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Quelle identità violate, "pane" del nuovo cinema greco in scena a Catania

Scritto da Maria Lombardo on . Postato in Culture

Identità violate. Dialogo col cinema greco è una rassegna cinematografica che ha preso il via mercoledì 16 novembre e prosegue fino al 25 gennaio organizzata dal Dipartimento di studi umanistici, cattedra di Letteratura neogreca (prof. Anna Zimbone) dell’Università di Catania.

Tutti i film sono preceduti da una introduzione e vengono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano, a cura del ricercatore Matteo Miano.

Si tratta di un percorso interpretativo sulla storia e la civiltà greca attraverso la proiezione di film quasi o del tutto sconosciuti al vasto pubblico. Ogni pellicola – spiegano gli organizzatori - contiene elementi utili che permettono di decodificare alcuni aspetti di una civiltà a noi tanto vicina nello spazio, quanto lontana su alcuni aspetti meno noti: dal pedomàzoma (il rastrellamento dei bambini in età ottomana) alla dittatura dei colonnelli, dal mito (che in Grecia non è mai del genere peplum) alla migrazione.

Il filo conduttore della rassegna è quello dell’identità retrospettiva: che cosa è oggi l’identità? Che cosa la contraddistingue? L’identità appartiene all’individuo fin dalla nascita oppure subentra in seguito, costruita dal tempo? E se subentra in seguito, sulla base di quali meccanismi? Quali sono gli elementi che influiscono in questo processo? Che ruolo rivestono il mito e la Storia nella formazione della identità culturale greca?

I sei film selezionati – dice la prof. Zimbone - figurano tra quelli che la critica più autorevole ha ritenuto essere fra i migliori per i contenuti, le innovazioni tecniche e il linguaggio cinematografico sulla tematica identitaria: prostituzione “Evdokia” di Alexis Damiànos, identità sessuale “Campo nero” (Mavro livadi) di Vardis Marinakis), migrazione, integrazione e omosessualità “Pazza idea” (“Xenia”) di Panos Koutras ), mito ed eros “Piccole afroditi” (Mikrès Afrodites) di Nikos Koundouros), sradicamento e tradizione “Mai di domenica”(Potè tin kyriakì) di Jules Dassin), eros e frustrazione (Piccola Inghilterra). Un laboratorio cinematografico che stimolerà riflessioni su come confrontarsi con realtà di un paese straordinario allo scopo di percepire i tratti della propria identità culturale e civile.

I film sono stati sottotitolati da Matteo Miano e l’iniziativa meriterebbe di circuitare. La rassegna apertasi il 16 (prossimo appuntamento il 7 dicembre ore 10 con “Pazza idea”) prosegue fino al 25 gennaio al Monastero dei Benedettini (piazza Dante 32) Coro di notte, ingresso libero (Laboratori di civiltà moderna greca moderna di Anna Zimbone e Matteo Miano su Facebook e Messenger @cataniamoderngreek)

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