| L’Istituto
Nazionale del Dramma Antico dedica il 2009 al tema,
spinoso e carico di suggestioni attuali, de “Lo
Straniero”. Il manifesto è stato realizzato
dall’artista italiano in questo momento più
celebre al mondo Sandro Chia.
Il XLV Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Greco
di Siracusa dal 9 maggio al 21 giugno 2009, prevede
infatti i titoli Medea di Euripide, in scena per la
sesta volta (la prima del 1927), ed Edipo a Colono
di Sofocle, l’ultima volta in cartellone nel
1976, per l’interpretazione allora di Glauco
Mauri, seguita a quella di Ninchi e di Randone, per
la regia di Aldo Trionfo.
I due testi, sulle cui traduzioni hanno lavorato il
professor Giovanni Cerri dell’Università
La Sapienza di Roma e la professoressa Maria Grazia
Ciani dell’Università di Padova, vi si
deve la versione di tre nostri importanti successi
(Medea per Valeria Moriconi, Antigone di Sofocle per
Irene Papas e Baccanti di Euripide per Luca Ronconi)
sono stati affidati al regista polacco Krzysztof Zanussi
- protagonista Elisabetta Pozzi, Eschilo d’oro
2008, miglior attrice dell’anno nel 2006 per
l’Ecuba di Siracusa - e al giovane regista Daniele
Salvo, reduce da una fortunata trasferta nella Repubblica
Ceca con lo spettacolo La Primavera di Praga, già
a Siracusa come collaboratore di Ronconi (2002) e
di Jean Pierre Vincent (2005), protagonista Giorgio
Albertazzi, Eschilo d’oro 2006, due anni fa
al Teatro Greco per ricordare il nostro Salvo Randone.
È la prima volta che un attore in età
avanzata affronta il finale della storia dello sfortunato
re tebano; il grande attore è coetaneo dell’autore
quando scrive Edipo a Colono: entrambi sono ultraottantenni.
L’impianto scenico porta la firma degli architetti
Massimiliano e Doriana Fuksas.
C’è un terzo titolo Le Supplici di Eschilo,
traduzione del professor Louis Godart, Consigliere
Culturale del Presidente Napolitano e Accademico dei
Lincei: lo spettacolo in tournée avrà
un’anteprima nel calendario del Festival Internazionale
del Teatro Classico dei Giovani al teatro di Akrai,
nel territorio di Palazzolo Acreide, e un probabile
debutto a Malta organizzato insieme alla Camera di
Commercio Italo-Maltese, il prossimo 2 giugno, giorno
della festa della Repubblica Italiana.
Si ipotizzano repliche a Portopalo, in ricordo dei
286 clandestini morti tragicamente in quelle acque
la notte fra il 25 e il 26 dicembre del 1996, e in
altri siti archeologici quali Tuscolo, Paestum, La
Valle dei Templi, e quelli del Circuito dei Teatri
di Pietra.
Sul tema unico, che in un filo di poesia e di civiltà,
lega le tre proposte, appunto lo straniero, si è
preparato il convegno internazionale, in agenda l’8
e il 9 maggio 2009, cui hanno già dato la loro
adesione studiosi della grecità, filologi,
antropologi, giuristi, filosofi, sociologi sì
da permettere la lettura a più livelli del
fenomeno dei flussi migratori, clandestini e non.
Su questo argomento, già da adesso è
stata allertata la sensibilità delle Scuole
medie Superiori da quasi 20 anni protagoniste del
Festival dei Giovani, e sulle risposte che la cultura,
in particolare quella classica, può suggerire
per moderare i conflitti, è stato presentato
alla Unione Europea il Progetto Prometeus, con il
parere favorevole dei nostri Ministeri dei Beni culturali
e degli Esteri, capace di coinvolgere cinquanta Paesi
d’Europa e del Mediterraneo in una attività
didattica e formativa di ampio respiro umano e professionale.
