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Dalla rete al globo: la parabola di 100 Thousand Poets for Change

Scritto da Enrico Filotico on . Postato in Culture

Mondogreco incontra Ilaria Catastini, ex presidente dell’associazione Anima, impegnata nella diffusione della responsabilità sociale d'impresa e fondatrice della casa editrice Albeggi che negli ultimi mesi ha curato gli eventi di Napoli e di Roma del tour italiano di Michael Rothenberg e Terri Carrion. Iniziativa che a Napoli è stata realizzata in collaborazione con l'assessorato alla cultura del Comune mentre a Roma con la biblioteca nazionale di archeologia e storia dell'arte e con la presenza straordinaria di Paul Polansky, premio mondiale 2004 per i diritti umani. Con la sua casa editrice Ilaria Catastini ha vinto anche l’Alexandria Scriptori Festival, grazie a due pubblicazioni: “Greco – Eroe d’Europa” di Francesco De Palo e “100 Thousand Poets for Change”. All’interno del libro composto da poesie, è presente anche una finta intervista a Nikolaos Michaloliakos, leader di Alba Dorata. La poesia è presente in coda all’intervista. 
 
Nella prefazione di Ottavio Rossani si legge: “Le poesie di questa raccolta toccano infatti argomenti di forte impatto sociale, politico e di cronaca. Ci sono sguardi preoccupati sulle nuove povertà, sulla vergogna delle carceri, sulle tendenze razziste e xenofobe in Europa", come accaduto in occasione della crisi greca. Quale il contributo pedagogico della poesia?
La poesia tocca le corde profonde della coscienza degli uomini, perchè è per sua natura universale, e libera. La poesia fa riflettere, resta impressa nella memoria, ritorna alla mente nei momenti bui, costituisce una guida, un punto di riferimento, un timone esistenziale.
 
La poesia può essere vettore di trasmissione di sentimenti, passioni, iniziative e idee per dare una scossa al magma immobile di politica e istituzioni?
Certo, dovrebbe poterlo fare. Ma per far sì che ciò accada occorrono politici illuminati, istituzioni responsabili e aperte al sentire dei cittadini. Non sempre è così, purtroppo. Dunque la poesia deve soprattutto dare una scossa alle persone, le quali a loro volta devono poter trovare dentro loro stesse la voglia, la forza, l'energia per scuotere il "magma immobile".
 
Come stimolare le infrastrutture dello Stato a farsi baluardi dei diritti inalienabili e non certificatori di fallimenti?
Bisogna agire sull'educazione, sulla formazione etica, il senso civico dei cittadini, sin da piccoli, sin dalle scuole. Investire nella scuola, nell'educazione civica, insegnare la responsabilità. Sono valori che purtroppo si sono persi nei decenni. Non sono sicura che siamo già arrivati in fondo alla parabola del declino, pronti per un'inversione di tendenza, pronti per ricostruire una coscienza nuova. Temo piuttosto che ci sia ancora altra discesa da fare, altro precipizio. 
 
Avviata nel 2011 con una call to action su facebook, “100 Thousand Poets for Change” sta oggi scuotendo le coscienze del globo: come è nata questa iniziativa? Come commenta la grande diffusione che ha avuto in Europa?
E' un movimento artistico planetario che promuove il ruolo dell’arte per il cambiamento sociale, chiamando a raccolta artisti di varie discipline, tra cui la poesia, da ogni angolo del pianeta. “La gente è ovunque alla ricerca di un cambiamento positivo” affermano i fondatori del movimento, Michael Rothenberg e Terri Carrion, che sono stati in italia il mese scorso per un tour che ha toccato diverse città - Napoli, Salerno, Bologna, Imola, Milano, Venezia - e ha legato insieme poeti e appassionati di poesia e di diritti civili che da anni supportano il movimento nel nostro Paese, con un messaggio particolare sul tema della brutalità e della violenza della polizia che in alcuni Paesi del mondo è davvero un problema gravissimo. E con un filo conduttore in ricordo di un ragazzo ucciso a 13 anni dalla polizia in California, Andy Lopez, di cui il 7 giugno scorso ricorreva il compleanno. I coordinatori Filippo Trotta, Valeriano Forte e Greenpino Pino, della Fondazione Alfonso Gatto, Pina Piccolo, Roberto Malini, Alessandro Burbank, Adam Vaccaro, Guaman Allende (Ambasciata ecuadoregna a Milano) hanno organizzato gli eventi locali italiani (Albeggi Edizioni ha curato solo quelli di Napoli e di Roma)  e sempre loro promuovono le iniziative che hanno luogo in occasione della Giornata mondiale 100thousand Poets for Change, che quest'anno si terrà il 27 settembre prossimo.
 
