INCONTRI
L'autore greco che mesce abilmente letteratura e folklore culinario

Staikos, quando la puglia ispira oltreoriente

 

di Francesco De Palo


Lo scrittore Andreas Staikos


"In Puglia mi sento a casa, qui riscontro la melanconia e la gioia della Grecia": se la presentazione del libro dello scrittore ellenico Andreas Staikos si fosse svolta in un teatro, dopo aver pronunciato tali versi, l'autore sarebbe stato sommerso dagli applausi scroscianti di tutto il pubblico in delirio, data la carica emotiva delle prime parole sgorgate dalla sua bocca.

E così è stato nella facoltà di Lingua e Letteratura Straniera dell'Università di Bari, dove una folta platea di studenti e non solo (presente anche l'avv. Stelio Campanale, Console Onorario di Grecia e Presidente della Camera di Commercio Italo-Ellenica) ha potuto toccare con mano gli sguardi poliedrici dell'autore greco.

I suoi occhi arguti e pacati allo stesso tempo trasmettono fotogrammi che i suoi interlocutori hanno la possibilità di 'montare' a proprio piacimento come un pellicola di un film. Amore, passione, eros (e non solo), sono i tre ingredienti della ricetta accuratamente preparata dall'autore che vive a Parigi, e che a mia precisa domanda se non rimpiangesse talvolta quello che io considero l'ultimo paradiso terrestre, ovvero una tipica serata greca, ai piedi dell'Acropoli e sorseggiare retzina sotto un pergolato al chiaro di luna, mi ha risposto che il paradiso è quella cosa che cerchiamo e che sempre inseguiamo.

Così è, se vi piace, Staikos, un filosofo della lingua, un mirabile traduttore e compositore di dialoghi, versi, emozioni e sensazioni.

Staikos, ospitato in Puglia dal progetto "Scrittori in Puglia", realizzato in collaborazione con il Premio Grinzane Cavour e l'assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, nasce ad Atene nel 1944, studia Filosofia a Salonicco e Arte Drammatica a Parigi dal '67 al 1981.

Attualmente insegna alla facoltà di Scienze Politiche di Atene, al Dipartimento del Teatro all'Università di Atene e Salonicco e al Centro Traduzioni Letterarie all'istituto francese di Atene. Ha tradotto opere di molti fra i più noti autori francesi, come Moliere, scrive per il teatro e cura anche la messa in scena.

Appartiene al filone innovativo della ricerca teatrale greca, opere che fanno della verità una menzogna e della menzogna una verità. Ama la dimensione ludica delle scene e la parodia dei dialoghi; si definisce un maniaco della teatralità e nemico del realismo.
Vero pilastro della drammaturgia, sostiene che il teatro è una maschera dietro la quale l'uomo nasconde la paura della morte.

Tra le sue maggiori opere spiccano '1843 Karakoron', dove usa tutte le strategie del dialogo con eleganza nel testo e retorica formidabile, 'Ninnolo di Olympos', che trasuda un netto amore per la lingua elevando il realismo, e ancora 'Dedalo' del '71, 'Clitennestra' del '94, 'Notti di orgia' del 2003, e 'Relazioni culinarie' del 2001 tradotto in trenta lingue, diventando un piccolo caso letterario in Francia, Gran Bretagna e Finlandia.

Proprio questa sua ultima fatica letteraria è stata al centro dell'evento pugliese: l'opera narra la storia di due uomini che cercano di conquistare la bella di turno (Nanà) a colpi di gustosi piatti greci, dall'insalata di prezzemolo alla iuvarelakia, dalla maghiritza ai carciofi alla Costantinopolitana. Il tutto mescolato sapientemente ed efficacemente dall'autore che stupisce positivamente il lettore, catturandolo nel vero senso della parola, quando al termine di ogni capitolo inserisce le dettagliate ricette di ogni gustosità.

Insomma, una nuova frontiera letteraria, un modo originale e totalmente affascinante di trasportare il lettore in un viaggio socio - culinario inedito, che il 'Times' ha definito il 'più delizioso libro che mai si possa leggere'.

Francesco De Palo
17 Marzo 2006


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