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SPECIALE MUSEO DELL'ACROPOLI

Perchè far guerra alle AMAZZONI?

Mary Falco ci mostra gli aspetti mitologici raffigurati sui fregi del Partenone


Peter Paul Rubens - La battaglia delle Amazzoni

Tutti sanno che le Amazzoni erano donne che cavalcavano ed all’occorrenza sapevano combattere come uomini.
Non necessariamente per grande diffusione della cultura classica, quanto perché così erano chiamate le cavallerizze dal tardo rinascimento fino a tutto l’ottocento, con una fioritura di termini associati: completo d’amazzone è quello appunto per cavalcare, generalmente in pelle e più sportivo, certo, d’un abito da ballo, sella d’amazzone è quella che permette di tenere le gambe dalla stessa parte, generalmente a sinistra, permettendo l’uso della gonna, ma non solo, perché quando il cavallo era l'unico mezzo di trasporto, era più comune di quanto si creda che una donna incinta o comunque indisposta dovesse percorrere strada a cavallo e questa posizione manteneva l’utero a riposo.
Per questo la saggezza popolare indica questo modo di procedere come “della Vergine Maria”, che sulla strada verso Betlemme o in fuga verso l’Egitto è rappresentata di solito su un asino, a gambe rigorosamente unite.

La storiografia moderna, ma soprattutto la vasta produzione di fantasy, film in costume e romanzi storici, ha approfondito il concetto, mostrandoci le Amazzoni, che tra l’altro cavalcano come uomini e spesso anche a pelo, come fiere guerriere che usano a proprio piacere dei loro partner e poi li lasciano o addirittura li uccidono, allevando solo le figlie femmine.
È con una certa meraviglia dunque che apprendiamo come la lotta alle Amazzoni fosse uno dei temi centrali delle metope del Partenone.

Abituati come siamo a considerare la cultura antica come un fronte unico, spezzato dall’avanzare della moralità cristiana, ci aspetteremmo solidarietà fra la Dea guerriera e le donne!
In realtà anche il sereno mondo olimpico mostra gli stessi dei in lotta fra loro e se Atena rappresenta di solito la saggezza e la pace, difficilmente si pronuncia a favore della donna. A Sparta le mogli, in quanto potenziali madri, godono d’una relativa indipendenza sessuale, ma tutta la civiltà d’Atene poggia su una rigida distinzione di classi e sessi ed un atteggiamento indipendente, di qualsiasi natura, è visto solo come fonte di disordine.

Guardiamo dunque un po’ più da vicino queste Amazzoni.
Erano tutte figlie di Ares, Dio della guerra, e della ninfa Armonia. Non quella nata appunto dagli amori con Afrodite, sarebbe un incesto, ma da un’anonima ninfa, che portava questo nome. Che sia figlia o amante d’Ares, Armonia non ha comunque gran voce in capitolo, mostrando bene che per i Greci rappresentava un desiderio lontano, non una realtà perseguibile davvero.
Ma c’è di più: l’armonia stessa è strettamente legata alla guerra, perché finché non si pone riparo alle ingiustizie è impossibile mantenere una pace duratura.
Ed il regno delle Amazzoni, così come gli studi archeologici attuali ce l’hanno restituito, era molto lontano dal nostro concetto di giustizia.
Nonché da quello ateniese, che ne è la base.

Abitavano il Caucaso, la Tracia, la Scizia meridionale, erano governate da una regina che non riconosceva nessun ruolo al proprio compagno, che d’altronde cambiava spesso.
Le leggende più cupe dicono addirittura che accecavano ed azzoppavano i loro stessi figli maschi, per conservarli in schiavitù e quindi poi per generarne di nuovi ricorrevano più volentieri a stranieri di passaggio.
Qualcuno fa derivare il loro stesso nome dall’alfa privativo che precede la parola mammella, raccontando che amputavano la mammella sinistra per maneggiare meglio l’arco e la spada.
Questa testimonianza non è mai stata suffragata dall’iconografia, che le rappresenta sempre col seno intatto ed attualmente è creduta frutto d’un errore di trascrizione, se non una calunnia volutamente diffusa per diffamare un popolo temuto.

Rubare la cintura d’Ippolita, regina delle Amazzoni, è una delle proverbiali fatiche di Eracle ed è molto significativo il fatto che in un primo tempo l’eroe riesca a farsi consegnare la cintura senza colpo ferire e solo la gelosia di Era provochi una vera e propria rivoluzione, in cui la bella regina fu uccisa.
Ma non basta.
Della spedizione faceva parte Teseo, che pensa bene di rapire Antiope. Che tra i due fosse nata una storia o che si trattasse di uno stupro è una questione molto controversa. Di fatto l’amazzone viene condotta ad Atene, scatenando la battaglia all’interno stesso della città. Le Amazzoni si accampano sulla collina che più tardi sarà chiamata Areopago, letteralmente “collina di Ares”, ma Teseo conduce i propri concittadini alla vittoria e le ribelli vengono sbaragliate.

Un’altra leggenda vuole che le Amazzoni avessero inviato rinforzi ai Troiani assediati, dopo la morte di Ettore, e che la loro regina stessa, Pentesilea, fosse uccisa da Achille, ma con il suo ultimo sguardo riuscisse ad accenderlo di passione per lei.
L’episodio, uscendo dal rassicurante tracciato della narrazione omerica, non offre una tradizione filologica facilmente leggibile.
Come tutti i “filo troiani” le Amazzoni godettero grande favore presso gli Etruschi ed in gran parte della Magna Grecia, dove ritroviamo gran parte delle loro rappresentazioni iconografiche. Una tradizione antica le vuole anche fondatrici della città di Efeso, in onore della loro dea: Artemide.
Ma questo ci allontana parecchio dal Partenone!

Mary Falco