La raccolta di poesie ha vinto l'Alexandria Scriptori Festival. I temi affrontati: pace, diritti umani, ambiente, etica e lavoro. Quanto questi temi sono oggi attuali? 
Tanto, tantissimo. Albeggi Edizioni assegna grandissima importanza nel suo progetto editoriale a queste tematiche, e le affronta sotto vari tagli, con la poesia di impegno civile, con la saggistica di taglio economico, con quella socio-politica, con progetti artistici e fotografici. Il premio dell'Alexandria Scriptori Festival a questa antologia, che verrà consegnato il prossimo 22 giugno - saranno presenti a riceverlo i poeti Ottavio Rossani, Benny Nonasky, Andrea Garbin, Lucianna Argentino, Giuseppe Iannarelli , Valeria Raimondi e Claudio Arzani - è un riconoscimento che ci fa onore, tantopiù che l'iniziativa è completamente senza fini di lucro, con l'antologia realizzata da Albeggi Edizioni con scopi non commerciali, scaricabile gratuitamente e con ben 150 copie diffuse in omaggio.
 
Quali sono i territori più di tutti rappresentati da questa collezione di poesie?
La guerra, la violenza, la povertà, ma anche l'ambiente, il carcere, i fatti di cronaca  dalla Genova del G8 ai suicidi di tante persone per colpa della crisi. Due poesie, in particolare, a firma di Paolo Polvani, sono dedicate ad  Antonio Formicola, fioraio di Ercolano, suicidatosi per problemi economici. Le poesie erano state scritte prima di questo terribile incidente, ma descrivono esattamente quella circostanza. A Napoli abbiamo cercato di contattare la famiglia di Formicola, per potergliele consegnare, ma non ci è stato possibile farlo.
 
Cosa l’ha portata a sposare questo genere di iniziativa con la sua casa editrice?
Il nome della casa editrice - che è dedicata a mio padre scomparso, Paolo Catastini -, denota una voglia di guardare verso il futuro. Si chiama "Albeggi" proprio perchè vogliamo osservare l'alba di un mondo nuovo, l'alba dei cambiamenti sociali, farci testimoni di una trasformazione in corso nella società. Il progetto si sposa perfettamente con questa visione.
 
Ha mai avuto dubbi sulla bontà del progetto?  
Mai. Il progetto della casa editrice è nato nella mia mente mentre ero a passeggio in un bosco col cane, immersa nella natura, lontana dal frastuono cittadino. Quello è il posto di Albeggi e del nostro progetto: lontani dal frastuono della comunicazione commerciale e inutile, immersi nelle cose vere, nelle cose che contano. Tra le esperienze più belle che posso ora raccontare c'è il fatto di aver conosciuto tante persone splendide, come i poeti che partecipano a questa iniziativa, "anime belle" alle quali va tutta la mia stima, il mio affetto e la mia amicizia.
 
 
 
La finta intervista di Andrea Garbin con il leader di Alba Dorata:  
 
Anti-fascista:
Giovin sognante di Piazza Syntagma
sono ieri stato preso dallʼAttica.
Quellʼagente che in custodia mʼha preso
mʼha umiliato e torturato per ore.
Il giorno seguente: ancora arrestato,
con me altri ventiquattro anti-fascisti.
Mi hanno picchiato e costretto a sfilare,
eravamo noi, nudi, e gli agenti.
Quegli agenti mi hanno il sonno impedito,
sul mio capo hanno cosparso cenere,
poi mi hanno detto che puzzavo.
Hanno fatto filmati per ricatto.
Gli stessi agenti minacciato hanno
di dare ad Alba Dorata i miei dati.
 
Nikolaos Michaloliakos:
Non da molto è che mi son svegliato
nel bagno, lento e pieno, mi dirigo
tra le mani lʼenorme pancia tengo
mi guardo allo specchio con delusione
vorrei avere dalla mia lʼaltezza
ma sono basso, goffo e vedo poco,
vuoi vedere che è per questo motivo
che non può essere esistita la Shoah:
non potrei, io, che tengo questo corpo,
avere tracce di una razza eletta.
Nel lavabo sputo umori notturni
nel naso ficco le mie dita tozze
sulla tazza mi sforzo per cacare,
già: come al mondo tutti quanti fanno.
 
