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La lezione di Chrysostomos II alla troika

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Crisis


Ci sono gesti e fatti che, soprattutto nei momenti di grandi crisi quando i curvoni della storia si presentano dinanzi in tutti i loro coefficenti di difficoltà, si stagliano come pietre miliari nei libri di storia. Su cui non serve aprire stucchevoli dibattiti o infinite diatribe nel merito: ma solo osservare in silenzio e darne conto con dignità.
Il capo della Chiesa di Cipro, Chrysostomos II, ha scelto di entrare a gamba tesa nell'emergenza del paese e ha deciso di mettere la proprietà della Chiesa a disposizione dello Stato. In modo che il paese possa stare sulle proprie gambe, evitare di crollare, sostenere il popolo cipriota. E anche dare un segno alla troika che, ad esempio in Grecia, ha sbagliato clamorosamente i conti.
 
Un bel gesto, in tempi di grandi cambiamenti e messaggi rivoluzionari, come le scarpe consumate di Papa Francesco, o il suo rifiuto alla croce dorata e gemmata. Non è retorica, si badi bene, auspicare gesti simbolici, quanto confrontarsi alla svelta con una realtà drammatica. Che sta investendo tutto e tutti. 
L'Archipiscopo Chrysostomos II ha espresso fiducia che il popolo sosterrà questo sforzo, e ha rilevato che la Chiesa potrà tranquillamente compromettere l'intera proprietà e investire in titoli di stato il corrispettivo. Perché è ciò che oggi serve al Paese.  
 
twitter@FDepalo

 

 

 

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