INDA
GIOVANI 2006
PRIMI BILANCI
Si conclude oggi la prima settimana di
Festival a Palazzolo. La rassegna ha già
raccolto dati positivi in termini di pubblico
e di partecipazione delle scuole. Dietro
le quinte e in scena mediamente ogni giorno
il Festival accoglie 150 persone tra attori,
tecnici e corpo docenti. In platea non
sono state meno di 500 le presenze giornaliere.
E mentre si rinnovano i miti greci, nel
back stage si rafforza il patto di amicizia
tra diversi popoli e culture. Confronti
che, purtroppo, durano poche ore, se non
minuti, e che invece meriterebbero la
dovuta attenzione. L’organizzazione
ha recepito questo messaggio. E già
si pensa ad una unica grande struttura
dove poter ospitare tutti gli studenti
che prendono parte al Festival. Almeno
quelli della giornata. E questo è
l’aspetto pedagogico della rassegna
che punta anno dopo anno alla qualità
della messinscena. E gli esempi non sono
mancati. Con il ginnasio Spolaczene di
Milanowek (Polonia) che stamattina ha
aperto il Festival con un brano tratto
dalla Iliade utilizzando il mezzo universale
della sola gestualità, omettendo
arditamente la parola e dando spazio alla
mimica e all’espressione corporea.
L’ECONOMIA IN PAESE GRAZIE
AL FESTIVAL
PAOLO RANDONE – commerciante e ristoratore
<C’è un dato incontrovertibile
– dice Randone – grazie al
Festival il paese fiorisce, così
come l’economia interna, aumenta
l’offerta di lavoro, si avverte
una ventata di benessere. La città
partecipa con interesse a questo scambio
culturale tra giovani provenienti da varie
parti d’Italia e d’Europa.
Peccato che duri poco. Si potrebbe fare
di più in modo da dare la giusta
dignità ad una ricorrenza che insieme
al Carnevale è diventata importante
e che migliora di anno in anno. Rilevante
l’aspetto sociale al pari di quello
economico: lo scambio culturale tra ragazzi
di diversa estrazione sociale e culturale
e di conseguenza con la gente del paese.
Infatti, tutti si ritrovano la sera in
piazza, in discoteca, lungo il viale o
al centro storico…E la macchina
della economia continua senza freni la
sua corsa>.

Subito dopo è toccato all’istituto
tecnico “Mattei” di Avola
dominare la scena con una suggestiva “Antigone”
opera tragica che dà diversi spunti
di dibattito e che sfocia inesorabilmente
nell’attualità per la profondità
del significato politico ma anche religioso,
filosofico, morale. Il coro ha la giusta
dignità non è elemento riempitivo
della scena, non funge da pausa tra un’azione
tragica e un’altra. Dalla commedia
(lo scorso il Mattei al Festival ha portato
Aulularia, primo premio alla rassegna
nazionale di Vico del Gargano) al tragico
con Antigone. Ma il Mattei non è
nuovo a questo tipo di attività
extracurriculari. L’istituto è
reduce da una esperienza di cortometraggio
al Giffoni Festival e sulla figura di
Pirandello.
PERCHE’ ANTIGONE
La scelta non è casuale. <Sia
per motivi pratici – dice il regista
Antonio Muccio – perché avevamo
il personaggio giusto per Antigone, ma
anche per fare un buon coro. Sia per motivi
pedagogici per far comprendere ai giovani
il concetto di coscienza civile rispettando
i canoni classici della tragedia: il dolore,
la morte, etc... Temi su cui abbiamo avviato
un vero e proprio confronto durante l’anno
scolastico e che sono tipici di questi
tempi: la conflittualità tra genitori
e figli e l’invisibilità
di quei padri che non si fanno riconoscere…Non
manca il riferimento politico, del resto
se non si è un buon padre di famiglia
non si è un buon politico>.
COSA PENSANO GLI STUDENTI
Per molti studenti è un esordio.
<Di questa esperienza – dice
Francesca Amato – non dimenticherò
mai gli applausi del pubblico, forse immeritati?>.
Per Jessica si è trattato di una
vera competizione. <Abbiamo messo tutto
l’impegno possibile per essere qui
– dice la corifea – la sfida
l’ho vinta prima con me stessa poi
col pubblico che ha anche chiesto il bis>.
Antigone è emozionantissima. <E’
stato un privilegio inaspettato fare la
protagonista – dice la dolce Graziana
Artale – sono alla mia seconda esperienza
a Palazzolo ma quest’anno è
stato molto più emozionante. Il
prof dice che ho la dimensione estetica
giusta per questo personaggio, che ho
la dimensione interiore del tragico che
vivo tutti i giorni in termini di consapevolezza.
A scuola ci hanno detto che per vivere
non occorrono grandi imprese ma moderazione,
fuori dalla logica del “tutto e
subito”. A colpirmi di più
è stata la scena finale quando
Antigone rivendica l’uccisione dell’amato
fratello e si reca verso il letto di nozze…Che
brividi>.
IL REGISTA
< Questo spettacolo è stato
un piccolo miracolo – dice il regista
Antonio Muccio - in un momento difficile
dove l’utenza della scuola proviene
da sacche di privazione immateriale, nel
senso che non sopravvive rispetto a quelle
che sono i beni primari, ma alla caduta
dei valori, in un contesto di povertà
di ideali…Nonostante ciò,
siamo riusciti lo stesso a portare avanti
questo piccolo miracolo, e non tutti i
ragazzi si lasciano coinvolgere e si fanno
partecipi di questo tipo di sfida. Difficile
coinvolgere sul piano dell’impegno.
Paradossalmente molti studenti rifuggono
dal protagonismo perché falso,
fasullo, mercificato, vedi Grande Fratello.
Al contrario, quelli che vengono rappresentati
nei nostri lavori sono valori autentici
che mettono in discussione e che conducono
ad una ricerca introspettiva. E per molti
di essi è stata una scoperta del
sé>.
Rosa
Tomarchio
Palazzolo Acreide,
21 Maggio 2006
|
CAST |
Antigone:
Graziana Artale
Creonte: Sebastiano Bellincontri
Ismene: Maria Cristina Fianchino
Guardia: Salvatore Stella
Emone: Francesco Basile
Tiresia: Rosario Di Rosa
Accompagnatore di Tiresia: Cristian
Fianchini
Messaggero: Alessandro Morale
Euridice: Sebastiana Amato
Coro: Ada Forte, Giovannella Rinauro,
Jessica Tiralongo., Chiara Cirmè,
Concetta Battaglia, Francesca Amato,
Ketty Testa, Rosita Liggieri, Serena
Frontini, Serena Rubino, Stefania
Rinaldo, Sebastiana Amato, Giuditta
Inturri.
Soldati: Armando Pulvirenti, Giovanni
Trovato, Gaetano Tiralongo, Sebastiano
Vaccarella.
Scene Gaetano Fuccella
Coreografie Gianpaola Campisi
Costumi Antonina Amato e Michelina
Cravè
Musiche Dalaras “rebetica”
Regia Antonio Muccio |
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