Anti-fascista:
Giovin sognante di Piazza Syntagma
la mia compagna è stata ieri presa
non le hanno lʼacqua permesso di bere
per diciannove ore lʼhanno impedito
finché sʼè vista alla fine costretta
al gesto di ber dalla tazza del cesso.
Quellʼaltro compagno dal braccio rotto
soltanto al mattino gli hanno permesso
di andarsi a curare nellʼospedale
e come scordare il giovane amico
che lo stivale fascista sʼè preso
là dove sta del suo nome il rifugio.
Gli stessi agenti minacciato hanno
di fargli fare la fine del pollo.
 
Nikolaos Michaloliakos:
Io non son mica nato in un momento,
son colui che vi porta al cambiamento,
ma non so dirvi se sia meglio o peggio,
è per ciò che allo specchio ve ne parlo.
Qui non vʼè mai stato un colpo di stato
né un tentativo di golpe fallito
di ciò che dici convinciti Nikos
dinnanzi alla folla non puoi tradirti.
La rabbia di quelli che perso han tutto
devʼessere tua da oggi in avanti.
Dio, la gloria e tutta quanta la Grecia
son lʼunica cosa che adesso conta
al bando da qui tutti gli immigrati
quello che serve son campi minati.
 
Anti-fascista:
Giovin sognante di Piazza Syntagma
hai forse scordato quel due novembre
in cui Papandreu cacciò i colonnelli?
Quei quattro eran pronti al colpo di stato.
Ricordi lʼottobre di Salonicco:
ri-glorifichiamo ancora la guerra
oppur vogliamo la democrazia?
I poliziotti da noi han votato
per il partito dellʼAlba Dorata.
Il manganello di questo complotto
colpisce sempre chi debole resta
come ad Atene nel duemilaotto
gli stessi agenti che ruppero il cranio
del giovane Alexis Grigoropoulos.
 
Nikolaos Michaloliakos:
Quando a colazione da solo mangio
come gente di scarsa informazione
dalle mie labbra rabbiose e volgari
pendon brandelli di dolci e frattaglie.
Tutti quei giornali devon tacere
dire non devon di Frangoulis Frangos
né della sua di poter bramosia
dire non devon di Liana Kanelli
parlamentare in diretta tivù
a pugni presa dal mio Kasidiaris
nel mio parlamento sostenitore
per gli immigrati di pena di morte.
Far passar dovrei lʼidea che il nazismo
mal non sia più dellʼEuropa Comune.
 
Anti-fascista:
Giovin sognante di Piazza Syntagma
questi individui pretendon da voi
che gli portiate rispetto assoluto
quando mostran saluto hitleriano.
Voi lo sapete che il giovane Nikos
di Papadopulos vicin di cella
nel carcere stette di Korydallos?
Voi lo sapete che gli albadorensi
pure a Srebrenica furono attivi?
Voi conoscete il bordello di lusso
che in centro ad Atene a lui appartiene
dove lavorano donne immigrate?
Gli stessi agenti vanno a divertisti
e nel mentre la storia si ripete.
 
Nikolaos Michaloliakos:
La mia cena è fatta di grandi bestie
i denti mi pulisco con le mani
così farò quando sarò al potere:
a morte i macedoni al bando i turchi.
Le mie mani sangue non mostreranno
finché non sia questa democratura
a rendermi sovrano legalmente.
Se son stato avviato dai colonnelli
non sarà certo la mia bocca a dirlo.
I miei ragazzi aiutan le vecchiette
Voi pensate ad offrirmi i vostri voti
che io penso alla fame di potere.
Sarebbe meglio che nessuno sappia
che vedo esempio in Metaxas e Crowley.
 
Anti-fascista:
Giovin sognante di Piazza Syntagma
la resistenza è degna di noi altri
ma non dobbiam confondere con essa
la rabbia che ci assale in questi tempi
per quattro puttanieri che guidati
ci hanno dal Pantheon alla rovina;
ricordate che il voto di protesta
non si riduce mica a un foglio bianco
su cui qualunque cosa può esser scritta.
Il vero voto di protesta è dentro
nel cuore di chi resta nella lotta
in chi combatte con la propria testa
e gli stessi agenti non hanno testa
se non la testa di chi li comanda.

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