INDA 2006 Giovani
XII FESTIVAL INTERNAZIONALE DEI GIOVANI PALAZZOLO

La Lituania scopre il mito greco


di Rosa Tomarchio


INDA GIOVANI 2006

Pensi al teatro lituano e pensi subito al teatro freddo, materico, ferale di Nekrosius. Un teatro moderno, così come “moderna” è la Lituania, quasi privo di memoria. Pensi al teatro lituano e pensi – semmai - a poemi epici settecenteschi sul lavoro dei contadini, pensi a Cechov di ieri, alle leggende di vita e lavoro di un popolo di oggi in relazione al destino di una nazione “moderna”. Che il teatro endemico ha bisogno forse di guardare altri generi letterari?

Probabilmente il laboratorio teatrale di Palazzolo è servito come cantiere per una difficile gestazione. Che sia stato il Festival dei Giovani a dare il giusto anelito alla regista della secondary school Varpas di Sakiai (cittadina con non più di settemila anime) di approfondire il mito greco lontano dalla cultura lituana così come lontana è geograficamente questa terra del Nord?

Per gli studenti della Varpas in effetti si è trattato di un vero cammino iniziatico. Le difficoltà si raddoppiano quando la regista informa i suoi attori-studenti di dover imparare metà del copione del Dyskolos in italiano per il Festival di Palazzolo. Una prima in assoluto. Si, ma la modernità lituana?

Nella commedia menandrina non occorrono forzature: la vicenda umana fa naturalmente irruzione nella realtà attuale. <Una sfida – commenta così la regista – un parto difficile per i ragazzi (diafani, biondissimi e dai grandi occhi azzurri), difficile entrare nel ruolo "italiano" e nel codice del teatro greco-latino. In questo senso, possiamo senza altro affermare di essere pionieri di questo genere di linguaggio teatrale nel nostro Paese>. Una sfida destinata a diventare un festival del teatro greco proprio a Sakiai la prossima primavera. E scatta l’invito per Siracusa e Palazzolo.

<Il ruolo della cultura – dice ancora la regista lituana –è quello di far tesoro del messaggio dato in lascito dagli antichi : l’universalità dei popoli>. E quale opera migliore a tal scopo, se non Dyskolos, la commedia dell’humanitas per eccellenza, dei buoni sentimenti e dell’uguaglianza tra uomini, al di là delle razze e della lingua, monito per il superamento degli intrighi e delle beffe attraverso la logica del rispetto e del rapporto di fiducia reciproca tra servo e padrone, tra nazione e nazione. Un lavoro insomma di raffinata spiritualità e che quindi va oltre l’aspetto meramente effimero e grottesco della commedia in se. Un Festival che diventa segno inequivocabile di un nuovo umanesimo tra le nuove generazioni.

Rosa Tomarchio
Palazzolo Acreide, 17 Maggio 2006

INDA GIOVANI 2006

CALENDARIO STAGIONE 2006

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