INDA 2006 Giovani
XII FESTIVAL INTERNAZIONALE DEI GIOVANI PALAZZOLO

Istituto S. Cuore: un Alcesti da Oscar


di Rosa Tomarchio


INDA GIOVANI 2006

Imponente, poderosa la messinscena dell’Alcesti dell’Istituto Sacro Cuore di Siracusa. Stamattina l’Akrai sembrava essersi trasformato in uno straordinario set cinematografico, tanta era la raffinatezza dei costumi e la presenza corposa del cast: oltre una cinquantina tra protagonisti, corifei, comparse e danzatori. Una macchina teatrale che ha funzionato alla perfezione strappando applausi e consensi da parte del pubblico sempre più numeroso al Festival dei Giovani di Palazzolo.

L’apertura della kermesse, che chiuderà battenti il 31 maggio, è stata affidata stamane ad un interessante “Processo a Medea” del centro educativo Ignaziano di Palermo. La conclusione invece ha visto protagonisti gli studenti dello scientifico Archimede di Messina con “Anfitrione”, dialogo sperimentale tra attore e pupo siciliano.

Tornando ad Alcesti. E’ la quinta presenza consecutiva per molti studenti sul palcoscenico dell’Akrai. Dunque, l’ultima. E non poteva concludersi con l’ennesimo successo e la grande soddisfazione dei docenti che hanno lavorato in piena sinergia per un anno nel magnifico laboratorio teatrale che è il Sacro Cuore. Anche stavolta lo spettacolo scelto, Alcesti, ha saputo offrire allo spettatore notevoli spunti di riflessione di ordine morale attraverso la vicenda vissuta dai personaggi. Storie che riportate ai giorni nostri raccontano di quei valori familiari spesso messi in discussione dai giovani: il rispetto per la vita, l’inviolabilità del vincolo nuziale, l’amore per i figli…
<Questa tragedia – dice la regista Rita Maggini – porta sulla scena la storia di una crisi familiare risolta dalla forza della coppia. Non a caso, Al cesti è stata più volte spunto di riflessione in ambito cristiano e in queste versioni è l’arcangelo Gabriele il liberatore>.

Per Giuliana Rizza impersonare Alcesti è stata quasi una esperienza catartica. <Mi ritrovo nei panni di questa eroina – dice la giovane protagonista – proprio in un momento abbastanza difficile della mia vita. Ecco perché partecipare a questo Festival ha rappresentato per me una valvola di sfogo insostituibile. Su questo palco sono riuscita a tirar fuori ciò che di bello, di tenero c’è in me…Grazie ad Alcesti ho superato cose che prima sembravano insormontabili, varcare la soglia della timidezza e lasciarmi alle spalle paure e timori. Mi sento responsabile del compito affidatomi, cioè quello di trasmettere ai miei coetanei il messaggio degli antichi saggi, imparare a riflettere sulla vita d’oggi attraverso i testi latini e greci, riscoprire i valori dimenticati o mai contemplati. Come quello della famiglia e del matrimonio. Alcesti fa comprendere come possa bastare la forza dell’amore nuziale per superare qualsiasi ostacolo o crisi. Questo Festival insomma per noi giovani rappresenta un ottimo banco di prova per la vita. E poi, l’impatto col pubblico è stupendo….Peccato che è stata l’ultima volta a Palazzolo. Mi attendono gli esami di maturità, quindi l’università e spero anche una buona scuola di recitazione…A proposito, tengo a precisare che sono una perfetta autodidatta, il teatro insomma mi scorre nelle vene>.

<La paura di sbagliare era tanta – ammette dal back stage un gruppetto di ragazzine con cappellino e magliette firmate Sacro Cuore – nonostante l’esperienza dello scorso anno ti sembra sempre la prima volta…>. Si diceva dell’imponente partecipazione di attori sul palco: tra i sessanta volti anche quelli pasciuti di una quindicina di bimbetti della elementare vestiti da ninfe e paggetti. Loro non cercano il conforto dei genitori o degli insegnanti..sanno che è andato tutto bene ed è stato bello esserci.

Disteso allo stesso modo appare un altro protagonista. Simone Cassarino è Eracle. <Ho affrontato la scena – dice Simone – facendo tesoro degli anni trascorsi nella formazione teatrale dove ho anche appreso il senso di coesione e condivisione che accomuna tutti noi. Un collante prodigioso che ci ha fatto unire oltre la scuola, oltre il teatro. Mi hanno detto che avevo un compito arduo, Eracle è colui che muove tutta la scena. Per me non è stato affatto così, il nostro è un lavoro di squadra dove tutti siamo sullo stesso piano. Non ci sono né primi né secondi ruoli>.

