Stampa

Quella Grecia plurale che molto insegna all'Ue di oggi

Scritto da Rudy Caparrini on . Postato in Culture

Le interviste di Mondo Greco. Conversazione con la prof.ssa Franca Bellucci, autrice del libro “La Grecia Plurale del Risorgimento (1821-1915)”. Il volume analizza come fu vista da certi intellettuali italiani la lotta per l’indipendenza  greca nel periodo indicato. Laureata in lettere antiche, ha insegnato greco al liceo classico; mentre insegnava, ha poi conseguito una seconda laurea in storia contemporanea e un dottorato di ricerca sempre in storia contemporanea.   Φράνκα Μπελλούτση, Η πολύπλευρη Ελλάς της ιταλικής ανεξαρτησίας. 1821 / 1915, Πίζα, εκδόσεις ΕΤΣ, 2012.
 
Perché nel libro si parla di «Grecia plurale» ?
Il libro, basandosi sulla lettura scrupolosa di due serie di periodici amici della Grecia, l’«Antologia» di G.P. Vieusseux per il periodo 1821-1832, la «Nuova antologia» per il periodo 1866-1915, constata che nel periodo indicato, 1821-1915, l’immagine della Grecia in Italia passò da molte fasi. A volte le aspettative della Grecia ricevettero solidarietà e sostegno, a volte invece furono ignorate e perfino rovesciate. Le fonti usate sono periodici importanti, riferiti alla diversa condizione dell’Italia. Il primo periodico promosse, attraverso la cultura, il desiderio di Unità nell’Italia dei molti stati. La seconda serie fu vicina agli ambienti ministeriali nel primo periodo dello stato unitario. Per il triennio 1859-61, viene inoltre analizzato l’epistolario di uno studioso molto significativo, Giosue Carducci.
 
Questo libro indica la politica verso la Grecia dei gruppi italiani influenti?
Esaminando le fasi ed il merito delle questioni, risulta un carico di ambiguità che talora si è depositato sulla relazione Italia-Grecia. Ecco i risultati in breve. Il periodo osservato è quello in cui, in più fasi, Italia e Grecia acquisirono la forma di nazione, sostanzialmente l’Italia fra il 1861 ed il 1870, la Grecia fra il 1830 ed il 1913. Tuttavia alla data del 1897, quella della partecipazione alla guerra antiturca dei Greci a Domokos, la cultura filellenica, pur con le sue forti radici, in Italia giunse al punto finale. Con il 1900 in Italia le associazioni, assunto il nome di ‘Elleno-latine’, espressero una sorta di prevaricazione nei confronti della Grecia. La nazione greca fu esplicitamente invitata a subordinarsi a Roma. Di questo dunque si dovrà tenere conto anche per la storia successiva, quella della Seconda guerra mondiale.
 
L’argomento di questo libro è l’esame della Grecia?
L’argomento del libro è piuttosto lo sguardo con cui gli Italiani di alta cultura e prestigio seguirono la Grecia nel periodo 1821-1915. I Greci qui non sono presenti come soggetti che decisero ed agirono, ma come collettività che determinò continui impulsi all’epoca nella cultura europea. Allora si rivelò fecondo l’intreccio, che la terra e la storia greche consentivano, tra situazioni contemporanee e suggestioni provenienti dall’antico. Anche la cultura europea non è diretta protagonista. Sono gli Italiani colti, con i loro studi, che la introducono, aspirando a sollevare l’Italia fra le realtà grandi ed emancipate. In particolare ci furono questi impulsi dalla Grecia alla cultura europea: la storia antica fu completamente riscritta; si sviluppò l’archeologia; fu consolidata la filologia; fu introdotto il teatro all’aperto; si moltiplicarono i ritmi, nella musica e nella poesia; si proposero le nuove Olimpiadi. Con questo saggio mi rivolgo dunque a lettori che, leggendo la storia in modo problematico, attribuiscono responsabilità ai personaggi ed alla organizzazione della cultura.
 
«La Grecia plurale» propone una tesi?
Ho proposto delle problematiche. Fuori dalla retorica, invito ad entrare nel merito degli stereotipi con documenti e metodo adeguati. Qui il collettivo ‘nazione’ risulta non un destino, ma la soluzione adeguata per la comunità in un contesto. Vi hanno peso i sentimenti, i vari aspetti della civiltà materiale e ideale, le risoluzioni della diplomazia. Si può esplicitare così l’auspicio che propongo con il saggio: che lo studio della storia sia un affondo nei documenti responsabile, alieno da a priori ma anche da revanchismi.
 

Comments:

Mondogreco sui Social Media

seguici su questi network

facebook twitter google+