Siamo già a lavoro perché le figlie
di Danao, le Danaidi protagoniste de Le Supplici,
che in fuga dall’Egitto chiedono accoglienza
a Pelasgo, re di Argo, abbiano anche il volto e la
lingua di nazioni diverse, sì da costituire
il mosaico armonioso di un dialogo e di una relazione
che la cultura, cioè la conoscenza di sé
e degli altri, rende possibile.
Nel contempo esse, com’è successo l’anno
scorso ai giovani attori impegnati per l’allestimento
dell’Orestiade, costituiranno il secondo nucleo
Internazionale dell’Accademia d’Arte Drammatica
del Teatro Antico del Mediterraneo che una legge della
Regione Sicilia assegna all’INDA e che si caratterizza
sempre più come scuola siracusana. Questo seguendo
le intuizioni che nel 1914 permisero di far rivivere
a casa nostra il fuoco immortale della tragedia, 2400
anni dopo l’irripetibile
stagione di Atene (V secolo a.C.), e di salvare i
valori fondanti della civiltà occidentale,
un attimo prima che la furia omicida della Prima Guerra
Mondiale spegnesse il diritto alla vita di milioni
di giovani fra i 18 e i 25 anni.
Perché questo non si dimentichi e perché
Siracusa mantenga alto il segno della missione, che
la cultura europea sembra da quasi un secolo averle
affidato, di custode e di ambasciatrice del pensiero
classico, già da quest’anno, dando ulteriori
prospettive all’esperimento delle tragedie spiegate
ai bambini, sarà approntato un testo perché
possa essere recitato dagli studenti delle Scuole
elementari e medie di questa città, chiamati
a fare i testimoni e i protagonisti di una tradizione
di convivenza e di intelligenza inesauribile. Sul
coinvolgimento delle scuole siracusane, e in futuro,
italiane si sta verificando il modo di agevolare il
prestito di alcuni volumi della preziosa biblioteca
dell’Istituto.
Nel bilancio previsionale della Fondazione per il
2009 sono stati stanziati fondi per il restauro dei
beni patrimoniali, come alcuni manifesti di Cambellotti
e il primo manifesto del ‘14, danneggiati dall’incuria,
e per l’acquisto di beni librari. C’è
già un esempio di quello che noi intendiamo
per scuola siracusana, riguarda il fortunato tentativo
di Canti e suoni dall’Orestiade nato come saggio
di fine corso del primo nucleo internazionale della
nostra Accademia alla Pirrera di Melilli, diventato
poi uno spettacolo autonomo tanto da andare in tournée
con successo a Paestum, presso il tempio di Poseidone
e al Teatro Romano di Tuscolo, alle porte di Roma.
In quattro repliche ha raggiunto 1500 spettatori entusiasti,
10.400 gli studenti che l’hanno visto in 15
repliche tra marzo e aprile 2009. Lo spettacolo ha
preso parte, infine, agli appuntamenti del G8 e della
Settimana della Cultura.
La proposta, che ha anche il compito di non disperdere
i talenti usciti dalla Scuola che portò il
nome glorioso di Giusto Monaco, ormai chiusa da più
di un decennio, riprende la lezione di Ettore Romagnoli,
iniziatore delle stagioni classiche a Siracusa. Romagnoli,
a pieno titolo, merita di essere citato tra i teorici
che all’inizio del secolo scorso innovarono
la scena europea in Inghilterra, Germania, Francia,
Russia.
Il nostro impegno di oggi è non dimenticare
il passato, anzi di valorizzarlo e di rilanciarlo
in ambiti internazionali, affrontare le sfide del
presente, comprese quelle finanziarie, e progettare
con sapienza, nella continuità, il futuro.
L’INDA e la città di Siracusa in un rapporto
rinnovato e fruttuoso, che non può che fare
bene a entrambi sono patrimonio dell’Umanità,
e come tali appartengono al cuore del mondo. Impariamo,
noi per primi, a tenerlo a mente e a rispettarlo.
Roberto Visentin
Presidente Fondazione INDA
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