La pensa esattamente così Diego Minardi, guardia di Admeto, che dà a Cesare, anzi a Eracle ciò che è di Eracle…<Pur avendo avuto una particina secondaria – dice Diego, ragazzo alla moda con pearcing, orecchini e collana-catena al collo alla Fabiano del Grande Fratello – ho sentito grande responsabilità delle mie azioni, quando sono entrato in scena…inoltre come la guardia è attaccata al suo Admeto, allo stesso modo è nata una forte amicizia tra me ed il ragazzo che impersona Admeto>…Ed eccolo qua, Marco Assab, un talento tutto da scoprire. <Sentiremo parlare di lui molto presto – assicura una prof che gli passa accanto – e a livello nazionale, credete a me!>.

Marco sfodera un sorriso accattivante e inizia a parlare come un vero imbonitore di masse. Insomma, ci sa fare. <Sono cinque anni che mi cimento su questo palcoscenico di Palazzolo – dice il re di Fere – ed è giusto essere presenti, tutti in massa, per rendere il giusto omaggio a chi anni addietro ebbe questa splendida idea: il festival dei giovani delle scuole…Un Festival che secondo me andrebbe ancor più valorizzato, vista la grande valenza socio-culturale, e che di converso accresce anche il nome della scuola che vi partecipa. Tengo a precisare che ogni spettacolo messo in scena è frutto esclusivamente del laboratorio del S. Cuore. Non ci siamo mai avvalsi di collaborazioni esterne, anzi. Costumi, trucchi, traduzioni sono tutta farina del nostro sacco. Ne scaturisce un rapporto di amicizia incredibile tra noi e i docenti…ci manca solo che ci diamo del tu. Cosa farò da grande? Penso proprio l’attore…andrò al nord alla ricerca di qualche bottega d’arte di solido spessore dove poter fare innanzitutto un grosso lavoro introspettivo…che so io…hai presente Gigi Proietti?>.

Lo spettacolo Alcesti verrà replicato l’1 giugno alle 18 all’Istituto Sacro Cuore di Siracusa e il 10 al teatro di Morgantina.

Rosa Tomarchio
Palazzolo Acreide, 26 Maggio 2006

 

CAST
Personaggi ed interpreti:
Admeto Marco Assab
Alcesti Giuliana Rizza
Eracle Simone Cassarino
Apollo Marco Mazzurco
Tanato Antonino Tinè
Figlio Fabrizio Scariolo
Figlia Eleonora Garagiola
Ferete Stefano Attardi
Servo Lorenzo Violante

Ancelle: Marialaura Ambrogio, Noemi Arcidiacono, Francesca Bello, Elvira Brunetti, Sara D’Arrigo, Carlotta Di Rosolini, Paula Jasinska, Clarissa Midolo, Laura Montalto, Giulia Palmeri, Ilenia Perna, Nicoletta Piccione, Lubov Reale, Roberta Russo, Lusy Zappulla.

Bambini: Domenico Blanco, Emanuele Cappello, Alejandro Tsocalis.

Gruppo morte: Veronica Bello, Rachele Bongiovanni, Diletta De Francesco, Anna Patrizia Gennaro, Maria Chiara Mollica, Anna Morello e Federico Nastasi.

Coro Cittadini di Fere: Amelia Alonge, Katia Angelico, Roberta Bianca, Cristina Bonarrio, Serena Cambiano, Vanessa Greco, Magda Hekmat, Maria Concetta Liali, Martina Meli, Giovanna Profeta, Giulia Sultana, Noemi Taccia, Eleonora Vasile, Valentina Veneziano, Gianluca Liali, Andrea Terzo, Gianluca Valeriano, corifea Valentina La Rosa.

Guardie del Palazzo: Diego Minardi, Fabrizio Patanè, Francesco Ricceri, Andrea Stracquadaneo, Giuseppe Volpe.

Collaboratori: Alessandra Amenta, Federica Bortiglio, Filippo Cappello, Martina Cucurullo, Gabriele Scapellato.

Traduzione adattamento e regia Rita Maggini
Aiuto regia: giovanna carnemolla e franco rubera
Adatt. Musicale: Silvana Mondi.
Coreografie: giovanna carnemolla.
Costumi e scene Rosa Lombardo
Dirigente scolastico Suor Rosa Mazzara

 

INDA GIOVANI 2006

CALENDARIO STAGIONE 2006

Vedi anche:
INDA 2006: Ecuba-Troiane: La parola ai vinti - Una stagione tutta euripidea
Lettera aperta ai registi di Ecuba e Troiane per la stagione Inda 2006
La musica nella tragedia greca
Stagione 2005: Antigone - Sette a Tebe
Stagione 2004 - Edipo e Medea: il tormento di due anime