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Su Cipro un tesoro dal cielo: 5 miliardi di euro in contanti

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Crisis

Chi c'era ha raccontato di una scena degna del film Agente 007 Goldfinger, con un gigantesco aerocargo proveniente da Francoforte atterrato all'aeroporto di Larnaca con 5 miliardi di euro in contanti. Che una scorta armata ha sorvegliato sino alla destinazione finale: le banche dell'isola, finalmente riaperte dopo due settimane di passione.
Il giorno dopo a Cipro le facce sono tirate come i primi giorni della crisi e i sospiri di sollievo pochi. Sin dalle prime ore del mattino centinaia di cittadini di Nicosia si sono presentati dinanzi agli sportelli, in religioso silenzio e in file ordinate, come per inscenare una protesta bianca. La priorità è data agli anziani e donne incinta. E quando alle ore 12 locali le porte sono state spalancate la delusione si è fatta ancora più intensa. Aperte sì, le banche, ma con restrizioni rigorose in materia di scambi e di fondi, come prescrive il decreto straordinario emanato mercoledì che attribuisce al Governatore della Banca centrale poteri straordinari (e per molti giornali «addirittura troppi per un solo uomo»). Limite massimo per prelievi di contanti fissato a 300 euro al giorno per persona, in ogni ente o una sua equivalente in valuta estera.
 
Ma ieri ci sono stati anche due fatti anomali: una rapina in un supermercato di Larnaca che ha fruttato solo 250 euro a un bandito armato e con il volto coperto. E un attentato incendiario contro un commerciante. «Qui non accade mai nulla - confida un agente di polizia - non vorrei che fossero i primi segni del cambiamento».
 
Nikos gestisce un'edicola ad Agia Napa (qui e in Grecia si chiamano periptera) e dice che questa mattina la loro associazione di categoria ha inviato una lettera ai fornitori. Chiedono di non procedere in tempi brevi a incassare i pagamenti in assegni. «In fondo vogliamo solo un po' di ossigeno in più», riflette amareggiato. E attacca: «Nell'Europa non credo più, mi convincano che ci aiutano veramente». Maria invece, una laurea in economia in Inghilterra, da oggi si aggiunge ai 56mila disoccupati dell'isola: era una dipendente della Laikì Bank, che prima sarà ufficialmente trasferita a carico della Bank of Cyprus ma un attimo dopo finirà nell'elenco degli inevitabili esuberi. Assieme agli altri 2299 dipendenti della cosiddetta «bad bank», con un buco da 9 miliardi.
 
Chi non si è persa d'animo, nonostante carte di credito bloccate e auto senza benzina, è Joanne Nicholas, dirigente dell'Open School di Larnaca, che annuncia una campagna di raccolta alimentare a favore dello sportello comunale per i più bisognosi. Nelle stesse ore in cui lunghe file si snodavano fuori delle banche, sottolinea, «molte altre persone hanno scelto di venire qui da noi e ci hanno portato vari alimenti, come il cibo secco, pesce in scatola, latte e noci perché non vogliono che il conto vero di questa crisi lo paghino i più poveri con la fame». Già la fame.
 
«Cosa ci faccio con soli 300 euro?" si chiede Xristos, agente di commercio in pensione. Ecco il risvolto della medaglia, perché se è pur vero che il piano cipriota è passato nonostante il voto contrario del Parlamento di Nicosia, ciò ha comportato uno stravolgimento unico. E le intenzioni della troika di agire per impedire il panico tra i correntisti e il massiccio prelevamento di contanti, così come accaduto in Grecia solo pochi mesi fa, si è rivelato un clamoroso boomerang. Nei primi due mesi dell'anno almeno 2,7 miliardi sarebbero volati altrove. E un canale privato dell'isola diffonde i nomi di chi, fino al maggio dello scorso anno, avrebbe avuto prestiti milionari dalle due banche al collasso: ex deputati, familiari e sindacalisti.
 
Fonte: Il Giornale del 29/3/13
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