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Soros lancia l'allarme: torna lo spettro della crisi. Grexit e elezioni anticipate?

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Crisis

Ci ha pensato il miliardario George Soros a rimettere la Grecia al centro dell'agenda mediatica europea, dopo che per mesi era scivolata in terza fila. La sua convinzione, dice dalle colonne del WSJ, è che le politiche di austerity imposte da Berlino siano alla base degli attuali problemi. E i nodi venuti al pettine lo scorso anno, con la profonda crisi politica ellenica, potevano essere evitati. 
 
“Siccome non è ancora riuscita a risolvere le crisi precedenti a quella dell’immigrazione, - riflette Soros - ora l’Ue si trova a dover gestire cinque o sei crisi allo stesso tempo“. In primis quella relativa ad un eventuale Grexit che non è ancora del tutto scongiurato, visto come proseguono le valutazioni della troika sull'applicazione del memorandum da parte del governo di Atene.
 
Nel paese infatti sta nuovamente montando la protesta: gli agricoltori hanno bloccato le strade a nord per via delle nuove tasse, i dipendenti del Tesoro hanno occupato l'edificio ministeriale ad Atene e i pensionati sono in fibrillazione per un ulteriore taglio al loro mensile.
E secondo uno studio del GSEBEE (Confederazione Generale dei professionisti, artigiani e commercianti) una famiglia su tre vive in Grecia con meno di 10mila euro annui.
Intanto i conservatori di Nea Dimokratia, guidati dal neo segretario Kyriakos Mitsotakis, per la prima volta sono avanti nei sondaggi rispetto a Syriza. E più di qualcuno inizia a scommettere che elezioni anticipate siano più di un'eventualità.

 

 

 

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