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A Davos si parla di crisi greca, ma torna lo spettro dell'impasse

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Crisis

 Occhi puntati sul futuro dell'Europa, e quindi anche sulla crisi greca a Davos, in occasione del Forum Economico. Con sullo sfondo il "duello" Tsipras - Schaueble che si sono distinti per le divergenze ataviche sul dossier ellenico. Il premier greco ha anche espresso il timore di una nuova agonia della Grecia di fronte ai complicati ingranaggi di conflitti interni tra l'UE e il FMI, con il rischio di creare ritardi nella valutazione del programma da parte della troika. 
 
"Non sono del parere di accendere una candela in una stanza con la dinamite - ha osservato Tsipras - ma nemmeno voglio che tutti siano tenuti continuamente al buio. È meglio trovare un modo per rimuovere dalla stanza la dinamite", ha detto il primo ministro greco scegliendo la strada della metafora dopo che il Ministero delle Finanze tedesco sosteneva che uscire dal programma del FMI per la Grecia avrebbe significato accendere una candela in una stanza con la dinamite.
 
Inoltre Tsipras non ha mancato di rispondere sulle strategie future del Paese, e ha promesso non solo di lavorare per rendere la Grecia più competitiva, ma soprattutto più produttiva. "A questo proposito incide non solo il costo del lavoro ma anche un accordo con le organizzazioni sindacali".
Ieri il Wsj aveva anche dato conto del desiderio di Schaeuble di proseguire sulla strada del Grexit, su cui Tsipras ha replicato: "Questo non è il momento per le uscite. Per risolvere i problemi dell'Europa occorre più Europa tornando ai principi fondanti: la Repubblica, la solidarietà e la coesione sociale".
 
Il nodo però resta al momento quello relativo alla partecipazione al piano greco dell'FMI, con alla base un netto disaccordo nel triumvirato. Il rischio è che possa slittare la valutazione del primo step 2016 e conseguentemente la mancata individuazione delle criticità nei conti ellenici.

 

 

 

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