INDA 2006 Giovani
XII FESTIVAL INTERNAZIONALE DEI GIOVANI PALAZZOLO

Coefore per dire no alla guerra


di Rosa Tomarchio


INDA GIOVANI 2006


"Che bello essere uomo se si è uomo".
Sembrerebbe uno slogan di montaliana memoria, in realtà la scritta in greco sulla t-shirt del regista comunica un messaggio che va bene all'uomo senza tempo. A coniarlo sono stati i greci prima dell'avvento di Cristo. Eppure.

Il Tito Livio presenta al Festival di Palazzolo <Coefore> una opera di grandissima valenza culturale e umanitaria. Questo lo sforzo dei giovani attori ben diretti e indirizzati verso il concetto di humanitas. <Un valore che sta affievolendosi - dicono in coro - presi come siamo oggi dal commercio, dal soldo, dalla sete di potere...Andiamo implacabilmente verso un continuo peggioramento della polis, della politica. Riteniamo che la finalità di questo Festival è anche quella di aprire un laboratorio di riflessione "politica" , rinfrescare e rafforzare il concetto di polis e demos tramandato dai nostri avi e purtroppo andato quasi perduto. Per un futuro migliore, insomma, occorre andare indietro nel tempo, riscoprire valori e sentimenti antichi, autentici>.

Il pensiero espresso dagli studenti di Padova, qui a Palazzolo, si associa a quello dei loro coetanei di Sicilia e di mezza Europa. Tutte realtà presenti al Festival da anni. Ed i ragazzi di Padova parlano con cognizione di causa dettata dall'esperienza consumata sul palco dell'Akrai da quattro anni in qua.

<Ritornare a Palazzolo - dicono i giovani attori del Tito Livio - ogni anno per noi è un grande onore. Vuol dire che i nostri lavori sono piaciuti, forse abbiamo lavorato con una certa precisione d'intenti, e siamo felice che questo sforzo è stato puntualmente ripagato dal pubblico siracusano>.

Coefore non è un lavoro facile a farsi. Della trilogia forse è l'opera più complessa, ma sono tanti gli accostamenti con l'attualità che la rendono leggibile ai più. Si parte da un assunto: e cioè che sangue chiama sangue e che vendetta chiama vendetta. <Pertanto, - dicono gli studenti del Tito Livio - la guerra chiama guerra. Difatti siamo spettatori passivi di una carneficina che va ben oltre l'umana comprensione. E la grande assurdità è che ancora oggi la guerra è a norma di legge, quasi atto dovuto. Eppure il dubbio c'è e insieme la macerazione interiore dell'uomo. Ma allora perchè esiste la guerra?>.

Un interrogativo che si trasferirà da Palazzolo a Padova in occasione della ventunesima edizione del Teatro classico dei giovani a cui è stata invitata anche la scuola siracusana.

Rosa Tomarchio
Palazzolo Acreide, 18 Maggio 2006

 

INDA GIOVANI 2006

CALENDARIO STAGIONE 2006

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