Com’è strana la vita: 15
mesi fa Atene era traboccante di festeggiamenti
e onorificenze per la conquista del titolo
europeo, oggi perfino le Cariatidi del
Partenone versano lacrime amare per la
mancata qualificazione al Mondiale tedesco.
La nazionale Greca di calcio non parteciperà
il prossimo anno al torneo calcistico
per antonomasia ma bisogna ricordare che
l’anno appena trascorso è
stato comunque memorabile. La Grecia è
entrata di diritto nella storia del calcio
europeo: il suo dovere lo ha fatto egregiamente,
non le si poteva chiedere di più.
In quella notte del 4 luglio 2004, gli
animi ellenici di tutto il mondo si sono
risvegliati dal torpore per confluire
simultaneamente nel grande calderone dei
“panigiria”.
“Ola ia mas”, “emeis
to pirame”, recitava un simpatico
telecronista diventato celebre dopo la
conquista del trono d’Europa, e
a ragione. La Grecia ha adempiuto al suo
compito entrando negli almanacchi del
calcio, superando squadre altamente blasonate
come Francia, Repubblica Ceca, Portogallo
(per ben due volte): la truppa saggiamente
amalgamata da Otto Rehagel ha centrato
il bersaglio al primo colpo. Non gli si
poteva chiedere anche questo altro sacrificio:
“den birasi”, dicono sovente
i greci, sarà per un’altra
volta.
Negli occhi dei tifosi e dei filoellenici
rimarranno comunque scolpite le mirabili
immagini delle parate di Nikopolidis,
delle cavalcate sulla fascia di Seitaridis,
delle realizzazioni di Charisteas, delle
invenzioni di Karagounis, delle chiusure
puntuali di Dellas, della tenacia di Zagorakis,
e pazienza se il prossimo giugno non potremo
esultare per un gol della Grecia.
Comunque, nei nostri cuori, faremo sventolare
ugualmente la bandiera bianca e celeste
della grande Ellade.
Francesco
De Palo
14 ottobre 2005
Si
ferma la corsa verso i Mondiali di calcio
in Germania
EUROPEI
DI CALCIO 2004
LA
NAZIONALE GRECA AGLI EUROPEI DI CALCIO
2004
Una
sera a cena con Zisis Vryzas