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Greco eroe d'Europa: disponibile l'ebook in lingua greca

Scritto da Redazione on . Postato in Culture

"Greco-eroe d'Europa" (Albeggi ed.) , il pamphlet del direttore di Mondogreco Francesco De Palo, è da oggi disponibile in lingua greca e in ebook (clicca qui per il link)Si tratta di un viaggio nella storia ellenica del passato per spiegare cosa non funziona in quella di oggi e soprattutto per iniziare a gettare i primi semi di un nuovo rinascimento euromediterraneo.

 

Pubblichiamo qui di seguito un passaggio della nuova prefazione dell'autore alla versione greca:

"E’notte fonda in Grecia e le urne (le seconde in sette mesi e le quarte in tre anni) sono da poco chiuse. Ha vinto di nuovo Alexis Tsipras con un programma diversissimo rispetto a sette mesi prima, ma la domanda da porsi è un’altra. Cosa cambierà ora per il paese dal momento che nell’agosto del 2015 è stato siglato un altro memorandum con la troika tornata prepotentemente ad Atene? Quanto durerà il nuovo vecchio governo Syriza-Anel depurato dagli scissionisti pro dracma e dall’ombra di Yanis Varoufakis, al lavoro per un movimento transnazionale europeo?

Cosa potrà fare questo terzo piano di misure lacrime e sangue per le disastrate finanze elleniche e per un’Europa che fatica e rinnovarsi e ad unirsi definitivamente? Diventeranno Bruxelles più flessibile e Atene più moderna, anche nelle mentalità delle sue nuove generazioni?

Proviamo a cercare una risposta nella logica e nella storia. La moderna carta di identità di un paese si ritrova nei prodotti che realizza e che esporta. L’Italia ha il made in Italy, con abbigliamento, agroalimentare e artigianato. La Germania le auto, i trapani, i farmaci. La Francia i gioielli, i cosmetici. I paesi del golfo il petrolio e così via. La Grecia che conosciamo cosa produce? Feta, yogurth e poco altro perché importa l’85% dei prodotti di cui ha bisogno. Sì, ma ieri?

Millenni prima di Cristo la Grecia ha prodotto un qualcosa da cui si sono abbeverati nel corso dei secoli tutti i popoli e tutti gli Stati: la civiltà. Il cosiddetto “politismòs” è stato il collante di successi e trionfi, proliferazione di altre civiltà e progresso scientifico, curvoni della storia, discese e risalite. No, non è questo un cocciuto e retorico invito alla nostalgia, bensì una scommessa: rischiosa ma affascinante.

La rivoluzione, sin qui dimenticata, del grande bagaglio storico e culturale della Grecia potrebbe oggi essere nuova linfa per il tanto auspicato Eurorinascimento Mediterraneo, che occorre come l’aria tanto alla Grecia quanto agli altri stati membri. Punirne uno per educare altri ventisette non scongiurerà i rischi che sono, evidenti, sul tavolo. La questione della messa in comunione dei debiti, il tentativo di sviluppo europeo senza incrinare i rapporti di buon vicinato a oriente e a occidente, la mancanza strutturata di una politica culturale, il dossier migrazioni, le dinamiche energetiche con i nuovi intrecci geopolitici, il fronte caldo caldissimo del Medio Oriente, le interlocuzioni con i Paesi Brics. In una sola parola: un’agenda europea condivisa e forte che non releghi il vecchio continente a comparsa.

Tutto questo ha un suo peculiare cordone ombelicale con l’Egeo. Se è pur vero che ne La Repubblica Platone istruiva al compito principale di “invitare a pensare sul destino della vita individuale e sociale degli uomini per un destino da immaginare, argomentare e costruire”, è altrettanto vero che negli ultimi cinque lustri è mancata clamorosamente una seria e lungimirante programmazione socio-politica anche da parte delle elites.

Queste ultime anziché fare da pungolo alla politica europea si sono assopite in una mescolanza, limacciosa e afona, che ha prodotto l’euroimmobilismo a cui oggi si assiste. Una politica che fa a meno di domande, spunti, analisi e dita alzate per eccepire è una politica che non ha vita lunga. E che in quella breve parabola non produce buoni frutti, ma rattoppi o ancora peggio danni".

 

 

 

 

 

 

 

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