NATALE IN GRECIA
I KALIKANTZAROI

di Rita Barrila'

Natale in Grecia


Una delle credenze popolari piu’ simpatiche e particolari del periodo natalizio, e' quella dei Kalikantzaroi. Sono, questi, dei piccoli ed agili esseri diabolici che secondo la leggenda stanno durante tutto l’anno sotto la Terra dove, con asce e seghe fabbricate con fili sottili e crini di cavallo, tentano di tagliare l’albero che la sostiene. Quando vengono a sapere, pero’, che sulla Terra sta per nascere il Cristo, abbandonano il loro lavoro e salgono sulla Terra, dove rimangono a partire dalla Vigilia di Natale fino all’Epifania, la notte piu’ luminosa dell’anno, a disturbare gli uomini, influenzandone le abitudini di questi giorni. Escono attraverso i camini, i fori della serratura, le fessure delle porte e delle finestre, dai pozzi, dalle caverne e da qualsiasi altro piccolo foro che si trovi sul terreno. Bassi quanto un bambino di 6-10 anni, brutti, con occhi rossi, sporchi, pelosi e soprattutto fastidiosi, assumono diverse sembianze, alcune volte animalesche, altre con un piede di maiale e l’altro umano, spesso contorti; la maggior parte delle volte stanno in groppa ad animali, i piu’ alti sui cavalli, i piu’ bassi sugli asini e se per caso cadono, non possono risalirvi se non sono aiutati da altri loro simili. Hanno pero’ paura della luce, ed e' per questo che di giorno si nascondono. Hanno inoltre l’abitudine di entrare nelle case dai camini ma, avendo paura del fuoco, prima fanno pipi’, poi scendono.
Una volta introdottisi in una casa, sporcano i cibi, lasciando i rifiuti sparsi un po’ dovunque, nascondono gli oggetti, ma senza rubarne alcuno, saltano sulle spalle degli abitanti della casa, dando loro pizzicotti e sbeffeggiandoli quando li sentono fare discorsi eruditi.

Una fra le misure “difensive” attuate dagli uomini, consiste nel porre un setaccio vicino al camino. Non appena i Kalikantzari si trovano davanti al setaccio, cominciano a contarne i fori e prima che finiscano di contarli tutti, si fa giorno e quindi fuggono, per poi ritornare la notte successiva. Alcuni di essi comunque arrivano a contarne solo fino a due, convinti come sono che il numero tre porti male, percio’ ricominciano a contare dall’uno.

Un’altra misura “difensiva” messa in atto dagli uomini consiste, nella Grecia continentale, nel mettere nel camino dodici fusi, che fungono da deterrente alla discesa dei Kalikantzari.
A Grevena, si accende un grande ceppo per la Vigilia di Natale, per proteggere la famiglia dalla loro fastidiosa presenza. Il giorno dell’Epifania ritornano negli Inferi, ma trovando nuovamente integro l’albero che essi avevano tentato di tagliare, ricominciano l’opera fino alla Vigilia di Natale dell’anno successivo.

Rita Barrila'

Natale in Grecia

LE RICETTE DI NATALE

Karidopitta (Êáñõäüðéôá)

Christopsomo (×ñéóôüøùìï)

Tacchino farcito con patate arrosto (Ãáëïðïýëá ãåìßóôç)
Kourambiedes
Ìelomakarona (ÌåëïìáêÜñïíá)

Vassilopitta (“torta di San Basilio”)
Spanakotiropittakia (ÓðáíáêïôõñïðéôÜêéá)    


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