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I
Traditi di Cefalonia
di Paolo Paoletti
Fratelli Frilli, pp. 351, € 19.50
di Francesco
De Palo
Strage
di Cefalonia: una nuova teoria getta ombre
sulla condotta del comandante italiano
Antonio Gandin, a capo della divisione
Acqui, che l’8 settembre del 1943
venne sterminata in massa dai tedeschi
nell’isola greca. Il ricercatore
toscano Paolo Paoletti accusa il generale
Gandin di aver osservato una condotta
alquanto debole nei confronti delle forze
della Wehrmacht, in particolare verso
il colonnello Hans Barge, e lo fa attraverso
una serie di riflessioni sui fatti. Il
12 settembre del ’43 i tedeschi
acquisirono alcune batterie italiane e
Gandin intimò ai suoi di non opporre
resistenza: 24 ore dopo i tedeschi sbarcarono
a Cefalonia con tutti i reparti ed i mezzi
a disposizione violando, di fatto, lo
status quo. Lo stesso giorno Gandin arrivò
ad un accordo di resa: decise cioè
la cessione delle armi pesanti. E’in
quella notte che avvenne la storica “consultazione
fra reparti”: il comandante della
Acqui propose ai suoi le tre strade percorribili
in quel momento, ovvero combattere sino
alla fine, affiancarsi alla Wehrmacht
o arrendersi definitivamente .
La
truppa non intese cedere ai tedeschi e
scelse senza indugi la battaglia: per
questo il generale Gandin inviò
un messaggio a Barge, di cui per molti
anni si è sottaciuta una parte
(quella iniziale) senza dubbio molto indicativa
in proposito: “La divisione si rifiuta
di ubbidire al mio ordine di raccogliersi
nella zona di Sami”. Sono parole
dure come macigni, che hanno lo scopo
di esporre i soldati italiani (definiti
‘ammutinati’) alla rappresaglia
tedesca.
E’attraverso l’analisi di
questi delicatissimi passaggi che Paolini
spiega come solo nelle isole di Cefalonia
e Corfù si siano consumati nel
settembre del ’43 quei massacri
così cruenti: solo un caso che
la casa editrice Mursia si sia rifiutata
di pubblicare il volume?
Francesco
De Palo
Bari, 25 Gennaio 2005
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Sydney li 27/04/2005
Gent.mo presidente della repubblica, del
parlamento italiano, mi fa molto piacere
cosa sta festeggiando il 25 aprile 2005
cioe' 60 anni di quello che e' successo
in Italia, pero' si e' dimenticato i caduti
di Cefalonia, che adesso andate a passeggiare
su quei morti, vi dovrebbe vergognare
di questa storia, che raccontate ai giovani
italiani, nel mondo. Desidero sapere,
da lei presidente della repubblica italiana,
e’ bello combattere nella propria terra,
ma nascondere la verita di Cefalonia,
e raccontata diversa, non e’ bello. Questo
che scrivendo questo scritto e’ che parla
una persona che ha perso un fratello a
Cefalonia, dove sono i darmi bellici,
di questi martiri.
Parlo anche di emigrazione in Germania
voi parlamentari non avete visitato dove
sono i campi di concentramento, io parlo
perche' mi sono trovato a visitare nel
1963 a Essen, cioe' nella Vesfalia.
Mi scusate tanto perche' dico la verita'.
Distinti saluti.
Messaggio inviato da Antonino Biondo da
Sydney - AUSTRALIA
18/02/2005 - Time: 13:50:35
Francesco De Palo nella recensione del
libro di Paolo Paoletti "I traditi
di Cefalonia", si riferisce a fatti
completamente travisati dall'autore, che
egli prende per avvenuti.
Poiche' De Palo mi sembra in buona fede,
al contrario di Paoletti, gli consiglio
di leggere il mio ultimo libro "La
tragedia di Cefalonia - Una verita' scomoda"
IBN Editore ROMA 2004 dove, tra l'altro,
e' confutata la tesi paolettiana.
Per un giovane emergente la ricerca della
verita' a tutto campo mi sembra il minimo
che possa fare.
Distinti saluti
Massimo Filippini
www.cefalonia.it
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