la letteratura
in Grecia

ARISTOTELE VALAORITIS

di Francesco Colafemmina


Aristotele Valaoritis, nacque a Lefkada nel 1824. Suo padre era un mercante benestante di origini epirotiche. Le sue prime lettere le imparò a Lefkada e Corfù. In seguito studiò legge a Parigi, Ginevra e Pisa.
Quando ritornò in patria esercitò la sua attività, ma essendo abbastanza ricco non aveva bisogno di lavorare e potè dedicarsi alla sua passione, la poesia, sulla piccola isoletta di Maduri, ricordata ancor oggi come “l’isola di Valaoritis”. Sua moglie, la bella Eloisa Tipaldou, rimase sempre al suo fianco e lo aiutò nel suo difficile lavoro.
Valaoritis animato dalla fiamma della libertà per i suoi compatrioti Epiroti, si battè e soffrì assieme al popolo asservito dell’Epiro. Si battè anche per l’unificazione dell’Eptaneso (le isole ioniche) alla Grecia. E quando fu eletto parlamentare della Repubblica Ionica si pose in prima linea per la liberazione delle isole ed ebbe l’onore di essere fra i primi parlamentari della Grecia Unita.
Per i sette anni della sua carica non fece altro che battersi contro coloro che volevano riportare le isole sotto il dominio inglese. Abbandonò la politica nel 1868.
Tutte le sue battaglie, le sue passioni per la Libertà, si tradussero così in poesia eterna. A ragione fu soprannominato il poeta dell’ “armatolismò” (poeta dei combattenti per la libertà nel 1821). Morì nel 1879 e fu pianto da tutta la Grecia. La piccola isoletta di Maduri perse per sempre il suo signore. Valaoritis scrisse tutte le sue opere poetiche nella lingua del popolo, la dimotiki. Perciò è uno dei poeti più amati dal popolo greco. Alcune delle sue opere restano immortali: Versi (1847), Ricordi ed altre poesie (1859), Kyrà Frosoni (1859), Thanasis Diakos (1868) e Fotinos (poema incompiuto).
Ci piace ricordare soprattutto uno dei suoi più noti poemi, “o vrachos kai to kyma” (lo scoglio e l’onda), rappresentazione maestosa della lotta per la libertà dell’Ellade dall’invasore turco. L’onda fresca e risvegliata dal vento della libertà che soffia nei cuori greci ricopre lo scoglio che ancora per poco domina le acque altezzoso e tracotante. Il mare riluce ancora oggi nella bandiera bianca e azzurra che quest’anno celebra i 185 anni dall’istante in cui lo Ierarca Germanos la fece sventolare ad Aghia Lavra il giorno dell’Annunciazione, il 25 marzo 1821.

Francesco Colafemmina
22 Marzo 2006

25 marzo nella traduzione di Francesco Colafemmina