
chiesto al Pontefice la restituzione di
un frammento del Partenone conservato
nei Musei Vaticani. Secondo il portavoce
di Christodoulos, Papa Ratzinger è
rimasto un po' perplesso, forse ignorando
che il vasto museo di proprietà
della Santa Sede dispone di un frammento
del tempio greco, ma ha detto comunque
che valuterà la richiesta.
Ma nel merito del dialogo ecumenico invece
due sono stati i momenti di rilievo: prima
i discorsi pronunciati dai due leader
cristiani, e subito dopo la firma di una
dichiarazione comune.
Il patto siglato da Benedetto XVI e dall'arcivescovo
ortodosso di Atene, Christodoulos, per
far fronte alla progressiva marginalizzazione
delle fedi in Europa, e' riassunto in
12 punti. Al punto numero 7 della Dichiarazione
Comune firmata nella biblioteca apostolica,
c'e' - nero su bianco - l'impegno di cattolici
ed ortodossi greci a difendere la vita
umana "dal momento del concepimento
fino alla sua fine naturale".
Fra l’altro nel testo si afferma:
"Noi vogliamo rendere omaggio ai
progressi impressionanti realizzati in
tutti i campi delle scienze, in particolare
in quelli che riguardano l’uomo",
invitiamo "tuttavia le autorità
e gli scienziati al rispetto del carattere
sacro della persona umana e della sua
dignità, perchè la sua vita
è un dono divino".
"Noi speriamo in una feconda collaborazione
per fare riscoprire ai nostri contemporanei
le radici cristiane del Continente europeo
che hanno forgiato le nazioni e contribuiti
allo sviluppo di legami armoniosi"
si legge al punto 9.
Dobbiamo «percorrere insieme - hanno
affermato Ratzinger e Christodoulos -
l’arduo cammino del dialogo nella
verità in vista del ristabilimento
della piena comunione della fede nel legame
dell’amore».
«È così - prosegue
il testo della dichiarazione - che obbediremo
al comandamento divino e realizzeremo
la preghiera del nostro Signore Gesù
Cristo che, illuminati dallo Spirito Santo
che accompagna e non abbandona mai la
Chiesa di Cristo, noi perseguiremo il
nostro impegno su questa strada, seguendo
l’esempio apostolico mostrando un
reciproco amore e spirito di riconciliazione».
Ancora nella dichiarazione si afferma
«unanimemente la necessità
di perseverare nel cammino di un dialogo
ecumenico costruttivo». «Poichè
- prosegue il testo - a dispetto delle
difficoltà constatate, questa via
è una delle vie essenziali di cui
noi disponiamo per ristabilire l’unità
tanto desiderata del corpo ecclesiale»
e allo stesso tempo «per rafforzare
la credibilità del messaggio cristiano
in un periodo di cambiamenti nelle società»
ma anche «di grandi ricerche spirituali,
presso un buon numero di nostri contemporanei
che sono inquieti di fronte alla mondializzazione
crescente, che minaccia perfino l’uomo
anche nelle sua esistenza e nei confronti
della sua relazione con Dio e con il mondo».
15 dicembre 2006