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XLV Ciclo di Rappresentazioni Classiche
Teatro Greco di Siracusa, 9 maggio - 21 giugno 2009
Medea di Euripide, Edipo a Colono di Sofocle
Spettacolo in tournée
Le Supplici di Eschilo
Il XLV Ciclo di Spettacoli Classici in scena al Teatro
Greco di Siracusa dal 9 maggio al 21 giugno 2009 presenta
in calendario Medea di Euripide, regia di Krystoff
Zanussi, traduzione di Maria Grazia Ciani,
costumi di Beatrice Bordone Bulgari, musiche di Daniele
D’Angelo, con Elisabetta Pozzi
nel ruolo della protagonista. E poi Edipo a Colono
di Sofocle, regia di Daniele Salvo,
traduzione di Giovanni Cerri, costumi di Nicola Luccarini,
musiche di Marco Podda, con Giorgio Albertazzi
nel ruolo dell’eroe tragico.
Entrambi gli allestimenti vivranno in uno spazio scenico
unico disegnato dagli architetti Massimiliano e Doriana
Fuksas.
La stagione INDA 2009 prevede inoltre un terzo titolo
in cartellone, Le Supplici di Eschilo, progetto e
supervisione del Sovrintendente INDA Fernando Balestra,
traduzione di Louis Godart, Consigliere del Presidente
della Repubblica per la conservazione del Patrimonio
artistico.
L’immagine della Stagione 2009 è stata
“affidata” all’artista Sandro Chia
che ha firmato il manifesto del XLV Ciclo di Spettacoli
Classici al Teatro greco di Siracusa.
Sotto il segno della legalità
e della pacificazione si concludeva la trilogia eschilea
messa in scena a Siracusa per il XLIV Ciclo di Rappresentazioni
Classiche. Nella stessa città, proprio presso
il bosco consacrato alle Eumenidi, ha inizio l'Edipo
a Colono di Sofocle, con un Edipo mendico e cieco
accompagnato dalla figlia Antigone, in un paesaggio
pieno di allori, ulivi, viti - siamo nel cuore del
Mediterraneo - , in una atmosfera costantemente sospesa
tra realtà e sogno, vita e morte, umano e divino.
È qui, nella terra ateniese, nella città
pia e felice e giusta, che Edipo compie l'atto conclusivo
del suo destino, con l'aiuto di Teseo, il re illuminato
che lo protegge da un passato che irrompe costantemente
sulla scena (Creonte che vuole ricondurlo a Tebe,
Eteocle e Polinice che si contendono il regno...)
e lo accompagna sino al suo istante ultimo. Ospite
e straniero vivono insieme questa esperienza di confine
tra vita e morte, legati da un giuramento, la segretezza
del luogo di sepoltura di Edipo, e dal sacro vincolo
della ospitalità.
Edipo a Colono è l'ultimo dramma scritto da
Sofocle, rappresentato postumo, nel 401 a.C. Uno straordinario
testamento spirituale, non a caso ambientato a Colono,
nel demo ateniese in cui nacque il grande drammaturgo.
L'INDA lo mette in scena per la quarta volta a Siracusa,
dopo il 1936, il 1952 il 1976, interpreti rispettivamente
Annibale Ninchi, Salvo Randone, Glauco Mauri.
Il tema dello straniero torna, seppure declinato in
modo molto diverso, nella Medea di Euripide, in scena
con l'Edipo a Colono al Teatro Greco di Siracusa per
il XLV Ciclo di Rappresentazioni Classiche. La figlia
del sole, la maga, la barbara in terra greca - non
accolta ma, con un ribaltamento rispetto a Edipo,
bandita dalla città - sarà interpretata
da Elisabetta Pozzi per la regia di Krzystof Zanussi,
artista e intellettuale polacco in grado di spaziare
dal teatro alla scrittura e al cinema con techne e
profondità di pensiero. Medea è rappresentata
per la sesta volta nella storia dell'INDA, dopo le
messinscene del 1927, 1958, 1972, 1996, 2004, interpreti
rispettivamente Letizia Celli, Lilla Brignone,Valeria
Moriconi (sia nel 1972 che nel 1996), Maddalena Crippa.
Ancora, la stagione 2009 prevede uno
spettacolo itinerante, Le Supplici di Eschilo. In
unità tematica con gli altri due drammi, sono
rifugiate in cerca d'asilo le protagoniste di questa
tragedia, il coro di Danaidi che chiede aiuto al re
argivo Pelasgo perché prometta di accoglierle
nella sua città.
Nel segno dello straniero Edipo, della barbara Medea,
delle Danaidi supplici sugli altari di Argo, non ha
luogo solo un progetto di allestimento teatrale ma
anche e soprattutto un percorso di riflessione, un
"viaggio" che parta proprio da Siracusa
e dalla Sicilia, terra di frontiera del Mediterraneo,
da sempre luogo di incontro, di contraddizione, di
confronto e, attraverso esso, di ri-definizione delle
identità. Ma anche di fughe, di violenza, di
false speranze, come quella dei 283 immigrati morti
a Portopalo nella notte tra il 25 e il 26 dicembre
1996, nel naufragio della nave che avrebbe dovuto
portarli nel "nord del mondo".
Sotto questi auspici la Fondazione INDA avvia il XLV
Ciclo di Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco
di Siracusa. Nel segno dello straniero Edipo, della
barbara Medea, delle Danaidi supplici sugli altari
di Argo, non ha luogo solo un progetto di allestimento
teatrale ma anche un percorso nelle terre di frontiera
del Mediterraneo. Ancora una volta il dramma antico
è luogo di riflessione attuale secondo le esigenze
e gli eventi dell’uomo e del tempo, e perciò
universale.
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